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Pregare il Padre Nostro

La preghiera del Signore

11/02/2019
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“Signore, insegnaci a pregare, … Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre Nostro …

Il Padre Nostro è la preghiera cristiana più conosciuta, quella che Gesù ci ha tramandato attraverso la Chiesa e ad Essa trasmessa dagli Apostoli. Gesù insegnò loro il modo più semplice e al contempo più intimo di rivolgersi a Dio, chiamandoLo teneramente Abbà, Padre. La troviamo nel Vangelo secondo Matteo nel Discorso della Montagna (Mt 6,9-13)e nel Vangelo secondo San Luca, mentre Gesù si trovava in un luogo a pregare (Lc 11, 1-4).

Papa Francesco, in un dialogo, che è diventato un libro e che prenderemo  in considerazione di volta in volta, con don Marco Pozza, cappellano del carcere "Due Palazzi" di Padova, ha illuminato, versetto per versetto, la preghiera del Padre Nostro, partendo proprio dalla  parola Padre, in un’esortazione a noi cristiani a chiamare Dio “papà” e ad avere un “cuore di bambino”.

“Per pregare bene è necessario avere il cuore di un bambino” (catechesi 16 gennaio 2019 https://www.youtube.com/watch?time_continue=734&v=CVca719NZOs ) e avere il coraggio di credere che Dio è veramente  quel padre che abbraccia, accompagna, risponde alle esigenze del figlio, perché per lui ha una tenerezza infinita.

Avere il coraggio di credere che Dio è soprattutto quel padre che ha dato la vita a me,  a te,  a ogni singola creatura e non possiamo pregare senza chiamarLo «Padre». La preghiera al Dio Onnipotente crea distanze e il rischio è quello di non avvertire quella intimità che lega padre e figlio.

Tu devi pregare il Padre!-insiste Papa Francesco Egli ci ha generato e conosce la vita di ognuno di noi, tutta la  vita, ciò che è  buono e ciò che non è così buono.

Per questo non dovremmo temere di rivolgerci a Lui, vergognarci di presentarGli le nostre miserie. Egli sa tutto di noi e attende pazientemente il nostro ritorno. E’ il padre misericordioso che fa festa al ritorno del figlio e, diversamente da quanto questi si aspetta, non lo assilla con domande o rimproveri, ma lo abbraccia, perché ha già letto nel suo cuore il pentimento (cfr. Lc 15, 22-24).

Questo atteggiamento Dio non lo riserva solo ad alcune persone, a pochi, ma a tutti, a chiunque, illuminato dallo Spirito Santo, Lo riconosce Padre e si riconosce fratello degli altri. E’ lo Spirito Santo, promesso da Gesù, che ci insegna a chiamare Dio Padre, a chiamare fratello il nostro prossimo e dunque a rivolgerci a Dio con l’espressione con la quale Gesù per primo volle pregare: Padre Nostro.

Quella che Gesù ci ha consegnato non è semplicemente una formula con cui rivolgerci a Dio-sottolinea Papa Francesco, nel testo- ma la preghiera con la quale ci invita a scoprirci e vivere come figli Suoi e come fratelli tra  di noi. Ci fa vedere cosa vuol dire essere amati dal Padre e ci rivela che il Padre desidera riversare su di noi lo stesso amore che dall’eternità ha per il suo Figlio.

E’ lo stesso Gesù a rivelare a Luisa il perché di questa preghiera, in un brano del 1923. Per disporre le anime a vivere nel Divin Volere e far ritornare l’ uomo sulla via della sua origine, volle pregare Lui per primo … dicendo “Padre Nostro … non Padre Mio”. Lo chiamò Padre di tutta l’umana famiglia, per impegnarlo in ciò che doveva soggiungere: che tutti santifichino il Suo nome affinché venga  il Regno della Sua Volontà sulla terra, scopo della creazione. E come Lo pregò, il Padre cedette alle Sue suppliche e così (Gesù) formò il germe di tanto bene e per fare che questo bene fosse conosciuto, insegnò la Sua preghiera agli Apostoli e questi la trasmisero alla Chiesa.

Così la Chiesa prega e ripete tante volte la stessa Sua preghiera e si dispone a ricevere la grazia che tutti noi riconosciamo ed amiamo il Celeste Padre come Padre Nostro, in modo da meritare di essere amati da figli e ricevere in dono la Divina Volontà.

Con la Chiesa, Sua fedele esecutrice, tutti, dotti e ignoranti, piccoli e grandi, sacerdoti e secolari, pregano che venga il Regno della Divina Volontà ed ogni qualvolta la creatura recita il Pater Noster, acquista una specie di diritto di entrare in questo Regno, perché è preghiera  Sua (del Signore) e perché è tanto l’amore della Divinità verso le creature. Scopriamoci allora col dire «Padre Nostro» sempre più amati e capaci di amare.

Ti amiamo, Padre nostro

che sei nei Cieli,

Ti amiamo Padre nostro

che risiedi nei nostri cuori.

FIAT!

Riccardina
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