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Muore Luisa?

02/03/2018
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Quando don Marco mi ha chiesto di scrivere qualcosa in occasione della chiusura del 70° anniversario della morte della Serva di Dio, Luisa Piccarreta, ho cercato spunti di riflessione.

04/ 03/ 1947 data

            06.00 ore

                 81 anni

In questi numeri, niente di particolarmente interessante.

Completamentodellunitàditaliagrandeemigrazionecoleraguerradafricadueguerremondiali

fascismonazismoseipapirivoluzioneindustrialeterremotifuturismodadaismo…. 04/03/1947 ultima sentenza di pena di morte nella storia italiana.

Durante la vita di Luisa, accadono memorabili episodi storici, la cui analisi può risultare sterile, essendo Luisa vissuta costantemente nel piccolo paese di Corato e rimanendo sempre in un letto.

Allora, di cosa scrivo? !!!!! E se cambiassi prospettiva?

 

La vita di Luisa, come dichiara lei stessa, è “al rovescio”; dunque, per lei varrebbe: morire per nascere. Luisa è viva. Questa creatura spiritualizzata, deificata ed incorruttibile non è morta. Luisa, è un nome di persona. Ecco, quella persona con quel nome è nata nel 1867 e morta nel 1947; ma la creatura, la piccola anima amata da Gesù, è stata esule in terra per un determinato periodo.  “Chi fa la mia Volontà non ha a che cosa morire, già è abituato a vivere di Cielo”, così dice Gesù a Luisa. Questo esilio avrà una fine. Ora non è “come in Cielo così in Terra”, ma quando accadrà, e il Regno si compirà, allora, nessuno sarà più una persona esule, e forse neppure un nome. Terra e Cielo si uniranno.  Chi si santifica vivrà senza morire, chi non si santifica morirà in eterno. Gesù ha sconfitto la morte. Tutto su questa terra, compreso l’esistenza di Luisa, appartiene ad uno svolgersi che è iniziato dal primo peccato e finirà con l’ultimo peccato. Sotto l’agire costante dello Spirito Santo si ricostituirà il Regno dei Cieli in Terra. Il Paradiso potrà rispecchiarsi nell’Eden terrestre.   

  

4 Marzo 1947, Luisa termina il suo esilio su questa terra ancora troppo distante dal Cielo.

Come termina l’esilio?

Quel giorno fu presa per mano dal suo Re e corsero insieme verso la Dimora reale per godere ed essere felici in eterno. Giunti, gli abitanti del Regno che li videro, si chiesero:

Chi è quella ragazza 

che arriva dal deserto,

abbracciata al suo amore?*

 

Quella ragazza aveva un nome: Luisa.

 

Prendimi per mano

e corriamo.

Portami nella tua stanza,

o mio Re.

Godiamo insieme,

siamo felici.*

 

Luisa è viva, voglio esserlo anch’io!

 

 

NOTE *Versi  del Cantico dei Cantici

 

Francesco Martinelli
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