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Ritiro d'Avvento

22/12/2017
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Domenica 17 dicembre, l’Associazione Luisa Piccarreta ha vissuto una mezza giornata di ritiro in preparazione al S. Natale presso l’Istituto Suore del Divino Zelo in Corato. Si è scelto di svolgere il ritiro proprio in questo luogo per dare seguito alle iniziative promosse per il 90°anno della fondazione dell’istituto antoniano e del trasferimento, sempre in detto luogo, della Serva di Dio Luisa Piccarreta, lo stesso giorno della sua apertura.

Inoltre, con l’approssimarsi del S.Natale particolarmente care ci risultano quelle mura perché proprio nella cappella dell’Istituto sono stati letti per la prima volta in pubblico i Nove Eccessi d’amore. Non  a caso il tema del ritiro porta proprio il titolo: “Eccessi D’amore

E’ Gesù stesso in un brano del 16 Dicembre 1928 ad esprimere la Sua gioia per la loro lettura in pubblico. Egli afferma che la Sua parola è Creazione e nel narrare a Luisa i nove eccessi del Suo amore nell’incarnazione, non solo rinnova il suo amore che ebbe nell’incarnarsi, ma crea nuovo amore per investire le creature e vincerle a darsi a Lui. Con questi nove eccessi d’amore che le ha manifestato con tanta tenerezza e semplicità, Gesù ha formato il preludio alle tante lezioni che doveva darle sulFiat Divino per formare il suo regno ed ora, col leggerli, il suo amore viene rinnovato e duplicato.

Ed è con questa emozione e gioia nel cuore che abbiamo dato inizio al nostro momento di preparazione. La recita delle Lodi alla Divina Volontà accompagnata dalle preghiere “Al primo sorgere del giorno” e del “Ti Amo” hanno scandito il primo momento dedicato alla preghiera. Sull’esempio di Luisa abbiamo desiderato far giungere a Gesù il nostro piccolo “ti amo” per tutto ciò che ha fatto per noi e per tutti, disponendoci a vivere l’intero ritiro nella Sua Volontà e nella Luce del Fiat divino.

E’ seguita poi la riflessionedi donAurelio Carella, sacerdote diocesano viceparroco della Parrocchia Sacra Famiglia in Corato, dal tema “Accogliere la tenerezza”. Don Aurelio, partendo dal passo del Vangelo di Luca (2, 21-40) della presentazione di Gesù al Tempio si è soffermato sull’incontro fra l’anziano Simeone e il piccolo Gesù.L’incontro implica sempre un mettersi in cammino; per poter incontrare il Signore, Simeone si è recato al Tempio, così come Maria e Giuseppe si sono messi in viaggio e si sono recati a Gerusalemme per offrire il piccolo bambino a Dio. Un incontro che è pieno di gioia, di esultanza.E’ un incontro che permette a Simeone di esultare nello Spirito, Simeone che ‘si scomoda’ per andare al Tempio ci ricorda – continua don Aurelio-  che Gesù stesso, Verbo di Dio,‘si è scomodato’ per venire ad abitare in mezzo a noi. Il Signore stesso ha abbandonato quella che era la sua dimora di luce, di gloria, ha abbandonato i cieli per venire ad incontrare noi. Quindi ogni nostro desiderio di andare incontro al Signore è motivato dal fatto che il Signore stesso per primo ha desiderato profondamente venire incontro a noi.

L’abbraccio fra Simeone e Gesù indica la possibilità che noi stessi abbiamo di accogliere il Signore che viene e di accogliere l’altro. Ciò è in sintonia con quello che Papa Francesco ci chiede nella EvangeliiGaudiumIl Figlio di Dio, nella sua Incarnazione, ci ha invitato alla rivoluzione della tenerezza” (n..88).

Tenerezza intesa con tanto come un sentimento ma proprio come la scelta di Dio di farsi bambino. Dio per venire fra noi si fa tenero, si lasciatoccare, si fa accogliere, così come si è fatto accogliere nel grembo della Vergine Maria.E l’incontro tra l’anziano Simeone e il figlio di Dio che si fa bambino è la celebrazione di questa tenerezza, è il paradigma di ogni incontro: è l’incontro tra il Creatore e la creatura. Ciò ci riporta ad un brano del 12 Agosto 1938 quando Gesù spiega a Luisa checome la creatura entra nel Volere Divino per formare il suo atto, il Cielo si abbassa e la terra si eleva, quindi s’incontrano insieme. Che felice incontro! Il Cielo, sentendosi trasportato in terra dalla forza creatrice del Fiat Divino, bacia la terra, cioè, le umane generazioni, e a qualunque costo vuole dar loro ciò che possiede, perché vuole regnare in tutti. La terra, sentendosi elevata in Cielo, sente una forza ignota che la trascina al bene, un’aria celeste che s’impone su di essa e le fa respirare una nuova vita.

Don Aurelio continuando il commento al Vangelo di Luca ha poi aggiunto che l’amore del Signore richiede sempre la nostra partecipazione. E così vediamo come due persone subito prendono parte alla missione di Gesù:la profetessa Anna e la Vergine Maria.Esse sono il simbolo della partecipazione individuale (Maria) e collettiva (Anna)  alla missione divina. L’amore per il Signore,dunque, diventa incontro, è un amore che diventa partecipato, comunitario, diventa gioia.

Simeone compie una profezia: aMaria una spada trafiggerà l’anima. Maria è stata il primo esempio di questa partecipazione,Lei è associata a tutta la missione di Gesù, dal suo concepimento alla nascita alla crescita, durante la Passione, nella Pentecoste è associata agli apostoli. Maria, come prima donna, che gode i frutti della Redenzione deve partecipare in pieno alla missione del Salvatore. Come Leianche noi siamo chiamati ad accogliere il Signore;saremo feriti dal suo amore se ci lasceremo coinvolgere, se parteciperemo con tutta la nostra vita a tutta la missione di Cristo.

Il brano evangelico si conclude con il ritorno dellaSacra Famiglia aNazareth, per dire che l’amore che abbiamo accolto, deve poi diventare amore quotidiano. Siamo chiamati ad essere sale della terra e luce del mondo, siamo chiamati a dare testimonianza di questa appartenenza a Cristo nella vita quotidiana, siamo invitati a portare Cristo con costanza, nelle nostre comunità, nei gruppi, in famiglia e in tutti gli ambienti in cui siamo chiamati a compiere la nostra missione.

Con questa esortazione finale di d. Aurelio ci siamo apprestati a partecipare alla Santa Messa-concludendo il ritiro - con il desiderio di unirci nella Santa Eucarestia a Cristo Gesùchiedendogli il dono di saperlo accogliere e incontrare nella nostra vitaaffinché possiamo pronunciare un continuo Fiat alla Sua Divina Volontà.

 

Antonella Bucci
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