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“Mamma santa, versa il tuo dolore nell’anima mia e converti tutte le mie pene in Volontà di Dio”

1. La profezia di Simeone

04/12/2017
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“Egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima” (Lc 2,34-35)

 

Era quello un giorno di festa e di gloria per Maria, Giuseppe e per il loro bambino di appena quaranta giorni. Nel La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà leggiamo che tutta la creazione era in atteggiamento festoso e di gioia, riconosceva in quel bambino il Creatore e, onorata di averlo in mezzo a loro, lo accompagnava lungo la via che portava al Tempio.

Dopo i giorni della purificazione, in adempimento alla Legge del Signore: “Ogni primogenito sarà chiamato santo (consacrato) al Signore” (Lc 2,23), Maria e Giuseppe presentavano Gesù al Tempio, ponendolo nelle braccia dell’anziano Simeone perché ne facesse l’offerta all’Eterno Padre per la salvezza di tutti.

Lo stesso Simeone riconobbe in quel bambino il Messia e intonò la sua lode a Dio: Egli è il Salvatore, la gloria di Israele, è presenza di Dio in mezzo al suo popolo, Luce che si rivela alle genti (cfr Lc 2,29-32).

Maria e Giuseppe si stupivano delle cose che si dicevano di Gesù: Maria quale madre sentiva il suo cuore colmarsi di gioia, ma subito sentì parlare del futuro di sofferenza del Messia.

 

Nella 23° meditazione della Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà, Maria spiega che ora le parole di Simeone entravano come spada tagliente nel suo cuore: la profezia che il bambino sarebbe stato non solo la salvezza, ma anche la rovina di molti e il bersaglio delle contraddizioni la ferivano a tal punto che sarebbe morta all’istante se il Volere Divino non l’avesse sostenuta.

Il Fiat supremo dolorosamente faceva sentire al suo materno cuore la ferale tragedia di tutte le pene che avrebbe sofferto il suo Figlio divino, ma al contempo le dava vita e se ne serviva per formare in lei il Regno dei dolori nel Regno della stessa Divina Volontà.

Per la luce della Divina Volontà che in lei regnava sin dal suo concepimento, Maria già conosceva tutti i dolori ai quali sarebbe andata incontro, il suo a divenire Madre del suo Signore, era il sì a divenire Regina dei dolori, ma ora il sentirselo ripetere riapriva nuovi squarci nella sua anima.

 

Per tutta la vita Maria portò in pace nel suo cuore l’amarezza della conoscenza dettagliata delle pene di Gesù e della Sua Passione e che sarebbero state anche pene sue. Dalla rivelazione a Santa Brigida, la Vergine disse che nel nutrire il suo Gesù pensava al fiele ed all’aceto che gli avrebbero dato sul Calvario i nemici; rivolgendolo nelle fasce il suo pensiero andava alle corde con le quali sarebbe stato legato e quando lo contemplava addormentato se lo figurava morto, con le ferite dei chiodi già impresse nelle sue sacre manine e nei piedi.

 

Nel Diario di Luisa la stessa Vergine spiega che, come hanno detto i profeti, quei dolori furono mari di dolori, ma Ella meritò di veder cambiati, in Cielo, quei mari di dolori in mari di gloria. Ogni suo dolore ha fruttificato altrettanti tesori di grazia, poiché vissuto sempre in unione alla Volontà di Dio.

Quanto si fa per Dio, in Dio, con Dio non va perduto. Maria insegna che il vivere nel Divin Volere ogni atto, sia pure il più doloroso, della nostra esistenza è tesoro che ritroveremo in Cielo, quando avremo lasciato questa vita.

 

Ogni più piccolo sacrificio che il Divin Volere vuole e ottiene dalla creatura lo converte in monetina d’infinito valore con cui pagare i propri debiti e quelli dei fratelli, per riscattarli dalla schiavitù della volontà umana e farli entrare nel Regno del Fiat divino.

A proposito dei dolori della Sua Santa Madre e delle grazie derivanti dalle stesse sofferenze, Gesù dice a Luisa, in un brano del suo Diario, che tutti possono partecipare ai meriti e ai beni che fruttificarono i dolori nella Madre. Chi anticipatamente si mette nelle mani della Provvidenza, offrendosi a patire qualunque sorta di pene, miserie, malattie, calunnie e tutto ciò che il Signore disporrà sopra di lui, viene a partecipare al primo dolore della profezia di Simeone.

 

E Luisa, alla richiesta di Gesù di offrirsi innanzi alla Giustizia divina, come vittima di riparazione delle offese che si fanno e per la conversione dei peccatori, pronuncia il suo fiat. Davanti a lei si apre un largo campo di sofferenze, sì, ma anche di grazie. E in questo, le assicura Gesù, non sarà sola, Lui stesso sarà in lei a soffrire tutto ciò che Gli fanno gli uomini, rendendola parte delle Sue pene e per aiuto e conforto avrà Maria, Sua Madre.

D’altronde è proprio nella sofferenza che si misura la qualità della nostra fede in Dio, del nostro corrispondere alla Sua Volontà. Maria conobbe sotto la Croce il prezzo della fedeltà a Dio, non vacillò e da quell’atteggiamento di obbedienza scaturì la sua maternità universale per ogni uomo, per essergli vicina nel momento del dolore e dell’abbandono, per fargli sentire che Dio è presente, sempre!

 

Lei, tenera Madre e Madre coraggiosa che affronta il martirio in silenzio e con la pace che le deriva dall’aver accolto la Parola di Dio che più che spada, lama tagliente penetra nell’anima e vi rimane. Non senza dolore per l’anima che comincia ad assaporare questa Parola e contemporaneamente, al suo interno, inizia un combattimento tra la libertà che vuole dar sfogo alla propria volontà e l’amore per Dio che la vuole mortificata.

Crocifiggere la propria volontà è per la creatura il peggior martirio, è la spada che deve portare per sentirsi figlia di Dio, ma la Vergine santa, Regina dei Martiri, è già al suo fianco e la infonde coraggio.

 

Mamma santa,

versa il tuo dolore nell’anima mia

e converti tutte le mie pene

in Volontà di Dio

                                      (L.Piccarreta)

 

FIAT!

Riccardina
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Ultimi commenti 1 di 1
- 10/12/2017
FIAT! Mamma santa, versa il tuo dolore nelle anime nostre e converti tutte le nostre pene, mano nella mano con Luisa, come in un infinito girotondo, nell'Unità dello Spirito Santo, nella S. Chiesa, 💘 nella S. Comunione Corredentrice dei figli, delle figlie, delle madri, in Volontà di Dio. FIAT! 💙💛♥