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Ecco la serva del Signore: l’annuncio dell’angelo

“Figli miei, datemi il posto nel vostro cuore. Sono sceso dal Cielo per formare in ciascuno la mia vita; mia Madre è il centro dove Essa risiede e voi sarete la circonferenza, dove formare tante mie vite per quanti figli ci sono”.

20/08/2018
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L’angelo Gabriele entra da Maria. È un entrare che possiede ben poco della fisicità e della materialità. Non è il semplice entrare nella sua casa, dove si svolge l’intimità della sua vita. È piuttosto il venire di Dio nella sua interiorità, nella sua anima, nel luogo più nascosto e profondo del suo essere. L’angelo deve incontrare il cuore di questa giovane donna di nome Maria, perché è portatore di una proposta sconvolgente per la storia dell’umanità. Non a caso Dio manda Gabriele, il cui nome significa “forza di Dio “! È infatti in ragione della forza che scaturisce dalla Parola che avviene l’incontro, che l’angelo entra in contatto interiore e profondo con questa giovane di Nazareth, a cui dona non parole, ma la Parola, il Verbo Eterno di Dio.

 

Maria, di fronte all’irrompere del Signore resta sbigottita, senza parole. Nella sua semplicità e innocenza di ingenua fanciulla di paese non fa considerazioni su quella improvvisa e sorprendente apparizione, non si interroga sull’identità del suo misterioso visitatore, sulla sua attendibilità o sulla possibilità di essere vittima di qualche raggiro, come qualunque persona sarebbe tentata di fare. Si limita a contemplare il mistero inesprimibile che la incontra e la avvolge.

 

L’angelo posa il suo sguardo su di lei e la invita a rallegrarsi. La prima cosa che la parola di Dio dona a chi l’ascolta è una gioia piena e autentica. Molte volte quando ci poniamo davanti al vangelo la nostra prima reazione è quella dell’indolenza, al più concentriamo l’attenzione su noi, ci lasciamo prendere e distrarre dalle nostre preoccupazioni. Siamo incapaci di fare silenzio, di svuotarci di noi stessi, mettendoci nudi ed inermi davanti al Padre per lasciarci riempire da lui. Dobbiamo avere il coraggio di spalancare il nostro cuore. Solo così potremo sperimentare la gioia che nasce dall’incontro con Cristo.

 

La tentazione di pensare che la gioia possa scaturire dalle nostre conquiste, dai risultati che riusciamo a conseguire, in ragione della nostra bravura è ricorrente. Non è così! Non siamo nella gioia perché i nostri conti sono in regola, ma perché il Signore ci visita, volge il suo sguardo su di noi e ci offre la sua Parola. Egli è un Dio vicino, che non si spaventa per le distanze e gli ostacoli che gli frapponiamo. Si mette in cammino e ci viene a cercare per ricolmarci di sé. Da parte nostra è indispensabile riconoscerci piccoli e poveri, bisognosi della sua misericordia. La gioia che Dio ci dona inoltre non è effimera, di un momento, fugace e inconsistente, ma è felicità generata dalla sua grazia. Non soltanto non avrà mai fine, ma se la lasciamo operare, farà germogliare nella nostra storia intrisa di peccato e fragilità, qualcosa di straordinario e imprevedibile.

 

La testimonianza che Luisa dà dell’Annunciazione nel libro del “La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà”, sottolinea fortemente la grandezza e la straordinarietà del dono ricevuto da Dio. Il suo cuore era gonfio e sentiva il bisogno di sfogare il suo ardente amore con Luisa. Le gioie di Maria nell’apprendere di diventare Madre del Salvatore, erano infinite, mari di felicità la inondavano.

Maria può dire “Sono Madre di Gesù; la sua creatura, la sua ancella è Madre di Gesù, e solo al ‘Fiat’ lo debbo, che mi rese piena di Grazia, preparò la degna abitazione al mio Creatore”.

Non appena è stata formata con la potenza del ‘Fiat Divino’ la piccola Umanità di Gesù nel seno di Maria, il Sole del Verbo Eterno si è incarnato. Maria aveva il suo cielo, formato dal ‘Fiat’, tutto tempestato di fulgide stelle che scintillavano gioie, beatitudini, armonie di bellezze divine, ed il Sole del Verbo Eterno, sfolgorante di luce inaccessibile, è venuto a prendere il suo posto dentro questo cielo, nascosto nella sua piccola Umanità, ma non potendo essere contenuto da Essa, il centro del Sole stava in Essa, ma la sua luce straripava fuori e investendo Cielo e terra giungeva ad ogni cuore, e col suo picchio di luce picchiava a ciascuna creatura e con le voci di luce penetrante diceva loro: “Figli miei, apritemi, datemi il posto nel vostro cuore. Sono sceso dal Cielo in terra per formare in ciascuno di voi la mia vita; la mia Madre è il centro dove Essa risiede e tutti i miei figli saranno la circonferenza, dove voglio formare tante mie vite per quanti figli ci sono”.

 

L’angelo Gabriele rivolge a Maria un saluto splendido, un’autentica benedizione. La presenza del Signore intesse la trama della sua esistenza e lei vive nella comunione con lui ogni singolo istante delle sue giornate.

 

Possiamo cogliere la densità di questo saluto se lo confrontiamo con i nostri saluti, con le nostre parole che scambiamo con quanti incontriamo. I nostri discorsi sono segnati non dalla gioia e dalla benedizione, ma dal lamento per quello che non va. Avvertiamo la nostra ambivalenza, la nostra umana debolezza come una colpa. Abbiamo uno sguardo pessimista, chiuso alla vita, che ci blocca e ci scoraggia. Siamo così impantanati nelle nostre ricorrenti infedeltà che non siamo capaci di scoprirci e riconoscerci come germogli di amore del cuore di Dio, da lui scelti per essere destinatari della sua tenerezza e della sua benignità che ci trasforma e ci conforma a sé attraverso la forza dello Spirito.

 

Guardiamo all’umiltà di Maria, la quale invece si apre all’accoglienza e permette a Gabriele, alla forza di Dio che viene a lei, di parlare e di svelare il senso e il motivo di quella irruzione.

 

Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe l’ha riempita con la pienezza della sua grazia. Nel cuore e nella vita di Maria c’è posto esclusivamente per il Signore. Dio è con lei, l’ha scelta fra tutte le donne della terra, la abita con la sua presenza rigenerante e rinnovante e l’ha ricolmata del suo amore infinito. La sua adesione alla volontà del Padre è senza riserve.

don Marco
Commenti
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Ultimi commenti 1 di 1
- 24/08/2018
This reflection is Beautiful! And Rich! I never imagined before that this Angel's visit was anything more than just physical encounter. Thank you!!! I have wondered how the many people in several instances of the Bible, don't seem phased or surprised by angelic visitors, as though they were more commonplace to their times?!?