Ritorna ai vangeli

Epifania del Signore

Le stelle di Dio

05/01/2026
Commenta questo elemento

Carissimi fratelli e sorelle, Fiat!

Contempliamo la bontà di Dio che è apparsa in mezzo a noi.

L’episodio del Vangelo di oggi ci viene riportato solo da Matteo. Egli non racconta nei particolari la nascita di Gesù, semplicemente la cita, mentre si sofferma in modo dettagliato sulla storia dei Magi, questi saggi pagani che entrano nelle prime pagine del Vangelo.

All’Evangelista sta a cuore proprio questo: c’è una Sapienza nuova, Gesù, che non può essere accolta da chi non si mette in cammino, da chi ha paura del cambiamento, da chi non si ritiene bisognoso di luce. E noi dobbiamo metterei sulle orme dei Magi per accogliere e adorare il nostro Salvatore. Il protagonista di questa pagina sembra essere, a dispetto di tutto, proprio il re Erode! Emerge nel suo contrasto con l’atteggiamento dei Magi: questi, accesi dal desiderio di conoscere il Messia, motivo di quella congiunzione astrale insolita, si muovono con entusiasmo. Erode invece, e con lui tutti i saggi esperti delle Scritture, sono subito impauriti. Ma si stava semplicemente realizzando la profezia tanto attesa! Ad un evento di bene si può reagire come Erode: con gelosia, con paura, addirittura con una strage, come avverrà a breve! Eppure Gesù, nella sua regalità, non si presenta con un esercito armato, ma, nella debolezza di un bambino! Dio non è mai ostile e arriva nei tanti segni che accompagnano la nostra giornata, per darci vita. Se come Erode lo vediamo però come un nemico che può toglierci qualcosa, che ci chiede di dare del nostro come un usurpatore, allora coveremmo verso Dio, verso gli altri e verso noi stessi inganno, amarezza, peccato, chiusura alla vita. È certo che Dio fa sempre saltare i nostri schemi, quando arriva! Non si tratta mai di percorrere una strada già stabilita e programmata, ma di seguire, come fanno i Magi, quella stella che li precede nel cammino.

Quante stelle nella nostra storia ci spronano a metterci in cammino, ci accendono il desiderio di Dio, ci stanano dalle nostre comodità. Non dobbiamo fare come Erode, ma come i Magi! Se custodiamo acceso in noi il desiderio di Dio, allora non sarà difficile riconoscere la stella giusta per noi, alzare lo sguardo al cielo e deciderci a seguire la sua traiettoria, perché saremo certi che nell’incomprensione, nella fatica, nell’incertezza del percorso, comunque sarà per un bene, il bene che Dio ha pensato per noi. Così costruiremo la nostra vita nella pienezza della luce e della forza del Signore.

Il 6 gennaio 1927 Luisa, nel suo diario, riporta un luminoso insegnamento riguardo la sua venuta sulla terra e la manifestazione ai Magi.

Per incarnarsi Gesù ha scelto e si è servito di una Vergine umile e povera; come custode, che gli facesse da Padre, San Giuseppe, tanto povero che aveva bisogno di lavorare per il suo sostentamento.

Nelle opere più grandi Dio si serve di persone che nell’apparenza non danno all’occhio a nessuno. Perché le dignità, gli scettri, le ricchezze sono sempre fumi che accecano l’anima e le impediscono di penetrare nelle realtà celesti, per ricevere un atto grande di Dio o Dio stesso. Invece, per manifestare ai popoli la venuta del Verbo del Padre, sulla terra, Dio si è servito di figure regali, di uomini dotti e scienziati, perché per la loro autorità potessero diffondere la conoscenza del Dio nato e, volendo, anche imporsi sui popoli. Ma, malgrado ciò, la stella è stata vista da tutti; eppure, solo i Magi si sono mossi, hanno fatto attenzione e l’hanno seguita.

Questo vuol dire che fra tutti gli uomini, soltanto loro possedevano un certo dominio di se stessi, per cui, formando un vuoto nel loro interno, oltre la vista della stella hanno sentito la chiamata di Dio, che riecheggiava nel loro interno. E andando incontro a sacrifici e dominando se stessi, hanno seguito la stella, unitamente alla chiamata, che più che stella parlante risuonava nel loro interno, li illuminava, li affascinava e diceva loro tante cose di Colui che dovevano visitare, ed essi, pieni di gioia, hanno seguito la stella.

Per dare il gran dono dell’Incarnazione ci è voluta una Vergine che non avesse volontà umana, che fosse più di Cielo che di terra e quindi non c’era bisogno di cose esterne ed apparenze umane che potessero attirare l’attenzione dei popoli. Ma, con tutto ciò, Dio, per manifestare il suo Figlio Unigenito al mondo, ha voluto uomini che avessero il dominio di se stessi, che formassero un poco di vuoto nel loro interno, per fare risuonare l’eco della Sua chiamata.

La meraviglia per i Magi è stata davvero grande nel vedere fermarsi la stella, non sopra una reggia, ma sopra una piccola grotta. Non sapevano che pensare e hanno colto immediatamente di trovarsi davanti ad un mistero, non umano, ma divino; quindi, si sono animati di fede e sono entrati nella grotta, ed inginocchiandosi lo hanno adorato. Come hanno piegato le ginocchia, Gesù si è svelato e ha fatto trasparire dalla Sua piccola Umanità la Sua Divinità, e hanno riconosciuto in Lui il Re dei re, Colui che veniva a salvarli, e loro, pronti, si sono resi disponibili a servirlo e a rischiare la vita per amor Suo. Ma la Volontà divina si è fatta conoscere e li ha rimandati nel loro paese, per farli essere in mezzo a quei popoli i messaggeri della venuta di Dio sulla terra.

È importante e necessario, ha concluso Gesù, il dominio di se stesso e il vuoto nel cuore, per fare risuonare la Sua chiamata ed essere idonei a conoscere la verità e a manifestarla agli altri.

Fiat!

don Marco
Commenti
Vuoi inserire un commento? Registrati oppure effettua il Login!
Ultimi commenti 0 di 0
Non sono presenti commenti