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Battesimo del Signore

Battezzati in Spirito Santo e fuoco

07/01/2022
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Carissimi fratelli e sorelle, Fiat!

È la festa del Battesimo del Signore. La pagina del Vangelo sottolinea che, quando Gesù ebbe ricevuto il battesimo da Giovanni nel fiume Giordano, «il cielo si aprì». Questo realizza le profezie. C’è scritta nella Bibbia questa invocazione: «Se tu squarciassi i cieli e scendessi!» (Is 63,19). Se i cieli rimangono chiusi, il nostro orizzonte in questa vita terrena è buio, senza speranza. Invece, celebrando la venuta, la fede ci ha dà la certezza che i cieli si sono squarciati, si sono aperti. Nel giorno del battesimo di Gesù ancora contempliamo i cieli aperti. La manifestazione del Figlio di Dio sulla terra segna l’inizio del grande tempo della misericordia, dopo che il peccato aveva chiuso i cieli, elevando come una barriera tra l’essere umano e il suo Creatore.

Con la nascita di Gesù i cieli si aprono! Dio ci dà nel Cristo la garanzia di un amore indistruttibile. Da quando il Figlio di Dio si è fatto carne è possibile vedere i cieli aperti. È stato possibile per i pastori di Betlemme, per i Magi d’Oriente, per il Battista, per gli Apostoli di Gesù, per santo Stefano, il primo martire, che esclamò: «Contemplo i cieli aperti!» (At 7,56). Ed è possibile anche per ognuno di noi, se ci lasciamo invadere dall’amore di Dio, che ci è stato donato la prima volta nel Battesimo per mezzo dello Spirito Santo. Lasciamoci invadere dall'amore di Dio! Questo è il grande tempo della misericordia!

Quando Gesù ricevette il battesimo di penitenza da Giovanni il Battista, solidarizzando con il popolo penitente - Lui senza peccato e non bisognoso di conversione -, Dio Padre fece udire la sua voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento». Gesù riceve l’approvazione del Padre celeste, che l’ha inviato proprio perché accetti di condividere la nostra condizione, la nostra povertà. Condividere è il vero modo di amare. Gesù non si dissocia da noi, ci considera fratelli e condivide con noi. E così ci rende figli, insieme con Lui, di Dio Padre. Questa è la rivelazione e la fonte del vero amore. E questo è il grande tempo della misericordia!

“Non vi sembra che nel nostro tempo ci sia bisogno di un supplemento di condivisione fraterna e di amore? Non vi sembra che abbiamo tutti bisogno di un supplemento di carità? Non quella che si accontenta dell’aiuto estemporaneo che non coinvolge, non mette in gioco, ma quella carità che condivide, che si fa carico del disagio e della sofferenza del fratello. Quale sapore acquista la vita, quando ci si lascia inondare dall’amore di Dio!" (papa Francesco)

E ora pensiamo e rinnoviamo la grande grazia del nostro Battesimo. «Io vi battezzo con acqua, ma viene Colui che è più forte di me ... Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Io sono battezzato nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo; sono consacrato nello Spirito Santo, sono tempio dello Spirito Santo e del fuoco del suo amore.

Questo è bello quando battezziamo i bambini. Ogni bambino che nasce è un dono di gioia e di speranza, e ogni bambino che viene battezzato è un prodigio della fede e una festa per la famiglia di Dio. Questo è importante quando battezziamo giovani o adulti. Questo è vita cristiana per tutti noi, che ogni giorno viviamo la grazia del nostro battesimo, grazia nella quale cresciamo e maturiamo, realizzando una vita vera e in pienezza davanti a Dio e davanti al prossimo, per noi stessi e per il bene degli altri, che sono veri fratelli.

I cieli si aprono! Ciò che si fa nella Divina Volontà, dice Gesù a Luisa il 10 marzo 1935, non resta nel basso della terra, ma parte per il cielo, per prendere il suo posto.

Il Cielo è sempre aperto per chi vive nella mia Volontà, Essa si abbassa e fa insieme con la creatura ciò che lei fa, ama insieme, opera, prega, soffre, adora, e ripara ed ama tanto questi atti fatti insieme, che non li lascia nel basso della terra, ma se li porta nel Celeste soggiorno, per far prendere il loro regio posto, come conquiste fatte nel basso mondo, che appartengono ad Essa ed alla sua amata creatura. Ciò che si fa nel Divin Volere appartiene al Cielo, la terra non è degna di possedere e, la sicurezza, la felicità, che acquista la creatura, pensando che i suoi atti sono in potere del “Fiat Divino” e si trovano in Cielo come sue proprietà non umane ma divine, e aspettano colei che vogliono corteggiare per formarne il suo trono di gloria! È tanto l’amore, la sua gelosia, l’immedesimazione che sente con questi atti fatti nel suo Volere, che non li lascia neppure nella creatura, ma se li tiene con sé, come parti della sua vita e parti della creatura, per goderseli e sentire il gusto d’essere amato e li sente come un anticipo che deve dare alla creatura della gloria nella Patria Celeste.

Questi atti fatti nel Divin Volere fanno da narratori della storia d’amore che passa tra il Creatore e la creatura e non vi è gusto maggiore che sentirsi narrare quanto Dio ha amato, come il suo amore giunge all’eccesso, fino ad abbassarsi, a voler fare insieme non solo ciò che fa la creatura, ma viene narrato anche il suo amore, che ha ricevuto l’atto divino nel suo, perciò si forma un amore reciproco tra l’uno e l’altro, che li fa gioire a vicenda.

È bello vedere che mentre la creatura è ancora in esilio, i suoi atti stanno in Cielo, come conquiste di Dio fatte nell’umana volontà e ciascuno di essi prende il suo ufficio: chi lo ama, come Lui sa amare, chi lo adora, con adorazioni divine e chi gli forma le musiche celesti, per inneggiarlo, lodarlo e ringraziarlo del grande portento dell’operato della Divina Volontà.

don Marco
Commenti
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Ultimi commenti 1 di 1
- 13/01/2019
Muchas gracias. A ejemplo de Juan, que Jesús crezca en nosotros y nosotros nos hagamos menos. Hasta que hora Jesús sea Todo y nosotros nada. Dios los bendiga en Su Voluntad, siempre!