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Sia santificato il Tuo Nome

Partecipare con la preghiera all’opera di salvezza

03/04/2019
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Sia santificato il tuo Nome”. La suddetta invocazione, diciamolo pure,  non è proprio di facile comprensione per noi. E pure Gesù nella preghiera del Padre Nostro, non solo la ripete per noi, ma ci insegna a farla divenire la nostra stessa richiesta, insieme alla seconda invocazione: “Venga il Tuo Regno”.

Il verbo santificare significa letteralmente fare santo, ma Dio, il tre volte Santo (Is 6,3) non riceve la santità da nessuno, anzi è lui che rende santi gli uomini, quelli che  osservano le Sue leggi e le mettono in pratica. E’ Lui  l’Eterno che santifica il suo popolo (cfr Lv 20,8). E’ Lui che vuole sante le sue creature“Voi sarete santi perché Io, il Signore, sono santo”  (Lv 19,2)

In che modo allora l’uomo può santificare Dio? Gesù parla del Nome, che indica l’identità  di una persona. Dio nessuno Lo ha mai visto, conosciamo il Suo nome per averlo rivelato a Mosè “Io sono colui che sono … Io-Sono …” (Es 3, 14) e con Gesù che ce lo rivela come Padre.

Possiamo così santificare il nome di Dio nel senso di riconoscere La Sua identità con la lode, la preghiera. Egli è  Santo, cioè "separato" per Sua stessa natura dagli altri dèi e dai peccatori. Quando in adorazione ci lasciamo guardare da Lui, quieti e sereni, come bimbi svezzati in braccio alla propria madre (Sal 130,1-3). Quando a Lui ci rivolgiamo per  chiederGli  perdono per il male commesso e il Suo aiuto per non cedere ancora alle tentazioni.

Lo santifichiamo con le nostre opere, la nostra vita a imitazione di Cristo, come figli,  facendoci santi attraverso l’ ubbidienza ai Suoi comandi. «Il santo è l’uomo spirituale che cammina secondo lo Spirito di Cristo e personalizza in sé la forma di Cristo, diventando umano come lo è stato Gesù, in parole e opere» (dal commento all’Esortazione apostolica Gaudete  et Exsultate, di Mons. A. Staglianò, Vescovo di Noto). Quando con la nostra stessa vita  annunciamo agli altri la santità di Dio, la Sua opera di salvezza che è per tutti, secondo la Sua Volontà salvifica universale. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci ricorda: «Dipende inseparabilmente dalla nostra vita e dalla nostra preghiera che il suo nome sia santificato tra le nazioni» (CCC 2814).

Nel suo libro del “Padre Nostro” Papa Francesco ci accompagna a riflettere su questo tema alquanto complesso. “Sia santificato il nome di Dio” in noi, in ognuno di noi che si ritiene credente. Tante volte proprio noi cristiani diamo una brutta testimonianza del nostro rapporto con Dio, poiché viviamo come persone che non credono né in Dio né nell’uomo e spesso siamo solo capaci di fare del male. Questo non è santificare il nome di Dio. Gli odi, le lotte, il potere, l’abbandono dei propri figli. No! – incalza Papa Francesco - qui non è santificato il nome di Dio.

La preghiera di Gesù, la preghiera cristiana, è innanzitutto fare posto a Dio, lasciandoGli manifestare la Sua Santità in noi, esercitare la Sua signoria d’amore nella nostra vita e far sì che avanzi il Suo Regno.

La preghiera è così il primo, il principale «strumento di lavoro» nelle nostre mani. Non per convincere Dio di qualcosa, ma per irrobustire la nostra fede, la nostra pazienza, la nostra capacità di lottare, e  di lottare in due, noi insieme a Dio.

E c’è una intenzione  davvero importante per la quale dobbiamo pregare,  “lottare”  per ottenerla, perché serve a vivere secondo i precetti di Dio: lo Spirito Santo. Dobbiamo imparare a domandare lo Spirito Santo, a chiederlo al nostro Padre celeste (cfr Lc 11, 13), che venga in noi e ci guidi a vivere con sapienza e amore, secondo la Sua Volontà https://www.youtube.com/watch?v=GuY9MeIzmjg

In un brano del 1930 del suo Diario, Gesù manifesta a Luisa il Suo compiacimento nel guardare l’anima che si fa lavorare dalla Divina Volontà. Succede come un trionfo da entrambe le parti: la Divina Volontà trionfa col dare e prendere possesso nell’anima, l’anima trionfa col volerlo e riceverlo, e tra questi scambi di trionfi e possessi si forma la felicità per ambedue le parti … il bene allora porta gioia e felicità quando si fa tra due. Perciò la Divina Volontà va trovando la sua creatura per poter formare insieme con lei la sua felicità già sulla terra.

Il Volere Eterno circonda ovunque l’anima che vuole vivere in unione alla Divina Volontà. La investe totalmente, per farSi il largo e poter distendere in essa  la Sua vita … E’ l’immenso che vuole restringersi nella piccolezza umana,  è il Potente che si diletta di formare la Sua vita nella debolezza creata,  è il Santo che tutto vuole santificare. In tutte le cose si gira intorno a lei e sembra che le dica:                                                                                                             

 

 “Guardami, sono Io, conoscimi,

vengo per formare la Mia vita in te

(Dal Diario di Luisa Piccarreta, 1933)

 

 

 

 

FIAT!

Riccardina
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