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Ottavo eccesso d’amore: Amore mendicante

“Figli miei, apritemi, datemi il posto nel vostro cuore, sono sceso dal Cielo in terra per formare in ciascuno di voi la mia Vita”

09/04/2019
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Nel momento in cui Luisa si accingeva a fare l’ottava ora di meditazione, sentiva la voce interna di Gesù che la supplicava di non lasciarlo solo e le suggeriva di poggiare la testa sul seno della Mamma Celeste, perché anche al di fuori avrebbe sentito i suoi gemiti, le sue suppliche.

Poi il Bambinello faceva intendere a  Luisa  che appena la sua piccola Umanità  fu formata con la potenza del Fiat Supremo nel seno materno,anche il Sole del Verbo Eterno si incarnò, quindi il centro di questo Sole stava nella sua piccola Umanità e, poiché Essa non poteva contenerlo, la sua Luce straripava fuori e, investendo Cielo e terra, giungeva ad ogni cuore e col suo picchio di luce bussava a ciascuna creatura e, con voce di luce penetrante diceva loro: “Figli miei, apritemi, datemi il posto nel vostro cuore, sono sceso dal Cielo in terra per formare in ciascuno di voi la mia Vita”.

Ma vedendo che né i suoi gemiti, né le suppliche muovevano la creatura a compassione del suo Amore, si atteggiava come il più povero dei mendichi e, stendendo le piccole manine, chiedeva almeno per pietà, a titolo di elemosina, le loro anime, i loro cuori. La luce picchiava e ripicchiava senza mai cessare e la piccola Umanità di Gesù gemeva, piangeva, spasimava e in quella Luce che giungeva nei cuori faceva scorrere le sue lacrime, i suoi gemiti e i suoi spasimi d’amore e di dolore.

Luisa restava annichilita nel considerare questo eccesso d’amore: Gesù,il nostro Creatore, il Re dei Re, per avvicinarsi alla creatura e per non incutere timore, aveva preso la forma di piccolo Bambino e chiedeva almeno per elemosina il cuore della creatura, quindi Luisa si domandava: se l’uomo non fosse stato così ingrato e non si fossesottratto alla Divina Volontà, Gesù si sarebbe incarnato lo stesso anche se non avesse dovutoredimerci?

E Gesù le spiegò che se Adamo non avesse peccato, l’Eterno Verbo, per volontà del Padre Celeste, sarebbe venuto lo stesso sulla terra, ma glorioso,trionfante e dominatore, accompagnato visibilmente dal suo esercitoAngelico che tutti avrebbero visto e, con lo splendore della sua gloria, avrebbe affascinato tutti e attirato tutti a Sé con la sua bellezza, coronato da re e con lo scettro del comando.

Gesù non sarebbe sceso dal Cielo per trovare l’uomo malato, perché se non si fosse sottratto alla Volontà Divina non sarebbero esistite malattie né di anime, né di corpo.Quindi sarebbe venuto a trovare l’uomo felice, santo e con la pienezza dei beni con cui Dio l’aveva creato.

Invece siccome l’uomo volle fare la sua volontà, cambiò la sorte del Figlioe, siccome era decretato che Gesù dovesse scendere sulla terra e quando la Divinità decreta, non c’è chi la sposti, cambiò solo modo e aspetto e scese sotto spoglie umilissime, povero, senza alcun apparato di gloria, sofferente, piangente e carico di tutte le miserie e pene dell’uomo. La volontà umana lo fece venire a trovare l’uomoinfelice, cieco, sordo e muto, pieno di tutte le miserie e Lui, per guarirlo, dovette prenderle sopra di Sé e, per non incutere spavento, dovette mostrarsi come uno di loro, per affratellarli e dare loro le medicine e i rimedi che ci volevano. Se l’uomo non avesse peccato sottraendosi alla Divina Volontà, Gesù non sarebbe venuto sulla terra come il povero dei poveri, ma sarebbe venuto pieno di maestà.

“Viene in mezzo a noi col cuore affogato nelle sue fiamme d’amore. Viene come Padre in mezzo ai figli che ama assai … Viene come Re in mezzo ai popoli, ma non per esigere imposte e tributi, no, no, viene perché vuole la nostra volontà, le nostre miserie, le nostre debolezze, tutti i nostri mali. La sua sovranità è proprio questa, vuole tutto ciò che ci rende infelici, inquieti, tormentati, per nasconderlo e bruciarlo tutto col suo amore e ricambiarci con la Sua Volontà, col suo amore più tenero, con le sue ricchezze e felicità, con la pace e la gioia più pura”

(Appello del Re dei Re)

Tonia Abbattista
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