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“Donna, ecco tuo figlio!”: Maria nel cuore della storia della salvezza (prima parte)

"Tra la volontà della Madre e la tua sta la mia volontà umana che fa da prima e sostiene l’una e l’altra affinché si estendesse il regno della mia Volontà Divina”,

09/07/2019
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In questo momento supremo nel quale sta portando a compimento la sua donazione al Padre, il Signore Gesù inoltre chiama Maria donna non perché vuole porsi al di là e al di sopra delle relazioni familiari, superando il semplice rapporto personale tra madre e figlio, ma perché vuole collocare la piccola donna di Nazareth al centro, nel cuore della storia della salvezza, affidandole il compito di essere madre del nuovo popolo di Dio, cioè di tutti i fratelli e le sorelle redenti dal suo sangue.

Fin dall’origine del mondo Maria è stata pensata e voluta dal Padre per essere lo scrigno purissimo dove il Figlio di Dio ha assunto la nostra carne per opera dello Spirito santo. La Vergine ha lasciato che Dio scrivesse ogni singola pagina della sua esistenza e sotto la croce ha aderito con gioia alla missione, affidatale da Gesù, di esercitare sull’umanità redenta la sua materna e premurosa sollecitudine, la stessa che ha riversato su suo figlio. Cristo è il nuovo tempio non costruito da mani d’uomo, è il pastore buono che attira e riunisce attorno a sé quanti si lasciano incontrare e rigenerare dalla sua misericordia ed affida a Maria la totalità dei suoi discepoli nella loro irripetibile individualità. Come per una madre i figli non sono dei semplici numeri, così anche per la piccola donna di Nazareth noi, frutto di un pensiero di Dio e destinatari dell’amore rigenerante del Crocifisso Risorto, non svaniamo nell’anonimato, non siamo senza volto e senza nome. La tenerezza materna di Maria si rivolge a noi personalmente. La Madre del Salvatore nutre un interesse esclusivo per ciascuno di noi, per ogni particolare della nostra esistenza, anche quello a prima vista più insignificante, e ci offre le sue attenzioni e il suo affetto come se fossimo gli unici e i soli.

Fin dall’origine del mondo Maria è stata pensata da Dio totalmente immersa nella Divina Volontà. Il 19 luglio 1928 Gesù spiega a Luisa come non solo Maria è stata chiamata a questo, ma attraverso di lei, ogni creatura è destinataria di questo grande dono.

Nella Creazione ci sono voluti tre atti da parte della Trinità: la potenza, la sapienza, l’amore e tutte le opere sono sempre accompagnate da questi tre atti, perché essendo l’operare di Dio perfetto, sono seguiti con somma potenza, con sapienza infinita, con amore perfetto, comunicando tre immensi beni nell’opera che compie. Infatti, è stato dato all’uomo il gran bene dell’intelletto, della memoria e della volontà.

Ora per venire il regno della Divina Volontà, sono necessarie tre volontà sacrificate alla Divinità, che non avendo vita propria danno luogo alla sua per farla regnare e dominare liberamente, per poter prendere il suo posto Regale in tutti gli atti umani, quale conviene, perché così era stabilito da Dio fin dal principio della creazione dell’uomo, che, ingrato, ha dato il posto al suo volere umano e lo fatto perdere a Dio. Innanzi a Dio non c’è sacrificio maggiore di una volontà umana che mentre ha la vita, non la esercita, per dare vita libera al “Fiat Divino”, ma con gran guadagno dell’anima, perché dà una volontà umana e ne riceve una Divina, dà una volontà finita e limitata e ne riceve una infinita e senza limite.

In mezzo alla volontà della Madre Celeste e a quella di Luisa sta la volontà umana di Gesù che fa da prima e sostiene l’una e l’altra, affinché fossero costanti nel sacrificio di non dare mai vita al volere umano, affinché il regno della Volontà Divina si stendesse sulle tre volontà, per avere la triplice gloria alla divina potenza, sapienza ed amore e la triplice riparazione delle tre potenze dell’uomo, che hanno cooperato tutte e tre a sottrarsi al gran bene della Volontà Divina. E se la Sovrana del Cielo è stata aggraziata in virtù dei meriti del futuro Redentore, Luisa (e coloro che vivono nella Divina Volontà) sono stati aggraziati in virtù del Redentore già venuto e siccome i millenni sono per Dio come un punto solo, fin d’allora ha pensato a tutto e ha sostenuto le tre volontà sulle quali doveva trionfare l’Eterno Volere.

Ci sono due volontà che sostengono la nostra, quella della Mamma Celeste e quella di Gesù, che fortificano la debolezza del nostro volere, affinché resista a tenersi sacrificato per una causa così santa e per il trionfo del regno del “Fiat”.

L’anima che vive nella Divina Volontà è festeggiata ed è la festa di tutti; perché festeggiamo fin dal suo concepimento lo stato di Regina della Madre Celeste? Perché ha incominciato la sua vita nella Volontà Divina ed Essa ci fa presente il suo stato glorioso di Regina e ce lo fa festeggiare con tutte le cose create come è stata festeggiata nel suo concepimento, le feste iniziate nel “Fiat” sono perenni, non finiscono mai e chi vive in Essa, le trova presenti e festeggia insieme. E sebbene la piccola Regina del Cielo, fin dal suo concepimento avvertisse che tutti la riverivano, le sorridevano, la sospiravano, era la benvoluta di tutti, non sapeva il mistero, che fin dal principio doveva essere la Madre di Gesù, Colei che Lei stessa sospirava, lo seppe quando l’Angelo lo ha annunziato, ma sapeva che la Regalità, l’impero e tante dimostrazioni d’ossequi, le venivano perché in Lei regnava la Divina Volontà.

 

don Marco
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