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“La piccola casa di Nazareth per la Mamma tua, per il caro e dolce Gesù e per San Giuseppe era un paradiso”

Ecco la serva del Signore: una vita semplice e ordinaria

23/07/2018
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In una di quelle povere case abita una giovane donna di nome Maria. Nazareth è un piccolo villaggio e in tanti la conoscono. È una ragazza discreta, silenziosa, premurosa con tutti e sempre pronta al sorriso. La sua vita, la sua storia si svolge nella semplicità e nell’ordinarietà apparentemente anonime. La sua giornata inizia presto. Quando il sole è lontano dal far capolino all’orizzonte e la casa è ancora avvolta nella quiete della notte, Maria si alza e si mette in preghiera. La relazione con il Signore, nel silenzio e nell’ascolto, costituisce il perno essenziale, l’asse portante ed insostituibile delle sue giornate e della sua vita.

 

La preghiera deve rappresentare anche per noi il momento centrale ed indispensabile, la fonte di acqua pura in cui saziare la nostra sete di senso e di infinito. Guardando a Maria dobbiamo imparare ad abbandonare la sfera del nostro piccolo “io”, dei nostri desideri e delle nostre necessità. La nostra preghiera deve essere abbandono nelle mani del Padre, desiderio di lui, perché rigenerati e rivestiti della sua grazia possiamo ricercare soltanto la sua gloria e il suo Regno qui ed oggi, nell’ora presente, nella concretezza e nell’immediatezza del momento che stiamo vivendo. Ciò non significa non depositare nelle sue mani la nostra povertà, la nostra pochezza, il nostro limite personale, i nostri sogni e le nostre speranze. Tuttavia questi non possono e non debbono circoscrivere e limitare la nostra preghiera. Il Padre sa tutto di noi, conosce ciò di cui abbiamo bisogno prima, anche senza che glielo chiediamo. Ai grandi doni del suo amore egli aggiungerà tutto il resto in totalità, pienezza ed abbondanza.

 

Maria vive completamente immersa nella storia e nelle consuetudini del suo popolo, è figlia della piccola Nazareth. Fin da bambina ha avuto modo di fare esperienza dell’esclusione e della derisione da parte dei Giudei, i puri e i colti, che da sempre guardano con sospetto e scherno ai Galilei. I suoi conterranei sono però gente fiera, tenace, fedele, gioiosa. Soprattutto sognano una società diversa, accogliente e solidale. Hanno sempre lottato contro ogni forma di ingiustizia e di oppressione, riponendo la loro speranza unicamente nel Dio fedele. Prima o poi le profezie dei padri si avvereranno e per questo aspettano, pieni di fiducia, la redenzione di Israele e l’avvento del Messia che restaurerà il diritto e la giustizia, la pace e la solidarietà.

 

È in questa realtà che Maria cresce e si forma. È una donna comune, come tante si incontrano ogni giorno, lontana dal ricevere approvazioni dalla società in cui vive, per nulla particolarmente meritoria, sotto un profilo squisitamente umano, delle attenzioni e delle considerazioni dei suoi contemporanei. Non vive tra lussi e agi, ma cresce nell’amore e nell’obbedienza a Dio. La sua quotidianità sa di pane fatto in casa, di faccende domestiche, di disbrigo degli umili e onerosi uffici delle massaie, di lavoro, di attenzione a quanti soffrono, di servizio disinteressato. La si vede spesso al pozzo con la sua brocca, mentre si intrattiene con le coetanee in attesa che arrivi il suo turno per attingere l’acqua, e ogni sabato nella sinagoga.

 

Anche la vita ordinaria di Maria vissuta nella Divina Volontà, le ha permesso di trasformare quella piccola casa di Nazareth in un paradiso. Gesù, essendo il Verbo Eterno, possedeva in sé stesso, per virtù propria, la Divina Volontà, e in quella piccola Umanità risiedevano mari immensi di luce, di santità, di gioie e di bellezze infinite. Maria possedeva per Grazia il Volere Divino e, sebbene non poteva abbracciare l’immensità come Gesù, perché Lui era Dio ed Uomo ed lei era sempre la sua creatura finita, con tutto ciò, il “Fiat Divino” l’ha riempita tanto, che aveva formato i suoi mari di luce, di santità, d’amore, di bellezza e di felicità.

In questa casa di Nazareth stava in pieno vigore il regno della Divina Volontà. Ogni piccolo atto di Maria, cioè, il lavoro, l’accendere il fuoco, il preparare il cibo, erano tutti animati dal Volere Supremo e formati sulla solidità della santità, del puro amore. Quindi dal più piccolo al più grande atto scaturivano gioie, felicità, beatitudini immense, e Maria ne restava talmente inondata, da sentirsi come sotto una pioggia dirotta di nuove gioie e contenti indescrivibili.

La Divina Volontà possiede per natura la sorgente delle gioie e quando regna nella creatura si diletta di dare in ogni suo atto l’atto nuovo continuo delle sue gioie e felicità. Nella casa di Nazareth tutto era pace, unione somma, e l’uno si sentiva onorato di ubbidire all’altro; anche Gesù faceva a gara, perché voleva essere comandato nei piccoli lavori da sua madre e da Giuseppe.

 

In questa casa di Nazareth è stato formato in Maria e nell’Umanità di Gesù il regno della Divina Volontà, per farne dono alla famiglia umana, quando si sarebbero disposti a ricevere il bene di questo regno. E, sebbene Gesù fosse Re ed Maria Regina, erano Re e Regina senza popolo; il loro regno, sebbene poteva racchiudere tutti e dare vita a tutti, era deserto, perché ci voleva prima la Redenzione, per preparare e disporre l’uomo a venire in questo regno così santo. Perciò la vita nascosta di Gesù e di sua Madre per lunghi anni, è servita a preparare il regno della Divina Volontà alle creature

 

In questa casa di Nazareth Gesù ha reso sua Madre depositaria di tutta la sua vita. Dio, quando fa un’opera, non la lascia sospesa, né nel vuoto, ma cerca sempre una creatura dove poter rinchiudere e appoggiare tutta l’opera sua; altrimenti rischierebbe di esporre le sue opere all’inutilità. Quindi Gesù deponeva in Maria le sue opere, le sue parole, le sue pene, tutto; perfino il respiro depositava nella Mamma sua: Lui le narrava tutti i Vangeli che doveva predicare al pubblico, i Sacramenti che doveva istituire, tutto le affidava e, deponendo tutto in lei, la costituiva canale e sorgente perenne, perché da lei doveva uscire la sua vita e tutti i suoi beni a favore di tutte le creature. La Vergine Madre si sentiva ricca e felice nel sentirsi depositaria di tutto ciò che faceva il suo Figlio Gesù!

 

Il Volere Divino che regnava in Maria, le dava lo spazio per poter ricevere tutto, e Gesù sentiva il contraccambio dell’amore, della gloria della grande opera della Redenzione, dalla Mamma sua. La Vergine Madre per non aver mai fatto la sua volontà ma esclusivamente la Volontà di Dio, ha avuto sempre avuto a sua disposizione la vita del suo Figlio; e mentre restava sempre in lei, poteva bilocarla, per darla a chi con amore la chiedeva.

 

Se anche noi faremo sempre la Divina Volontà e mai la nostra e vivremo in Essa, la Mamma nostra Celeste, farà il deposito di tutti i beni del suo Figlio nella nostra anima. Avremo a nostra disposizione una Vita divina, che tutto ci darà; e Maria, da vera Madre, si metterà a guardia, affinché questa vita cresca in noi e formi il regno della Divina Volontà.

don Marco
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