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Ecco la serva del Signore: Maria nella volontà di Dio

“La mia Volontà solo nella Creazione e nella mia Mamma Celeste è stata sempre integra e ha tenuto libero il suo campo d’azione”

28/08/2018
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Il Signore è con tutti coloro che fanno la sua volontà e la Vergine è interamente nella volontà di Dio. Tra il Signore e Maria c’è un legame perfettissimo. Dio è tutto in lei e lei è tutta in Dio. La santità dell’Eterno l’avvolge, la permea con la potenza dello Spirito santo e la sua obbedienza ritorna al Padre sotto forma di amore e di benedizione. In lei si rispecchia il pensiero di Dio nella sua integrità assoluta e perfetta. È il ritratto dell’Onnipotente non turbato e non inquinato, e la bellezza divina si riflette in lei non soltanto per sé, ma anche per quello che è chiamata a compiere nel disegno della redenzione. Il Padre l’ha pensata, sognata, scelta e preparata come un capolavoro della sua sapienza, si dona a lei e l’abbraccia con tenerezza infinita. Con la sua umile bellezza lei affascina lo sguardo di Dio, che attratto e sedotto si piega su di lei.

Maria rappresenta l’inizio del ritorno alla purezza originaria dell’umanità, il rinnovarsi della creazione. È l’aurora della nuova umanità, redenta per opera gratuita del Signore. In lei la grazia è traboccante, straripante, sovrabbondante. È stata prediletta ed amata da Dio in modo superlativo, fuori misura e il suo amore gratuito l’ha trasformata e resa accetta a lui. In lei non c’è traccia di colpa, non c’è ombra alcuna che possa offuscarla ed impedire alla grazia di irradiarsi. È la creatura perfettamente realizzata, nella quale l’umanità raggiunge ed esprime il meglio di se stessa. Dio ricomincia da Maria e con Maria. Tutto ciò è possibile perché lei ama, è solo amore e tutta amore per il suo Signore.

Gesù rivela a Luisa il 28 aprile 1926 che la Creazione e Maria sono gli esemplari più perfetti del vivere nel Divino Volere e come la Vergine ha superato tutti nel patire.

Luisa si domanda come mai quando Gesù parla del suo Volere, spesso unisce insieme la Regina del Cielo e la Creazione. Pare che si diverta tanto di parlare sia dell’una che dell’altra, che va trovando occasioni, pretesti, per manifestare ciò che fa la sua Volontà tanto nella Madre Celeste quanto nella Creazione. E Gesù le risponde che la Divina Volontà solo nella Creazione e in Maria è stata sempre integra e ha tenuto libero il suo campo d’azione. Quindi, dovendo chiamare Luisa a vivere nel Divin Volere come una di loro, doveva proporgliele come esempio, come un’immagine che Luisa e tutti i figli della Divina Volontà devono imitare. E per poter fare cose grandi, in modo che tutti possano percepire quel bene, a meno che non lo volessero, la prima cosa è che la Divina Volontà deve agire integralmente nell’anima.

Gesù invita Luisa a guardare la Creazione, e come la Sua Volontà è integra, e siccome è integra, sta al suo posto e contiene la pienezza di quel bene con cui è stata creata. Per questo si mantiene sempre nuova, nobile, pura, fresca, e può partecipare a tutti il bene che possiede, ma il bello è che mentre si dà a tutti, essa non perde nulla ed è sempre tale come è stata creata da Dio. Che cosa ha perduto il sole col dare tanta luce e calore alla terra? Nulla. Cosa ha perduto l’azzurro cielo con lo stare disteso nell’atmosfera, o la terra col produrre tante e tante svariate piante? Nulla, e così di tutte le cose create da Dio. La Divina Volontà nella Creazione è centro di vita, è pienezza di bene, è ordine, armonia; tiene tutte le cose al posto da Essa voluto.

Dove poter trovare un esempio più bello, un’immagine più perfetta del vivere nel Divin Volere, se non nella Creazione? Per questo Dio ha chiamato Luisa a vivere in mezzo alle cose create come una loro sorella, affinché impari a vivere nel Supremo Volere per poter stare anche lei al suo posto voluto da Lui, per poter racchiudere in lei la pienezza del bene che il Volere Divino vuol racchiudere in lei, così chi lo vuole potrà prendere di quel bene. E siccome Luisa è dotata di ragione, deve sorpassarle tutte e ricambiare il suo Creatore in amore e gloria per ciascuna cosa creata, come se tutte fossero dotate di ragione. Luisa sarà la “supplitrice” di tutta la Creazione ed essa le farà da specchio dove rivedersi per poter copiare il vivere nel Divin Volere, affinché non si sposti dal suo posto; le sarà di guida e le farà da maestra col darle le lezioni più alte e perfette sul vivere nel Divin Volere.

Ma quella che sorpassa tutti è Madre Celeste. Essa è il nuovo cielo, è il sole più sfolgorante, è la luna più fulgida, è la terra più fiorita. Tutto, tutto racchiude in sé, e se ciascuna cosa creata racchiude la pienezza del proprio bene ricevuto da Dio, Maria racchiude tutti i beni insieme, perché dotata di ragione, e vivendo la Divina Volontà integra in Lei, la pienezza della Grazia, della luce, della santità cresceva ad ogni istante. Ogni atto che faceva erano soli, stelle, che il Divin Volere formava in Lei, fino a sorpassare tutta la Creazione, e la Volontà divina, integra e permanente in Lei, ha fatto la cosa più grande e ha implorato il sospirato Redentore. Perciò Maria è Regina in mezzo alla Creazione, perché ha sorpassato tutto, e la Divina Volontà ha trovato in lei l’alimento della sua ragione, che integra e permanente la faceva vivere in sé. C’era totale accordo, si davano la mano a vicenda, non c’era fibra del suo cuore, parola, pensiero, in cui la Divina Volontà non possedesse la sua vita. E che cosa non può fare un Volere Divino? Tutto, non c’è potenza che gli manchi né cosa che non possa fare. Perciò si può dire che tutto ha fatto, e tutto ciò che gli altri non hanno potuto fare, né potranno fare tutti insieme, lo ha fatto Lei sola.

Anche nella nostra vita Dio ha riversato la sua grazia e noi gli apparteniamo. Ci ha scelti e vuole instaurare un rapporto intimo e profondo con ognuno di noi. Tuttavia a motivo della nostra pigrizia spirituale, della nostra incostanza, delle nostre molte povertà, non teniamo conto di un così grande dono, lo mettiamo da parte, in un angolo recondito del nostro cuore. Neanche ci accorgiamo della presenza del Signore accanto a noi ed in noi. Nei momenti di difficoltà non siamo nemmeno capaci di volgere lo sguardo verso di lui, così che il male e il peccato finiscono per travolgerci e avere la meglio di noi.

È indispensabile scuoterci dal nostro torpore spirituale, porci in atteggiamento di obbedienza e accogliere l’invito del Padre a ritornare in noi stessi, a dissodare il terreno del nostro cuore, a riscoprire e a far risvegliare il seme fecondo della grazia, lasciando che finalmente germogli e fiorisca. Il Signore deve diventare per noi l’aria che respiriamo, il cibo di cui nutrirci, il tutto senza il quale non possiamo esistere. Se il peccato sfigura l’immagine di Dio in noi, sappiamo che questo costituisce per il Signore una spinta ulteriore a vincerci con la sua gratuità. Nulla potrà strapparci al suo amore. La forza liberante del suo Spirito ci renderà capaci di riceverlo e di unirci a lui sempre più intimamente.

La Vergine madre ci ricorda che davanti a Dio non dobbiamo essere i migliori, gli splendidi, i primi della classe. Non contano le nostre referenze, i nostri titoli di studio, le nostre carte di credito; possiamo liberarci dalle nostre ansie da prestazione. All’incontro con lui dobbiamo presentarci a mani vuote, con tutte le nostre imperfezioni e fragilità.

Maria si è lasciata docilmente prendere per mano da Dio e guidare lungo i suoi sentieri. Non ha opposto resistenza anche quando non comprendeva esattamente dove il Signore volesse condurla. Da sempre gli ha dato la sua disponibilità, mettendosi in gioco per lui, lasciando che non fosse più lei a viere, ma che Dio vivesse in lei.

L’incontro forte e inaspettato, che scompagina certezze e punti fermi, da sé solo non è sufficiente. Uno dei pericoli più grandi in cui possiamo incorrere è quello della superficialità, di una fede superficiale: abbiamo fatto una bella esperienza, che resta però confinata in un momento, finisce per essere una parentesi nella nostra vita, che non produce effetti futuri e duraturi.

 

don Marco
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