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IV Domenica di Quaresima

L’amore non condanna, l’amore salva

09/03/2018
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Carissimi fratelli e sorelle, Fiat!

Il nostro sguardo è rivolto a Gesù sulla croce nel momento supremo del suo amore per tutta l’umanità e guardando Cristo e credendo in lui che noi siamo salvi, che noi abbiamo la vita eterna: chiunque crede in lui ha la vita eterna.

Il Vangelo tratto dal dialogo tra Gesù e Nicodemo ci rivela qualche cosa di grandioso. Gesù dice che Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede non vada perduto ma abbia la vita eterna. Dio ha tanto amato il mondo: l’ho amato “tanto”, in una maniera così grande che non ce n’è una maggiore. Ecco l’infinito, l’immenso amore di Dio per il mondo, per l'umanità, per ciascuno di noi.

Continua Gesù: Dio non ha mandato il Figlio del mondo per condannare il mondo ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Dio non condanna, Dio ama, Dio soffre, Dio salva. C’è qui qualcosa di importante da imparare: a noi viene normale condannare il mondo, scomunicare, puntare il dito sulle cose negative, sui drammi, sui peccati. Chissà perché si pensa sempre che siano gli altri a fare i peccati. Dio ama il mondo così come è, proprio perché è nel peccato e viene allora per salvarlo. Noi come ci sentiamo davanti al mondo? Io lo amo il mondo? soffro per i mali e malattie che ha, per i peccati contro Dio e contro l’uomo che ci sono? Prego per il mondo, do me stesso per un mondo diverso, che si costruisca nella fede, nella speranza, nella carità?

 

Dal Diario di Luisa ci percepisce molto l’amore di Gesù per la creatura che lo ha spinto non solo ad incarnarsi per salvarlo, ma per donargli la sua stessa vita divina. Ad esempio; il 20 febbraio 1938 il Signore spiega a Luisa che nell’Incarnazione Gesù ha formato tanti Gesù, per quante creature esistite, affinché ciascuna avesse un Gesù a sua disposizione.

L’ amore di Gesù è tanto, che sente il bisogno di sfogarsi e di affidare i suoi segreti a chi vive nel suo Volere, affinché conoscendo tutto, la creatura con un solo amore, ripete ciò che Gesù ha fatto in se stesso. Ecco fin dove arriva l’amore di Gesù, gli faceva fare cose inaudite ed incredibili alle menti create. Nel venire sulla terra Gesù ha voluto formare tanti Gesù, per quante creature erano esistite, esistevano e esisteranno. Ciascuno doveva avere il suo Gesù tutto suo, a sua disposizione, e doveva avere il suo concepimento per restare concepito in Lui, la sua nascita per rinascere, le sue lacrime per lavarsi, la sua infantile età per ripristinarsi e dar principio alla sua vita nuova, i suoi passi per vita e guida dei propri, le sue opere per far sorgere le proprie nelle opere di Gesù, le sue pene come balsamo e forza delle proprie e come soddisfazione di qualunque debito contratto con la divina giustizia, la sua morte, per ritrovare la propria vita, la sua risurrezione per risorgere del tutto nella Divina Volontà e alla gloria completa che avrebbe dovuto dare al suo Creatore. E tutto questo, con sommo amore, con ragione, con giustizia e con somma sapienza.

Il Padre doveva trovare nel Figlio, per soddisfarsi, per glorificarsi, per essere contraccambiato del tanto suo amore, tante sue vite per quante creature aveva messo e avrebbe messo alla luce del giorno e anche se non tutti prendono questa sua vita, il Padre Celeste esigeva la vita del Figlio per glorificarsi di tutto ciò che aveva fatto nell’Opera della Creazione e Redenzione. Appena l’uomo si è sottratto alla Volontà divina, è finita la gloria che al Divin Padre gli era dovuta. Quindi, se Gesù non avesse formato tanti Gesù per quante creature esistono, la gloria del Padre Celeste sarebbe stata incompleta e Lui non potendo fare opere incomplete, il suo amore avrebbe guerreggiato con Lui se non avesse formato tanti Gesù, prima per decoro e gloria sua e poi per dare il bene completo a ciascuna creatura. Il grande dolore di Gesù è vedere di fronte a tante sue vite che sono a disposizione di ciascuno, chi non le riconosce, chi non le guarda, chi non se ne serve, chi le offende, chi prende appena le briciole della sua vita. Pochi sono quelli che dicono: “Faccio la vita di Gesù, con Gesù, amo come ama Gesù e voglio ciò che vuole Lui.” Queste ultime sono il contraccambio insieme con Gesù della gloria e dell’amore della Creazione e Redenzione, ma anche se non tutte queste sue vite servono alla creatura, servono però mirabilmente alla gloria del Divin Padre, perché Gesù non è venuto sulla terra solo per le creature, ma per reintegrare gli interessi e la gloria del Padre Celeste. Che bel corteggio formano le tante vite di Gesù intorno alla Divinità e quanto amore e quanta gloria si sprigionano da Esse, da rimanere talmente rapiti che ci riuscirebbe difficile ritornare in noi stessi.

don Marco
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