Ritorna ai vangeli

III Domenica del Tempo Ordinario

Il Signore ci ha fatti popolo di Dio e Corpo di Cristo

21/01/2022
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Carissimi fratelli e sorelle, Fiat!

La liturgia di oggi mette in luce l’identità profonda della Chiesa: noi siamo un popolo  radunato dalla Parola di Dio e costituito in unità dalla Parola di Dio; siamo un popolo salvato dalla presenza vera di Cristo che “oggi” (come in ogni Eucarestia) è in mezzo a noi come Messia e Salvatore.

Riprendendo il racconto dell’AT ritroviamo in quel radunarsi di popolo alcuni atteggiamenti propri delle nostre liturgie: leggere la Parola, alzarsi, inginocchiarsi, adorare, ascoltare coloro che spiegano la parola letta, gridare al Signore la nostra fede (Amen, Amen!).

Anche nel vangelo è la Parola che convoca la comunità, che è proclamata solennemente all’assemblea in attento ascolto, è spiegata, interpretata come messaggio di speranza, di gioia, di liberazione. Ma solo con Gesù essa è attualizzata e realizzata pienamente: in Lui si compie la Parola "oggi".

Gesù fa il suo commento, molto breve; ma in esso si rivela, si presenta, si fa conoscere apertamente come il Messia Salvatore. La gente non è pronta, non è attenta al passaggio di Dio; a Nazareth succede il più grande scompiglio. I “suoi” non l’hanno accolto, non si sono aperti alla fede, hanno creduto che fosse un matto, lo hanno cacciato come un bestemmiatore.

Ma Gesù è stato chiaro: “Oggi si è adempiuta questa Scrittura, che voi avete udita”. Quale era la Scrittura letta e ascoltata? È il testo profetico di Isaia: “Lo Spirito del Signore è su di me, per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato ad annunciare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista, per rimettere in libertà gli oppressi e predicare un anno di grazia del Signore”.


Cristo Gesù è il Messia, il consacrato di Dio (sono i vari termini usati nell’AT). Gesù porta la buona notizia dell’amore infinito di Dio a tutti. La parola “poveri” significa: i poveri di spirito, i poveri materialmente, gli umili, coloro aspettano e confidano nella Provvidenza del Padre; ma “povero” è ogni uomo, perché non è per nulla padrone della sua vita, perché è debole, fragile, peccatore.

Gesù è vangelo, buona notizia, gioia e speranza per tutti.

Gesù porta la liberazione vera da ogni schiavitù, dà la luce della verità e porta il senso della vita e delle cose (“dà la vista ai ciechi”).

Gesù porta la vera liberazione di fronte a ogni oppressione morale, materiale, di fronte agli sfruttamenti, alle ingiustizie, alle manipolazioni; di fronte all’oppressione del proprio limite e del proprio peccato.

Gesù porta ogni grazia e ogni misericordia, ogni rinnovamento, con la possibilità di ricominciare come da capo, di rinnovare tutte le cose, di credere, e vivere l’impossibile.

Questo Gesù lo compie, lo realizza “oggi”. Lo compie anche per noi in ogni momento e in maniera particolare in questo momento dell’Eucarestia. Per noi suo popolo, per ciascuno di noi membro del suo Corpo Gesù compie la sua opera di Messia, di Salvatore e ci rende capaci di portare questa lieta notizia al mondo.

In un brano del 22 agosto 1931, Gesù spiega a Luisa che gli atti fatti nella Divina Volontà hanno tale virtù e potenza che si trasformano in messaggeri divini, che partono dalla terra per la volta dei Cieli. E siccome questi messaggeri partono da dentro la Divina Volontà, ma sono spediti da una creatura che opera e vive in Essa, portano con sé l’entrata libera nella Patria Celeste e portano la lieta notizia che la terra vuole il regno del Divin Volere, giacché una piccola esiliata vive ed opera in Essa e non fa altro che servirsi di quello stesso Volere che regna in Cielo, per chiedere che scenda a regnare sulla terra come regna nel Cielo.

Questi messaggeri di luce, quanti segreti non nascondono! Già da per se stessa la luce del Volere Divino è la Segretaria di tutte le cose divine ed umane e sa mantenere il vero segreto e, mentre apparentemente si vede luce, dentro questa luce nasconde tutti i segreti e tutte le cose, nessuno le può sfuggire. Questa luce contiene il gran segreto di tutta la storia della Creazione e confida i suoi segreti solo a chi vuol vivere nella sua luce, perché la luce ha virtù di disporre la creatura a ricevere ed a comprendere i suoi segreti divini e, se occorre, la disporrà a mettere la vita, per poter dar vita ai suoi intimi segreti ed allo scopo della Creazione, che è solo che la Divina Volontà regnasse, come in Cielo così in terra.

Perciò se staremo attenti a vivere sempre della Divina Volontà, Essa ci affiderà tutti i segreti della storia della Creazione, farà il deposito nella nostra anima di tutte le sue gioie e degli intimi suoi dolori e come segretaria sua, con la sua luce vibrante, trasformandosi in pennello, dipingerà in noi il Sole, il Cielo, le stelle, il mare, le belle fioriture. Perché Essa quando parla non si accontenta di sole parole; al suo inestinguibile amore ed alla sua luce interminabile non bastano le parole, ma vuol fare i fatti e perciò con la sua virtù creatrice, mentre affida i suoi segreti, parla e forma la nuova creazione nella creatura, non si contenta di dire i suoi segreti, ma vuol fare le opere che contengono i suoi segreti. Quindi nella creatura che vive nella Divina Volontà, si vedranno nuovi Cieli, Soli più fulgidi della stessa Creazione.

La Divina Volontà ha una smania, un desiderio ardente di voler sempre operare; ma va trovando chi la vuole ascoltare, e chi vuole ricevere la sua virtù creatrice per non esporre all’inutilità le opere sue, e per essere sicura, va trovando la sua stessa Volontà nell’anima e, trovandola, trova le sue opere garantite dal suo stesso “Fiat Divino”, perciò non si risparmia in nulla e fa le opere più belle ed i prodigi più grandi.

 

don Marco
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