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Immacolata concezione della Beata Vergine Maria

Gioisci Maria, piena di grazia!

06/12/2017
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Cari fratelli e sorelle, Fiat!

È la solennità dell’Immacolata Concezione di Maria. Nella Liturgia di questa festa viene proclamato il Vangelo dell’Annunciazione, che contiene appunto il dialogo tra l’angelo Gabriele e la Vergine. Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te” - dice il messaggero di Dio, e in questo modo rivela l’identità più profonda di Maria, il “nome”, per così dire, con cui Dio stesso la conosce: “piena di grazia”. Questa espressione, che ci è tanto familiare fin dall'infanzia perché la pronunciamo ogni volta che recitiamo l’Ave Maria, ci offre la spiegazione del mistero che oggi celebriamo. Infatti Maria, fin dal momento in cui fu concepita dai suoi genitori, è stata oggetto di una singolare predilezione da parte di Dio, il quale, nel suo disegno eterno, l’ha prescelta per essere madre del suo Figlio fatto uomo e, di conseguenza, preservata dal peccato originale. Perciò l’Angelo si rivolge a lei con questo nome, che implicitamente significa: “da sempre ricolma dell’amore di Dio”, della sua grazia. “L'angelo Gabriele entrò da lei”: è bello pensare che Dio ti sfiora, ti tocca nella tua vita quotidiana, nella tua casa


La prima parola dell’angelo non è un semplice saluto, dentro vibra quella cosa buona e rara che tutti cerchiamo: la gioia. «rallegrati, gioisci, sii felice». Non chiede: prega, inginocchiati, fai questo o quello. Ma semplicemente: apriti alla gioia, come una porta si apre al sole. Dio si avvicina e ti stringe in un abbraccio, viene e porta una promessa di felicità.


La seconda parola dell’angelo svela il motivo per essere nella gioia: sei piena di grazia. Un termine nuovo, mai risuonato prima nella bibbia: Maria sei colmata, riempita di Dio, che si è chinato su di te, si è innamorato di te, si è dato a te e tu ne trabocchi.


Piena di grazia la chiama l’angelo, Immacolata la dice il popolo cristiano. Ed è la stessa cosa. Non è piena di grazia perché ha detto “sì” a Dio, ma perché Dio ha detto “sì” a lei prima ancora della sua risposta. E lo dice a ciascuno di noi: ognuno pieno di grazia, tutti amati come siamo, per quello che siamo; buoni e meno buoni, ognuno amato per sempre, piccoli o grandi ognuno riempito di cielo.
La prima parola di Maria non è un sì, ma una domanda: come è possibile? Sta davanti a Dio con tutta la sua dignità umana, con la sua maturità di donna, con il suo bisogno di capire. Poi si apre alla risposta più generosa che esista: Eccomi sono la serva del Signore! Sì, avvenga quello che hai detto, che dice il Signore. La storia di Maria è anche la storia di ciascuno di noi. Ancora l’angelo è inviato nella casa di ciascuno di noi e ci dice: rallegrati, sei pieno, sei piena di grazia! Dio è dentro di te e ti colma la vita della sua forza.


Il mistero dell’Immacolata Concezione è fonte di luce interiore, di speranza e di conforto. In mezzo alle prove della vita e specialmente alle contraddizioni che l’uomo sperimenta dentro di sé e intorno a sé, Maria, Madre di Cristo, ci dice che la Grazia è più grande del peccato, che la misericordia di Dio è più potente del male e sa trasformarlo in bene. La Sacra Scrittura ci rivela che all’origine di ogni male c’è la disobbedienza alla volontà di Dio, e che la morte ha preso dominio perché la libertà umana ha ceduto alla tentazione del Maligno. Ma Dio non viene meno al suo disegno d’amore e di vita: ci ha mandato suo Figlio (e per questo ha preparato una madre, tutta santa) che ci ha salvati e ci salva con la sua morte e resurrezione. La Vergine Maria ha beneficiato in anticipo della morte redentrice del suo Figlio e fin dal concepimento è stata preservata dal contagio della colpa. Con il suo cuore immacolato, Lei ci dice: “affidatevi a Gesù, Lui vi salva”.

 

Nel brano dell’8 dicembre 1928 Luisa si chiede, pensando alla festa dell’Immacolata, come mai tutta la Creazione ha esultato di gioia e festeggia tanto la Regina Immacolata. Il motivo, le dice, Gesù, è perché la Divina Volontà è stato il principio della sua vita, quindi il principio di tutti i beni in tutte le creature. Non c’è bene che nella Divina Volontà non inizi, scenda e salga nella sua sorgente. Quindi la Vergine Maria avendo fin dal suo Immacolato concepimento iniziato la sua vita nel “Fiat Divino” ed essendo Lei della stirpe umana, con la Volontà divina ha acquistato la Vita divina e con la sua umanità ha posseduto l’origine umana. Ha avuto la potenza di unire il divino e l’umano e ha dato a Dio ciò che l’uomo non gli aveva dato e negato, cioè la sua volontà e ha dato agli uomini il diritto di poter salire agli abbracci del suo Creatore. Con la potenza del “Fiat” che aveva in suo potere ha legato Dio e gli uomini. Così tutta la Creazione, Cielo e terra e perfino l’inferno, ha sentito nell’immacolato concepimento di questa Vergine, la forza dell’ordine che Lei metteva in tutta la Creazione, con la Volontà divina si affratellava con tutti, si abbracciava con tutti, amava tutto e tutti, e tutti la desideravano, l’amavano e si sentivano onorati di adorare in questa privilegiata creatura la Divina Volontà. Per questo doveva festeggiare tutta la Creazione, perché fin da allora l’uomo era stato il disordine fra tutte le cose create, nessuno aveva avuto il coraggio, l’eroismo di dire al suo Creatore: “non voglio conoscere la mia volontà, te ne faccio un dono, voglio per vita solo il tuo Volere Divino”. Invece la Vergine Santa ha donato la sua volontà per vivere della Divina e perciò tutta la Creazione ha sentito la felicità dell’ordine, che per mezzo suo le veniva restituita e tutti hanno fatto a gara: il Cielo, il Sole, il mare, per onorare Colei che, possedendo il “Fiat”, ha dato il bacio dell’ordine a tutte le cose create. Ed il Voler Divino le ha messo in mano lo scettro di Regina Divina e le ha coronato la fronte con la corona del comando, costituendola Imperatrice di tutto l’universo.

Dio ha contemplato la bellezza di Maria nel suo concepimento: questa Celeste bambina nel suo Immacolato concepimento, si vedeva la sua piccola terra presa dalla stirpe umana e dentro questa piccola terra, si vedeva il Sole dell’Eterno Volere, che non potendo essere contenuto straripava fuori di Lei e si allungava tanto che riempiva Cielo e terra. Dio ha fatto un prodigio della sua onnipotenza, per fare sì che la piccola terra della piccola Regina, potesse racchiudere il Sole del Voler Divino. Così si vedeva la terra e il Sole, e quindi tutto ciò che faceva: se pensava, se parlava, se operava, se camminava, i suoi pensieri erano raggi di luce, le sue parole si convertivano in luce, tutto era luce che usciva da Lei, perché essendo la sua piccola terra, più piccola del Sole immenso che racchiudeva, i suoi atti si sperdevano nella sua luce. E siccome questa piccola terra della Sovrana Celeste era vivificata, animata e conservata continuamente dal Sole del “Fiat”, si vedeva sempre fiorita, ma delle più belle fioriture che davano frutti dolcissimi da attirare gli sguardi divini e restarne rapiti, ma tanto, che Dio non poteva fare a meno di guardarla, tanta era la bellezza e la felicità che dava. Tutta bella era la Vergine Immacolata, la sua bellezza era incantatrice e rapitrice: è un prodigio del Volere Divino.

don Marco
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