Ritorna ai vangeli

Ascensione del Signore

“Per quaranta giorni volli rimanere risorto per confermare la mia resurrezione e mettere il suggello a tutti i beni della Redenzione”

11/05/2026
Commenta questo elemento

Carissimi fratelli e sorelle, Fiat!

Oggi celebriamo l’Ascensione di Gesù al cielo, avvenuta quaranta giorni dopo la Pasqua. La pagina evangelica (Mt 28,16-20), quella che conclude il Vangelo di Matteo, ci presenta il momento del definitivo commiato del Risorto dai suoi discepoli. La scena è ambientata in Galilea, il luogo dove Gesù li aveva chiamati a seguirlo e a formare il primo nucleo della sua nuova comunità. Adesso quei discepoli sono passati attraverso il “fuoco” della passione e della risurrezione; alla vista del Signore risorto gli si prostrano davanti, alcuni però sono ancora dubbiosi. A questa comunità spaurita, Gesù lascia il compito immenso di evangelizzare il mondo; e concretizza questo incarico con l’ordine di insegnare e battezzare nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo (v. 19).

L’Ascensione di Gesù al cielo costituisce perciò il termine della missione che il Figlio ha ricevuto dal Padre e l’avvio della prosecuzione di tale missione da parte della Chiesa. Da questo momento, dal momento dell’Ascensione, infatti, la presenza di Cristo nel mondo è mediata dai suoi discepoli, da quelli che credono in Lui e lo annunciano. Questa missione durerà fino alla fine della storia e godrà ogni giorno dell’assistenza del Signore risorto, il quale assicura: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (v. 20).

E la sua presenza porta fortezza nelle persecuzioni, conforto nelle tribolazioni, sostegno nelle situazioni di difficoltà che incontrano la missione e l’annuncio del Vangelo. L’Ascensione ci ricorda questa assistenza di Gesù e del suo Spirito che dà fiducia, dà sicurezza alla nostra testimonianza cristiana nel mondo. Ci svela perché esiste la Chiesa: la Chiesa esiste per annunciare il Vangelo, solo per quello! E anche, la gioia della Chiesa è annunciare il Vangelo. La Chiesa siamo tutti noi battezzati. Oggi siamo invitati a comprendere meglio che Dio ci ha dato la grande dignità e la responsabilità di annunciarlo al mondo, di renderlo accessibile all’umanità. Questa è la nostra dignità, questo è il più grande onore di ognuno di noi, di tutti i battezzati!

In questa festa dell’Ascensione, mentre rivolgiamo lo sguardo al cielo, dove Cristo è asceso e siede alla destra del Padre, rafforziamo i nostri passi sulla terra per proseguire con entusiasmo e coraggio il nostro cammino, la nostra missione di testimoniare e vivere il Vangelo in ogni ambiente. Siamo però ben consapevoli che questa non dipende prima di tutto dalle nostre forze, da capacità organizzative e risorse umane. Soltanto con la luce e la forza dello Spirito Santo noi possiamo adempiere efficacemente la nostra missione di far conoscere e sperimentare sempre più agli altri l’amore e la tenerezza di Gesù.

In questa festa dell’Ascensione rinnoviamo tutti il nostro impegno di vivere e di far conoscere il dono che il Signore ha voluto fare alla sua Chiesa, manifestando il dono grande del vivere nella Divina Volontà. Un dono che va prima di tutto accolto, vissuto, nonostante le nostre miserie (sappiamo benissimo che non è uno sforzo nostro, ma una Grazia arrivata da Dio), e infine fatto conoscere all’umanità.

Il 10 ottobre 1928 Gesù dice a Luisa che tutto ciò che il Signore ha detto a lei, tanto sull’Incarnazione quanto sulla Divina Volontà ed altro, non è stato altro che lo sfogo dell’amore divino, ma dopo aver sfogato con Luisa, il suo amore è rimasto represso, perché voleva alzare più in alto le sue fiamme, per investire tutti i cuori e far conoscere ciò che ha fatto e vuole fare per le creature. E siccome tutto ciò che Gesù ha detto a Luisa giace nel nascondimento, Egli sento un incubo sul suo Cuore che lo comprime e impedisce che le sue fiamme s’innalzino e facciano la loro via. Quando leggiamo questi scritti sulla vita nella Divina Volontà, Gesù si sente togliere l’incubo e sollevare il peso che comprimono le fiamme del suo cuore, e ci fa sentire la ripetizione di tutti quegli eccessi d’amore. Il suo amore represso è per Gesù una pena delle più grandi, che lo rende taciturno e mesto, perché non avendo vita le sue prime fiamme, non può mettere fuori le altre che lo divorano e lo consumano. E perciò a chi si dedica alla lettura e a far conoscere questi segreti d’amore, Lui darà tanta grazia sorprendente, forza per farlo e luce per conoscere loro per prima, ciò che faranno conoscere agli altri. Lui starò in mezzo a loro e guiderà il tutto.

Concludiamo questa nostra riflessione con la benedizione che Gesù ha dato a Luisa, invocandola anche su ciascuno di noi:

“Figlia mia, di tutto cuore ti benedico,

benedico la mia stessa Volontà in te,

benedico i tuoi pensieri, respiri e palpiti,

affinché pensi sempre al mio Volere, lo respiri continuamente

e solo la mia Volontà sia il tuo palpito e per amor tuo benedico tutte le umane volontà,

affinché si dispongano a ricevere la vita del mio Eterno Volere.

Figlia mia carissima, se tu sapessi com’è dolce,

come mi sento felice di benedire la piccola figlia del mio Volere.

Il mio Cuore gioisce nel benedire colei che possiede

l’origine, la vita del nostro ‘Fiat’, che porterà l’inizio,

il principio del regno della mia Divina Volontà.

E mentre ti benedico verso in te la rugiada benefica della luce del mio Volere Divino

che, brillantandoti tutta, ti farà comparire più bella ai miei sguardi sacramentali

ed Io mi sentirò più felice in questa custodia,

di guardare la piccola figlia mia prigioniera,

investita e legata dalle dolci catene della mia Volontà.

Ed ogni volta che ti benedirò farò crescere la vita del mio Volere Divino in te.

Com’è bella la compagnia di chi fa la mia Divina Volontà,

essa porta nel fondo dell’anima l’eco di tutto ciò che faccio in quest’ostia santa

ed Io non mi sento solo negli atti miei, sento chi prega insieme con me

ed unendosi insieme le nostre suppliche, i nostri sospiri, chiediamo una sol cosa,

che la Divina Volontà sia conosciuta e che venga presto il suo regno.”

Fiat!

don Marco
Commenti
Vuoi inserire un commento? Registrati oppure effettua il Login!
Ultimi commenti 0 di 0
Non sono presenti commenti