Tutte le news

Settimo eccesso d’amore: Amore Supplicante

“Per essere libero nelle mie opere, metto tutto da parte e copro tutto col mio amore, in modo che non vedo che amore e Volontà mia”

26/03/2019
Commenta questo elemento

La voce interna di Gesù, prima ancora che Luisa terminasse la sesta ora di meditazione, le chiedeva di rimanere ancora lì con Lui, per guardare il settimo eccesso del suo amore: l’Amore Supplicante.

Il piccolo Bambino, singhiozzando, le faceva intendere che fin dal primo momento del concepimento volle darsi a tutti in modo irrinunciabile, soffrendo pene incalcolabili a mente umana, sicché l’Incarnazione non fu altro che darsi in balia della creatura.

Lui, Gesù, che nel seno del Celeste Padre era immerso nella moltitudine delle infinite gioie e felicità senza fine, per l’eccesso del suo Amore verso le creature, si spogliò di tutti i suoi beni e discese dal Cielo, per vestirsi di tutte le miserie delle creature e poter dare loro in cambio la felicità eterna, ma quanta ingratitudine e ostinata perfidia negli uomini!

Il suo Eterno Amore restò sorpreso innanzi a tanta perfidia: l’uomo era diventato il vero ladro, l’ingrato, l’usurpatore dei beni divini, l’ingratitudine fu la spina più pungente che trafisse il suo Cuore fin dal suo primo concepimento, perciò il suo cuore è ferito e sgorga sangue. Gesù però sottolineava a Luisa che, se avesse tenuto conto dell’ingratitudine umana al tanto Suo amore, avrebbe preso la via per andarsene al Cielo, quindi avrebbe contristato e amareggiato il suo Amore e cambiato la festa in lutto. Ma con forza e con sfoggio più grande del suo Amore Egli mette tutto da parte: l’ingratitudine, i peccati, le miserie, le debolezze e dà il corso alle sue opere più grandi, come se queste non ci fossero. Se avesse voluto badare ai mali dell’uomo, non avrebbe potuto operare opere grandi, né mettere in campo tutto il suo Amore, sarebbe rimasto inceppato, soffocato nel suo amore. Invece per essere libero nelle sue opere e per farle più belle, mette tutto da parte e, se occorre, copre tutto col suo Amore, in modo che non vede che Amore e Divina Volontà e così va avanti nelle sue opere più grandi e le fa come se nessuno lo avesse offeso, perché per Gloria di Dio nulla deve mancare al decoro, al bello e alla grandezza delle opere divine.

Quindi il suo Amore non si dà pace, vuole riempire i vuoti della sua gloria, del suo onore e giunge a tanto che a via d’amore paga la Divinità, che ha creato un Cielo, un Sole, un vento, un mare, una terra fiorita e tutto il resto esclusivamente per l’uomo, che però si è rivelato ingrato e non ha mai detto un grazie per i beni ricevuti. Il suo Amore corre per riempire gli abissi di distanza fra il Creatore e la creatura, paga a via d’amore il Padre Celeste e a via d’amore intende ricomprare tutte le umane generazioni, per ridonare loro la vita della Divina Volontà. Gesù sottolinea che quando paga il suo Amore, è tanto il suo valore che può pagare per tutti e riacquistare ciò che vuole.

 Luisa intanto si sentiva straziare il cuore nel vederlo piangere, singhiozzare, vagire, tremare di freddo, avrebbe voluto mettere un “ti amo” per ogni pena e lacrima del piccolo Gesù, per scaldarlo e quietargli il pianto, e Lui la supplicava di non chiudergli in faccia le porte, la esortava a vivere nel suo Volere perché così l’avrebbe sentita vicina nelle sue lacrime, nei suoi vagiti, l’avrebbe sentita scorrere nel suo singhiozzo di pianto, nei tremiti delle sue membra infantili e, in virtù del Volere Divino, Gli avrebbe cambiato le lacrime in sorrisi, i singhiozzi in gioie del Cielo. Con le sue nenie d’amore lo avrebbe riscaldato e Gli avrebbe cambiato le pene in baci e abbracci.

Chi vive nel Divin Volere fa suo quel Fiat per cui tutte le cose furono create, per diffondere su tutto un omaggio, un’adorazione, un amore divino al suo Creatore; l’eco del Fiat Eterno fa eco nel suo Fiat Divino in cui vive e si diffonde e corre e vola e ad ogni cosa creata vi imprime un altro Fiat. Corre, vola sulle ali dei venti riempiendo tutta l’atmosfera, percorre le acque del mare, si appoggia in ogni pianta, in ogni fiore, si moltiplica ad ogni moto, è una voce che fa eco su tutto e dice: “Amore, Gloria, Adorazione al mio Creatore”

Tonia Abbattista
Commenti
Vuoi inserire un commento? Registrati oppure effettua il Login!
Ultimi commenti 0 di 0
Non sono presenti commenti