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“Donna, ecco tuo figlio!”: Maria presso la croce (seconda parte)

“La croce della mia Volontà non è di legno, ma è croce di luce e di fuoco, che arde e consuma e s’imprime in modo da formare una sola cosa con la stessa natura.”

11/06/2019
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Appeso all’albero della croce Cristo ci rivela il volto appassionato di un Dio che ci ama alla follia. Maria è lì, accanto a suo figlio, e ci invita a misurarci con la sapienza che scaturisce da quell’assurdo patibolo, a farla nostra. Solo così assaporeremo in pieno la vita in tutti i suoi aspetti, senza la pretesa di afferrare al volo il significato di ogni evento e affidando la capacità di ascoltare, non come padroni ma come discepoli della verità.

Al cuore della nostra fede c’è dunque la croce, una realtà che ancora oggi scandalizza ed essere credenti, discepoli di Gesù, significa sopportare questo scandalo. Cristo crocifisso è vergogna e stoltezza per i benpensanti. È un Dio che si fa debolezza, che si carica sulle spalle tutto il male del mondo, che ama chi non meriterebbe di essere amato, il peccatore e perfino il nemico, e che pretende di immergerci e farci sperimentare in lui l’indicibile e l’invisibile. La croce non è perciò semplicemente uno strumento di morte, ma una realtà con la quale relazionarci nella fede, da abbracciare e amare. Per essere pienamente in Dio è necessario morire a noi stessi, crocifiggere per sconfiggere il nostro egoismo, completare con la nostra sofferenza ciò che manca alla passione di Cristo (Col 1,24). Insomma crocifiggere la volontà umana.

In un brano del 28 novembre 1923, Gesù dice a Luisa che la croce più grande, più lunga, che mai lo ha lasciato, per la sua Umanità è stata la Volontà Divina. Anzi, ogni atto opposto della volontà umana alla Divina era una croce distinta che il Supremo Volere imprimeva nel più intimo della sua Umanità, perché quando la volontà umana si muove dalla terra per agire, la Divina si muove dal Cielo per incontrarsi col volere umano e farne uno solo col suo, per far scorrere torrenti di grazia, di luce, di santità in quell’atto, e il volere umano, non ricevendo l’incontro col Divino, si mette come in guerra col suo Creatore e respinge nelle regioni celesti il bene, la luce, la santità che stavano per piovere su di lui.

Il Volere Supremo, offeso, voleva il contraccambio da Gesù, e in ogni atto di volontà umana gli infliggeva una croce; e sebbene insieme alla croce riceveva tutto il bene respinto da quelli, per tenerlo in deposito in Lui per quando la creatura si fosse disposta a ricevere nei suoi atti l’incontro con la Divina, con tutto ciò non ha potutosottrarre dal sentire il dolore intenso di tante croci.

Nell’interno di Gesù ci sono miliardi di croci! Perciò le croci della Volontà Divina furono incalcolabili, il suo dolore era infinito e Gesù gemeva sotto il peso di un dolore infinito. Questo dolore infinito aveva tale potere da dargli la morte ad ogni istante e dargli croce ad ogni atto opposto della volontà umana alla sua. La croce della Divina Volontà non è di legno, che fa sentire solo il peso e il dolore, ma è croce di luce e di fuoco, che arde e consuma e s’imprime in modo da formare una sola cosa con la stessa natura.

Per capire cosa è la croce della Volontà Divina, si dovrebbero intrecciare tutti gli atti delle creature, farli presenti e farli toccare con mano come li tocca il Volere Divino, e, volendone giusta soddisfazione, infliggeva a Gesù croce sopra croce.

Non era stata forse una volontà umana che aveva offeso e rotto con la Divina? Ora una Volontà Divina doveva crocifiggere, addolorare la natura e la volontà umana. Tutto il resto dell’uomo si può chiamare superficiale; la fonte, la radice, la sostanza del bene o del male sta nel fondo della volontà. Perciò solo la Volontà Divina poteva espiare il male di tante volontà umane. Ecco perché Gesù vuole Luisa e noi totalmente nella Sua Volontà, per far conoscere che cosa ha fatto questa Volontà Divina, quello che ha fatto soffrire e quello che vuol fare.

Noi siamo segnati con tante croci di luce, perché la nostra croce è stata la Divina Volontà, che tutto ha cambiato in luce, per disporci ad essere figli della Divina Volontà, a cui affidare i segreti, le gioie, i dolori di Essa, come a figli fedeli, che unendosi ai suoi atti apra i Cieli per farla discendere in terra e farla conoscere, ricevere e amare.

 

Croce adorata, finalmente sei giunta,

eri tu il sospiro del mio Cuore, il martirio del mio amore,

ma Tu, o Croce, tardasti finora,

i miei passi sempre verso di te si dirigevano,

ma tu me li rendesti stanchi non facendoti trovare.

Croce Santa,

eri tu la meta dei miei desideri, lo scopo della mia esistenza quaggiù,

sicché in te concentro tutto l’essere mio, e in te metto tutti i miei figli,

e tu sarai la loro vita, e la loro luce, la difesa la custodia, la forza;

tu li sovverrai in tutto, e gloriosi me li condurrai nel Cielo.

Oh Croce Cattedra di sapienza,

tu sola insegnerai la vera santità,

e in te sola cresceranno gli eroi, gli atleti, i martiri, i Santi.

Croce bella,

tu sei il mio Trono,

e dovendo io partire dalla Terra, tu rimarrai in vece mia;

in te doto tutte le anime, me le custodisci, me le salva, a te le affido!

(Le 24 ore della Passione).

 

 

 

don Marco
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