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Omelia di Mons. D’Ascenzo alla celebrazione Eucaristica a Santa Maria Greca

23 aprile 2018 ore 18.30

01/05/2018
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Gesù si è presentato a noi come Buon Pastore, lo abbiamo ascoltato nel vangelo di domenica scorsa, nel senso di colui che ci mostra concretamente il volto buono, benevolo, misericordioso del Padre; anche Buon Pastore nel senso di pastore vero, autentico, del quale possiamo fidarci, al quale possiamo affidare la nostra vita e dunque con sicurezza possiamo vivere da discepoli alla Sua sequela. Ma anche Buon Pastore, nel senso di Pastore bello oltre che benevolo e vero, perché Gesù è bello!

Il Figlio di Dio incarnato è bello; bello è il Suo messaggio, bella è la Sua Parola, bello è il Suo insegnamento, bella è la Sua vita, come bella è la vita di ogni discepolo che si mette alla sequela di Gesù. Chi apre il proprio cuore, la propria mente a Gesù, al Suo insegnamento, potremmo dire - utilizzando un linguaggio a voi familiare - chi apre il proprio cuore, la propria mente alla Divina Volontà è e diventa sempre di più una persona bella, cresce e matura nella bellezza che non è un elemento o una caratteristica estetica ma la bellezza è propriamente un dono, un dono che viene dall’alto, un dono che viene da Dio. E una persona diventa bella nella misura in cui accoglie il dono di Dio, accoglie ciò che Dio ha in cuore per ciascuno di noi, questa è la Divina Volontà: ciò che Dio ha in cuore per ciascuno di noi  e che ci rende belli, perchè la vita del discepolo di Gesù, non può che essere una vita bella.

 

Nel vangelo appena proclamato, Gesù, questa sera, per presentarsi utilizza l’immagine della porta, e dice: “Io sono la porta, la porta dell’ovile”. Attraversa questa porta in entrata o in uscita colui che è di casa, non il ladro o il brigante. L’ovile è la famiglia di Dio, è il popolo di Dio, è la Chiesa, e noi in riferimento a questo insegnamento di Gesù possiamo entrare in questo ovile, entrare nella famiglia-Chiesa, entrare nel cammino di fede, entrare nella Divina Volontà, oppure uscire dalla famiglia-Chiesa per annunciare la bellezza di ciò che si vive all’interno della famiglia-Chiesa, per annunciare la bellezza del vangelo, la bellezza della vita del discepolo di Gesù, soltanto attraverso Gesù stesso.

 

“Io sono la porta”: è Gesù il punto di riferimento irrinunciabile; o Gesù, o non possiamo fare questa straordinaria esperienza di Chiesa, o non possiamo vivere da discepoli di Gesù che annunciano il Suo Vangelo fino ai confini della terra.

Entrare ed uscire attraverso questa porta che è Gesù. Siamo chiamati a viverlo semplicemente, nell’esperienza di tutti i giorni: il discepolo di Gesù, ogni giorno è chiamato ad entrare e uscire attraverso questa porta. Vi entriamo, se ci pensiamo un po’, quando ci raccogliamo in preghiera, nei momenti di intimità che viviamo con il Signore Gesù, anche questo momento che stiamo vivendo, come la celebrazione della Messa, è un passare attraverso Gesù per poter vivere in questo suo ovile che è la Chiesa, che siamo noi.

Ma siamo anche chiamati, poi, ad uscire attraverso Gesù da questo luogo, per annunciarLo, per portarLo a tutte le persone che poi il Signore ci permette di incontrare, ognuno nella propria famiglia, nel proprio ambiente di lavoro, nell’incontrare i propri amici, nelle fatiche o nelle gioie di tutti i giorni. Questa è la via di Santità che ognuno di noi è chiamato a percorrere, come ci ha ricordato papa Francesco nella sua ultima esortazione; la via della santità è la via che percorrono i genitori nel difficile compito di educare i propri figli,è la via che percorre ogni persona che ogni giorno va a lavoro per portare il pane quotidiano a casa, è la via che percorrono i malati,  dice papa Francesco; o le consacrate attraverso il loro sorriso che donano ad ogni persona che incontrano, è la via quotidiana della santità.

 

Vorrei soltanto richiamare ancora un elemento di riflessione e di preghiera, e lo prendo sempre dalla esortazione di papa Francesco che è invito ad incamminarci sulla via della santità, nei percorsi che ogni giorno la vita quotidiana ci presenta. Papa Francesco ci propone la via delle beatitudini. “Beati i poveri in spirito, beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, beati quelli che soffrono, beati quelli che piangono, beati i puri di cuore ...”. Al tempo di Gesù si pensava che la beatitudine ossia la vita piena, la vita di gioia, la vita bella, fosse soltanto prerogativa della divinità, soltanto degli esseri che stavano in cielo; la beatitudine non poteva essere vissuta e sperimentata dagli esseri umani. Invece Gesù in questo Suo insegnamento, che papa Francesco ci rilancia con forza e che noi vogliamo accogliere nel nostro cuore, proclama beati tutti noi, è una possibilità che Gesù rivolge a tutti. La vita piena, la vita gioiosa, la vita bella è per tutti noi che percorriamo le vie di questo mondo e non sempre sono facili, non sempre sono vie di gioia; sono anche vie di sofferenza. Ma la beatitudine che Gesù ci propone passa proprio attraverso queste vie, noi siamo chiamati a poter sperimentare la beatitudine. Attenzione però! Gesù non dice: “Beato tu, che sei povero in spirito” ma beati voi, non dice: “Beato tu che sei puro di cure, ma beati voi”. Beati voi. La beatitudine, la pienezza di vita del discepolo di Gesù, la possiamo incontrare e sperimentare soltanto se viviamo come famiglia, soltanto se viviamo come Chiesa, soltanto se viviamo dentro l’ovile di Gesù, passando attraverso Lui che è la porta e vivendo insieme. Ogni volta che noi tentassimo o cercassimo di trovare la pienezza di vita da soli, in modo egoistico, andremmo incontro al fallimento. Le beatitudini di Gesù passano attraverso di Lui e possono essere incontratre e vissute nella famiglia che è la Chiesa.

Allora, chiediamo al Signore che ci aiuti sempre a vivere come famiglia di discepoli di Gesù che si vogliono bene e in questo volersi bene, sentendoci fratelli, possiamo aprire mente e cuore alla Divina Volontà. In modo privato, in modo singolo, egoistico, non è possibile accogliere e mettere in pratica la Divina Volontà.

 

Concludo leggendo la conclusione del vangelo di oggi; sono le ultime parole di questo insegnamento di Gesù; lo vogliamo accogliere dentro di noi perchè è bello; non dobbiamo mai scordarcelo. Vogliamo che entri dentro di noi, lasci il Suo segno e ci accompagni giorno per giorno. Siamo discepoli di Gesù, del Signore Gesù, il Buon Pastore, la Porta che ci dice così: “Io sono venuto perchè abbiano in Noi la vita e l’abbiano in abbondanza.” Questa è la Divina Volontà che Gesù viene a portare, ad esprimere, perchè noi possiamo accoglierla e viverla concretamente.

Mons. Leonardo D'Ascenzo
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