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XXIII Domenica del Tempo Ordinario

Griderà di gioia la lingua del muto

06/09/2018
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Carissimi fratelli e sorelle, Fiat!

“Ápriti” è il comando che Gesù proclama forte. Egli guarisce miracolosamente il sordomuto e gli apre la bocca e le orecchie. La vita di questo uomo è completamente cambiata, finalmente può comunicare compiutamente con gli altri. Con il suo intervento, Gesù aiuta le persone che lo invocano e sono bisognose; le aiuta perché recuperino le loro facoltà e per diminuire le sofferenze. È l’azione che serve a vincere il male fisico per aiutare il progresso spirituale. Il sordomuto ha complete le sue facoltà di comunicare; alla sua responsabilità usarle bene; Gesù gli ha fornito la completezza dei mezzi a lui poi il compito di continuare l’opera perché la vittoria sul male fisico significhi un reale progresso spirituale. Quanta speranza, viene a noi, dalla Parola di Dio! Siamo stati accolti dal profeta Isaia con un invito: “Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio”. Le promesse che il Signore ci rivolge, per bocca del profeta, sono realizzate in pienezza dal Signore Gesù. Egli ha guarito, ha ridato la vista ai ciechi, l’udito ai sordi, ha fatto camminare gli storpi! Anche oggi è qui con noi per guarire i nostri occhi, quelli della fede, purificare i cuori per aprirli al suo amore, ridare vigore alla nostra sfiducia trasformandola nella sua speranza. Noi siamo i poveri cui è stato regalato il regno. Ogni qualvolta ci poniamo di fronte alla vita, agli altri e al Signore con la consapevolezza del nostro essere creature limitate e bisognose, Dio Padre ci sceglie per farci ricchi della sua presenza d’amore che salva e redime. Il suo amore fa fiorire in noi la speranza che è vita per tutti, per ogni situazione.
“Ha fatto bene ogni cosa”, dicono di Gesù. Ha speso la sua vita per gli altri. Ha testimoniato l’amore di Dio Padre di tutti gli uomini, amando il prossimo fino a dare la sua vita per amore.

 

Gesù il 27 gennaio 1928 dice a Luisa che nella Redenzione è stato rinchiuso il regno della Divina Volontà, per cui non c’è stato atto compiuto da Gesù che non rinchiudesse l’uno e l’altro, con questa sola differenza, che Gesù ha mostrato gli atti che appartenevano alla Redenzione, li ha fatti conoscere e ne ha fatto dono, perché dovevano servire come preparativo al regno della Divina Volontà.

Invece quelli che appartenevano al regno del “Fiat” li ha tenuti in se stesso, come sospesi nella stessa sua Volontà Divina.

Quando Dio decide di mettere fuori di se stesso un atto, di fare un’opera, un bene, prima sceglie la creatura in cui deporre l’opera, perché non vuole che ciò che opera resti nel vuoto e senza effetto, e che nessuna creatura sia depositaria dei suoi beni. Perciò ne chiama una, perché se le altre creature, ingrate, non vorranno ricevere i suoi beni, almeno in questa vengono depositate le sue opere e, quando è sicuro di ciò, allora Dio inizia ad operare. Quindi nella Redenzione la depositaria di tutti gli atti divini è stata Maria, si può dire che in ogni atto che Gesù ha compiuto (respirare, piangere, pregare, patire, e tutto il resto), chiamava prima Lei a ricevere i suoi respiri, le sue lacrime, il suo patire, per deporli in Lei e poi Gesù respirava, piangeva e pregava. Gli riuscirebbe insopportabile e di dolore superiore ad ogni altro dolore se non avesse avuto sua Madre nella quale poteva deporre i suoi atti.

Ora poiché erano rinchiusi in tutti gli atti della Redenzione quelli del regno della Divina Volontà, fin d’allora chiamava Luisa e, come deponeva in Maria tutto ciò che riguardava il regno della Redenzione, così deponeva in Luisa ciò che riguardava il regno del “Fiat Supremo”. Ecco perché Gesù vuole che Luisa lo segua passo passo e, se Gesù parla la vuole vicino per farle il dono della parola della sua Volontà, se cammina per farle il dono dei passi di Essa, se opera per dotarla delle sue opere, se prega per darle il dono della sua preghiera per impetrare il suo regno alla famiglia umana, se fa miracoli per darle il dono del gran miracolo della Divina  Volontà, perciò se Gesù ha dato la vista ai ciechi toglie la cecità del volere umano per dare la vista della sua Divina Volontà, se ha dato l’udito ai sordi fa il dono di acquistare l’udito del Divin Volere, se ha dato la lingua ai muti snoda dal mutismo del suo Volere, se ha raddrizzato gli zoppi raddrizza in Esso, se quieta la tempesta col suo potere, comanda alla tempesta della volontà umana che non osi più agitare il mare pacifico della sua Volontà. Insomma non c’è cosa che Gesù fa e soffre di cui non fa dono a Luisa, per deporre in lei il regno del Divin Volere da Lui tanto amato e formato in se stesso.

 

Sarebbe stato per Gesù il più grande dei suoi dolori se mentre formava nella sua Umanità, con tanto amore il regno del Volere Divino, scopo primo per cui è venuto sulla terra e formava questo suo regno per ripristinarlo nelle creature, non fosse sicuro come lo è stato per la Redenzione che, almeno una creatura avrebbe ricevuto il ripristino del regno del “Fiat Divino”. Guardava i secoli come un solo punto e trovava Luisa, la piccola eletta della Divina Volontà, e fin d’allora dirigeva e deponeva i Suoi atti in lei per disporre in lei il suo regno, e come per il regno della Redenzione non ha risparmiato nulla, né fatiche, né pene, né preghiere, né grazie, neppure la stessa morte, per poter dare a tutti, grazie e mezzi sufficienti ed abbondanti perché tutti potessero salvarsi e santificarsi quindi metteva e deponeva al sicuro il tutto nella Celeste Regina, così per il regno del Divin Volere ha messo tutto al sicuro in Luisa; sta dando tanto, non risparmia nulla, né insegnamenti, né luce, né grazie, né richiami, né promesse, in modo che se tutti vogliono ricevere il gran bene della Divina Volontà per farla regnare in loro, tutti troveranno mezzi ed aiuti sovrabbondanti per vivere un così grande  bene. Perciò la vita di Luisa sulla terra nel tempo era aspettata da Gesù con tanto amore, con tale ansia, che non si può immaginare, perché voleva deporre i tanti atti sospesi fatti dalla sua Umanità per formare il regno del “Fiat Supremo”.

Se anche noi sapessimo cosa significa un atto sospeso fatto da Gesù! Ci affanneremmo a ricevere tutto il deposito dei suoi atti per dar vita a questi atti sospesi, perché essi contengono tante Vite divine e ci affretteremmo a farli conoscere alle altre creature.

don Marco
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