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Gli atti nel Divin Volere

Dio onnipotente ed eterno, guida i nostri atti secondo la tua Volontà.

09/10/2018
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La Volontà di Dio è un tesoro inestimabile, preziosissimo, ma che non conosciamo ancora e che accettiamo solo per rassegnazione, con distacco.

Gesù, con la sua venuta, ci ha voluto manifestare personalmente, praticamente la Santissima Volontà del Padre, con la sua Incarnazione.

Nascere e morire, l’Alfa e l’Omega e nel mezzo quella che chiamiamo vita, quella fase in cui, crescendo, diventiamo autonomi, operiamo, agiamo, mettiamo fuori il nostro io. Vite che somigliano o differenti, ma tutte uniche, irripetibili. Vite condotte secondo una vocazione, ad uno stato ordinato, lineare, semplice, o vite condotte inseguendo un’agognata libertà, una bramata esigenza di imporsi, ma tutte sono il risultato delle nostre azioni, intreccio dei nostri atti. La vita è intessuta di atti. È una costellazione di atti.

 

Allora cosa è un atto?

«Una manifestazione di una determinazione della volontà o di un sentimento (un a. eroico; un a. di coraggio), espresso anche in una formula rituale (a. di fede, a. di carità, a. di dolore). È un moto, gesto, cenno. In teologia: atto umano, il risultato moralmente valutabile della scelta pratica dell'uomo compiuta in clima di riflessione e libertà. Allora una prima conseguenza, un atto non è tutta la volontà, ma una particolare manifestazione di una determinazione di essa.»

Ma questi atti non devono perdersi, svanire nel nulla come d’altronde la vita di ognuno di noi. Agli occhi di Dio nostro Padre siamo un bene prezioso, occupiamo un posto di valore nel suo Cuore.

 

Gesù è venuto ad insegnarci la vita vera e a dar senso ai nostri atti, rifancedoli tutti per rifare l’uomo che si era smarrito a causa del peccato. “Gesù si è fatto uomo perché l’uomo non possa più cadere e possa salire fino a Dio” (S. Pietro Crisologo). E per rifare l’uomo perfettamente, Gesù è partito dall’atto del concepimento e passando per la vita pratica è giunto alla morte, atto ultimo dell’esistenza terrena, divinizzando così in toto la vita della creatura, il cui scopo è: rendere onore e gloria a Dio in tutto e bene alle anime, esattamente ciò per cui arde il Cuore di Gesù, a santificarsi. Papa Francesco, nella sua ultima esortazione apostolica Gaudete et Exsultate, vuole far risuonare ancora una volta nei nostri cuori la chiamata alla santità da cui nessuno è escluso e nessuno è prediletto in questo cammino.

 

Alla luce della Divina Volontà, il “modo” per procedere in questo cammino è l’unione a Gesù in tutto, in ogni nostro atto: naturale, involontario, umano, volontario, cosi che tutti i nostri atti si convertano in atti divini.

 

Occorre pertanto una condizione: la conoscenza della Divina Volontà, da cui prende vita la preghiera e l’abbandono ad Essa, la disposizione d’animo, il riconoscersi nulla, svuotandosi, prendendo le distanze man mano da tutto ciò che può essere di interesse personale. Spogliarsi di ciò che è umano e formare il vuoto del proprio volere umano per dare il posto a Gesù. Con un atto di generosità e fiducia, abbandonarsi a Lui, con l’intenzione di piacere solo a Lui.

 

È lo stesso Gesù a rivelare a Luisa che l’atto più bello e che a Lui più piace è l’abbandono della creatura nelle sue braccia, dell’anima nella Sua Volontà, ma tanto, da non ricordare l’anima che esista più il proprio essere, ma tutto è per essa il Divin Volere. Con l’abbandonarsi del tutto nella Sua Volontà l’anima distrugge il proprio essere e riacquista l’Essere Divino. Gli dà più onore, perché dà tutto quello che Lui possa esigere dalla creatura, venendo a riacquistare in Gesù ciò che da Lui era uscito, e l’anima viene a riacquistare ciò che solo dovrebbe riacquistare, cioè Dio con tutti i beni che possiede lo stesso Dio.

Dunque, cominciamo col prestare a Gesù il nostro corpo perché Lui possa continuare a vivere la sua Umanità nella nostra umanità. Perché sia Lui, in noi, a vivere i suoi atti, così saranno tanti Gesù che camminano sulla terra.

Chiamiamolo in tutto, continuamente. Nessun atto va trascurato sia esso il battito di ciglia, il palpito del cuore. Sia la nostra preghiera: “Signore, eccomi! Prendi la mia volontà e vieni Tu a vivere la tua Volontà Divina in me, vieni a pensare nella mia mente ... Gesù, ti amo; Divina Volontà vieni a guardare nei miei occhi ... Gesù, ti amo; vieni Divina Volontà a palpitare nel mio cuore ... Gesù, ti amo; vieni Divina Volontà a respirare nel mio respiro ... vieni a parlare nella mia bocca. E con essa voglio darti tutta la gloria che le creature dovrebbero darti con la loro e non ti danno … Gesù, ti amo; vieni, Divina Volontà a soffrire nel mio soffrire”.

 

Dice ancora Gesù a Luisa di non far passare nessun momento della sua vita che non sia unito con la sua, cioè in tutte le azioni, siano esse preghiera o patimento, riposo o lavoro, silenzio o conversazione, tristezza o allegrezza e persino nel prendere cibo, in tutto dovrà mettere l’intenzione di dargli tutta la gloria che  in tali azioni le creature dovrebbero dare e di supplire al bene che dovrebbero fare e non fanno, intendendo replicare l’intenzione per quanta gloria non riceve e per quanto bene omettono di fare.

 

Gli atti nel Divin Volere sono dunque atti di lode, gloria, ringraziamento e riparazione. Hanno il potere di fare miracoli, di convertire, di salvare le anime, di chiamare tutte le anime alla grazia. Non necessariamente devono essere grandi opere perché è Dio a operare per noi e a fare di un solo atto, piccolo e banale che sia una meraviglia tutta divina. Egli chiede solo la nostra collaborazione, il consegnargli le nostre miserie e Lui le moltiplicherà fino a farne una ricchezza a beneficio di tutti (cfr Gv 6, 11).

 

Gli atti nella Divina Volontà, come vedremo nelle prossime riflessioni, sono quindi atti dal carattere universale; sono atti creativi, potenti e pieni, completi, eterni; richiamano l’Atto unico di Dio. Sono gli atti di Gesù, e sono gli atti di Maria, colei che ha vissuto di Divin Volere, concepita dal Divin Volere. Sono gli atti di Luisa, formata da Gesù stesso alla vita nel Divin Volere. Sono atti che ci riportano verso un unico Centro, dal quale sono partiti, affinché diveniamo una cosa sola con la SS Trinità.

 

Padre,

fa’ che tutte le anime siano una cosa sola con Noi …

Tutti siano una sola cosa;

come tu, Padre, sei in Me e io in Te,

siano anch’essi in Noi

                                                                      

FIAT!

Riccardina
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