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Padre Nostro

E’ una preghiera filiale

05/11/2019
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Durante l’udienza generale del 15 maggio 2019 Papa Francesco, soffermandosi  sull’ultima invocazione del Padre nostro, “ma liberaci dal male”, ha posto l’accento su una caratteristica essenziale della preghiera cristiana: È una preghiera filiale e non una preghiera infantile… non chiude gli occhi sulla vita… Non è così infatuata della paternità di Dio, da dimenticare che il cammino dell’uomo è irto di difficoltà…Gesù insegna ai suoi amici a mettere l’invocazione del Padre davanti a tutto, specialmente nei momenti in cui il maligno fa sentire la sua presenza minacciosa.. Se non ci fossero gli ultimi versetti del “Padre nostro” come potrebbero pregare i peccatori, i perseguitati, i disperati, i morenti? L’ultima petizione è proprio la petizione di noi quando saremo nel limite, sempre.

Il male  tende ad afferrarci e a morderci, è intorno a noi come un leone furioso, per divorarci  (cfr 1 Pt 5,8) e in qualche momento pare prendere il sopravvento: in certi giorni la sua presenza sembra perfino più nitida di quella della misericordia di Dio-sono le parole del Papa.

Dai libri di storia emerge il dilagare del male nel mondo-ha detto ancora il Papa. Spesso i nostri stessi fallimenti sono la testimonianza di un male misterioso e silente che si insinua nella nostra stessa vita, logorandola e coinvolgendo anche le vite degli altri.

Il cristiano supplica la liberazione dal male, in quanto riconosce la presenza del maligno e la sua minaccia… vede limpido davanti agli occhi questo male così ingombrante, e così in contraddizione con il mistero stesso di Dio. Lo scorge nella natura, nella storia, perfino nel suo stesso cuore- ha spiegato infine Papa Francesco-perché non c’è nessuno in mezzo a noi che possa dire di essere esente dal male. (Udienza generale 15 maggio 2019) https://www.youtube.com/watch?v=1O7Y7gbSb0A

L’ultimo grido del Padre nostro è scagliato contro questo male dilagante. Gesù, nella Sua Umanità, avendo preso su di Sé tutti i nostri mali, lo ripete per noi nella preghiera, affinché anche noi supplichiamo con Lui, e in Lui “Padre, liberaci dal male!”. Da ogni male, fuori e dentro di noi… ma sempre la Tua Volontà sia fatta!.

“Figlia mia, le mie pene baciano le tue, le abbracciano, … le immedesimano con le mie … Nella mia Volontà, le cose, le pene, si cambiano, da umane diventano divine, sento che non è la creatura che soffre,… è la mia vita che si ripete in essa col corteggio delle mie pene e perciò le chiamo pene mie e se tu sapessi che faccio di queste pene! Le metto tra il Cielo e la terra come gloria e amore perenne al mio Celeste Padre, come difesa e rifugio delle creature, come rimorso a chi mi offende, come grido d’amore a chi non mi ama, come luce a chi non mi conosce; insomma, le faccio fare tutti gli uffici di bene che ci vogliono presso le creature. Perciò lasciami fare, sono lavori che vuol fare il tuo Gesù e che posso fare solo in chi vive nella mia Volontà.” (Vol. XXXV-16/03/1938)

                                                                                                                         

Fiat!

Riccardina
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