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Il Terziario Domenicano tra ‘800 e ‘900. Una figura emblematica: Luisa Piccarreta

Incontro con padre Francesco Giacomo Maria Marino OP

12/03/2018
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In occasione del V centenario della presenza dei domenicani a Corato che ha visto qualche settimana fa l’apertura della “porta Santa”, sabato 3 marzo l’Associazione Luisa Piccarreta P.F.D.V. ha incontrato la comunità di San Domenico presso la chiesa parrocchiale, e dopo la Santa Messa, si è tenuto un incontro sull’Ordine Terziario Domenicano del quale fece parte anche Luisa.

Il relatore, il Padre Domenicano Francesco Marino, ha illustrato il tema  “Il Terziario Domenicano tra ‘800 e ‘900. Una figura emblematica: Luisa Piccarreta”. P. Francesco si è concentrato sulla storia ma anche sull’adesione a quest’Ordine della Serva di Dio Luisa Piccarreta  alla quale «far parte di un Terzo Ordine appare un mezzo adeguato di consacrazione riconosciuto dalla Chiesa» (Maria Rosaria Del Genio, Il Sole della Mia Volontà).

L’incontro con la figura spirituale di Luisa e padre Francesco Marino è avvenuto in modo del tutto casuale, ma che poi lo ha portato a fare delle scoperte sensazionali tali da spingerlo ad avviare un percorso di studi sulla figura di questa terziaria domenicana e che confluiranno in un saggio, del quale questa conferenza è stata solo un anticipo. Esplorando gli studi attuali ha scoperto che non vi è ancora nulla che parli di Luisa come terziaria domenicana e questo lo ha spinto a volerne sapere di più. Ma questo, a suo avviso, poteva farlo un domenicano: «solo un profondo conoscitore della spiritualità domenicana, dopo aver esaminato gli Scritti di Luisa, può capire fino a che punto Luisa è stata terziaria domenicana».

 

Santa Caterina, continua padre Francesco, è stata la sua  maestra di vita spirituale, ma col Fiat di Luisa ha trovato tutto, ha raggiunto tutto ciò che voleva raggiungere, «perché il messaggio di Luisa è totale». Ad oggi il suo interesse è studiare e approfondire il “Libro di cielo” di Luisa Piccarreta.

Qui di seguito riportiamo uno stralcio della conferenza del Padre domenicano, che ha suscitato una vera attenzione all’ascolto e un desiderio di ripristinare, come si è augurato Don Gino Tarantini, parroco della Chiesa di san Domenico, alla fine della conferenza e di questo anno straordinario per la comunità parrocchiale e non solo, una realtà molto forte e sentita nel periodo di riferimento: il terzo ordine domenicano.

 

«Dalla biografia della prof.ssa Del Genio conosciamo tutti questo dato: nel 1882 Luisa entra a far parte del Terziario domenicano col nome di Suor Maddalena, ricevendo lo scapolare nella cripta della chiesa di Santa Maria Greca e che fino alla morte ne pregherà l’ufficio e rinnoverà la sua tessera. Si dice che Luisa amasse molto San Domenico e Santa Caterina, presente al suo primo matrimonio mistico 1888. Ma qual è la regola che Luisa ha vissuto come figlia del Terzo ordine della penitenza di San Domenico? Questa è la prima regola dei laici che nasce in seno all’ordine domenicano, in pieno medioevo nel 1285 e che fra Munio di Zamora, maestro generale dell’ordine scrive di suo pugno. La regola resterà in vigore fino al 1923. Luisa ha vissuto questa regola per 35 anni, fino alla modifica della stessa avvenuta nel 1923. È la stessa regola vissuta da Santa Rosa da Lima, Santa Caterina da Siena, la punta di diamante di questa realtà spirituale laicale domenicana e che formerà generazione di laici nel ‘400 con la nascita delle confraternite del Rosario.

La nuova Regola col titolo del terzo Ordine secolare di San Domenico differisce solo di poco dalla prima, risponde a esigenze nuove, ma rimane fedele allo spirito originale del suo fondatore Zamora … quando Luisa entra nel terz'ordine, questa scuola di Santità ha circa 700 anni. È una regola severa. … e prescrive che i penitenti di San Domenico siano particolarmente ferventi nell’Eucaristia; e la vita di Luisa è stata vissuta solo per Gesù Cristo, l'unico suo sposo, la sua ricchezza, il suo tesoro … Perciò si è potuta conformare totalmente allo stile dell’ordine domenicano … la regola afferma che, laddove è possibile, i facenti parte, celebrino, assistino alla messa anche tutti i giorni …  coincidenza che Luisa abbia celebrato l'Eucaristia in casa tutti i giorni?

Accostarsi frequentemente alla confessione, si evitino i passeggi e i divertimenti mondani; si faccia opera di apostolato … Luisa a causa della sua immobilità non può uscire e di casa ma ciò non le ha impedito certo di fare apostolato, opere di carità … lei è maestra di carità … la regola prescriveva un modo di vivere preciso e Luisa lo ha vissuto … Insomma, “contemplativi tra le mura domestiche”.

 

Inoltre, dall’analisi degli Scritti di Luisa, emerge il punto di vista di Luisa abbastanza intellettuale e cristocentrico. Ma gli Scritti sono anche una sintesi, l'equilibrio tra contemplazione e azione. La vita di Luisa sembra essere stata abbastanza armonica tra l'aspetto contemplativo e quello attivo … emerge dal suo vissuto una donna di estremo senso pratico, perché profondamente unità Cristo. Secondo padre Francesco, ma questo è solo un suo pensiero, nel suo aspetto contemplativo quel “rigor mortis” che caratterizzava la vita di Luisa è la fase intima dello sposo, è lo stare con Gesù per la fase contemplativa, sciolta per ubbidienza per la fase attiva, per dare esempio ai fratelli … ma questa è la vera vita degli amanti di Cristo: se non vivono la dimensione contemplativa non possono essere poi attivi.

 

Per quanto attiene alla spiritualità domenicana, una donna che ha fortemente inciso nella vita di Luisa come sorella maggiore, è stata sicuramente Santa Caterina da Siena, presente al suo primo matrimonio mistico. Tra le due mistiche, inoltre, c'è una profondissima comunanza … Ecco alcune caratteristiche comuni: l'obbedienza; la sottomissione ai ministri della Chiesa che Luisa ha amato tanto … una semplice illetterata scelta da Dio perché non ne ha trovata una più semplice di Luisa, illetterata come Caterina da Siena, non sa leggere né scrivere, nata a rovescio come pare anche Caterina da Siena … ha sfidato le leggi della natura, si è cibata, per alcuni periodi, solo di Eucaristia …  il rigurgito del cibo, lo stesso fenomeno che aveva Caterina da Siena entrambe di salute cagionevole. Luisa scrive a stento ma dallo Spirito Santo riceve per grazia di poter esprimere con un linguaggio semplice realtà sublimi. La dottrina contenuta nel libro è sapienza che viene dall'alto …  è una dottrina troppo alta e anche troppo nuova per gli stessi teologi.

Caterina pregò il Signore di ricevere stigmate invisibili esattamente come Luisa. Se leggiamo la vita di queste due terziarie, potremmo dire che la Provvidenza ha affidato a queste due anime una missione divina tutta speciale. Diceva Santa Caterina: “In questo tempo in cui purtroppo è deciso che io rimanga nel corpo, dammi i dolori, dammi di partecipare ai dolori, le tue sofferenze che tu hai sopportato fino all'ultima passione sulla terra. Luisa lamentava spesso con Gesù la mancanza di patire. Caterina e Luisa sono anime espiatrici, unite alla Passione di Cristo … purificano la Chiesa del Signore, portando nel loro corpo i segni della passione. Entrambe sono adoratrici del sangue di Cristo … Luisa è tipicamente una mistica domenicana, ma completa e supera la spiritualità di Santa Caterina. La novità di Luisa rispetto è nel secondo ufficio che le è stato dato: da anima vittima a primogenita del Divin Volere, prima santa del Divin Volere. A Luisa, Gesù chiede un passo in più: non tanto uccidere la volontà umana, ma vivere nella Volontà Divina.

Ecco una vita virtuosa permeata dalla carità! Ecco ciò che Caterina lascia alla nostra umanità ed è ciò che Luisa lascia come terziaria, come profonda anima mistica all'umanità. L’umanità ha una vocazione che è quella di vivere per il suo Creatore; quando la creatura si ribella al Creatore vive la tristezza, l'inquietudine del peccato.  Lontano dalla Volontà di Dio l'uomo perde il suo essere ad immagine e somiglianza del Creatore. Ecco perché Gesù rivela un nuovo ufficio a Luisa: quello di Apostola del Divin Volere per richiamare la creatura nell'ordine al suo posto e allo scopo per cui fu creata. 

Una sola differenza distingue “apparentemente” queste due grandi mistiche: Caterina in appena 33 anni di vita ha girato a piedi l’Europa, Luisa è rimasta per Volere Divino immobile in un letto, ma ha rivelato lo stesso dinamismo della Santa senese.

Ringraziamo di cuore padre Francesco che ci ha trasmesso lo zelo che dobbiamo avere per le cose di Dio … quel dinamismo che, anche se apparentemente assente all’esterno, interiormente è più che mai vivace, è quel “fuoco già acceso” che ci porti a testimoniare con più coraggio la nostra fede.

 

FIAT!

 

 

 

Riccardina
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