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III Domenica del Tempo Ordinario

III Domenica del Tempo Ordinario

19/01/2023
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Carissimi fratelli e sorelle, Fiat!

L’odierna pagina evangelica (cfr Mt 4,12-23) narra l’inizio della predicazione di Gesù in Galilea. Egli lascia Nazareth, un villaggio sui monti, e si stabilisce a Cafarnao, un centro importante sulla riva del lago, abitato in massima parte da pagani, punto di incrocio tra il Mediterraneo e l’entroterra mesopotamico. Questa scelta indica che i destinatari della sua predicazione non sono soltanto i suoi connazionali, ma quanti approdano nella cosmopolita «Galilea delle genti» (v. 15; cfr Is 8,23): così si chiamava. Vista dalla capitale Gerusalemme, quella terra è geograficamente periferica e religiosamente impura perché era piena di pagani, per la mescolanza con quanti non appartenevano a Israele. Dalla Galilea non si attendevano certo grandi cose per la storia della salvezza. Invece proprio da lì - proprio da lì - si diffonde quella “luce” sulla quale abbiamo meditato nelle scorse domeniche: la luce di Cristo. Si diffonde proprio dalla periferia.

Il messaggio di Gesù ricalca quello del Battista, annunciando il «regno dei cieli» (v. 17). Questo regno non comporta l’instaurazione di un nuovo potere politico, ma il compimento dell’alleanza tra Dio e il suo popolo che inaugurerà una stagione di pace e di giustizia. Per stringere questo patto di alleanza con Dio, ognuno è chiamato a convertirsi, trasformando il proprio modo di pensare e di vivere. È importante questo: convertirsi non è soltanto cambiare il modo di vivere, ma anche il modo di pensare. È una trasformazione del pensiero. Non si tratta di cambiare gli abiti, ma le abitudini! Ciò che differenzia Gesù da Giovanni il Battista è lo stile e il metodo. Gesù sceglie di essere un profeta itinerante. Non sta ad aspettare la gente, ma si muove incontro ad essa. Gesù è sempre per la strada! Le sue prime uscite missionarie avvengono lungo il lago di Galilea, a contatto con la folla, in particolare con i pescatori. Lì Gesù non solo proclama la venuta del regno di Dio, ma cerca i compagni da associare alla sua missione di salvezza. In questo stesso luogo incontra due coppie di fratelli: Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni; li chiama dicendo: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini» (v. 19). La chiamata li raggiunge nel pieno della loro attività di ogni giorno: il Signore si rivela a noi non in modo straordinario o eclatante, ma nella quotidianità della nostra vita. Lì dobbiamo trovare il Signore; e lì Lui si rivela, fa sentire il suo amore al nostro cuore; e lì – con questo dialogo con Lui nella quotidianità della vita – cambia il nostro cuore. La risposta dei quattro pescatori è immediata e pronta: «Subito lasciarono le reti e lo seguirono» (v. 20). Sappiamo infatti che erano stati discepoli del Battista e che, grazie alla sua testimonianza, avevano già iniziato a credere in Gesù come Messia (cfr Gv 1,35-42).

Noi, cristiani di oggi, abbiamo la gioia di proclamare e testimoniare la nostra fede perché c’è stato quel primo annuncio, perché ci sono stati quegli uomini umili e coraggiosi che hanno risposto generosamente alla chiamata di Gesù. Sulle rive del lago, in una terra impensabile, è nata la prima comunità dei discepoli di Cristo. La consapevolezza di questi inizi susciti in noi il desiderio di portare la parola, l’amore e la tenerezza di Gesù in ogni contesto, anche il più impervio e resistente. Portare la Parola a tutte le periferie! Tutti gli spazi del vivere umano sono terreno in cui gettare la semente del Vangelo, affinché porti frutti di salvezza.

Il 18 gennaio 1928, mentre Luisa si chiede sulla necessità degli Scritti sulla Divina Volontà e a che cosa potrebbero servire, Gesù le risponde che tutte le Sue opere si danno la mano, e questo è il segno che sono opere divine, che una non si oppone all’altra, anzi sono tanto legate tra loro che si sostengono a vicenda. Tanto è vero che, dovendo formare il popolo eletto da cui, ed in cui, sarebbe nato il futuro Messia, ha formato da quello stesso popolo il Sacerdozio, il quale istruiva il popolo e lo preparava al gran bene della Redenzione, ha dato loro leggi, manifestazioni ed ispirazioni, sulle quali venivano formate le Sacre Scritture e tutti erano intenti allo studio di Essa. Con la Sua Venuta sulla terra Gesù non ha distrutto le Sacre Scritture, anzi le ha appoggiate ed il Vangelo annunziato in nulla si opponeva ad Esse, anzi si sostenevano a vicenda in modo mirabile e, col formare la nuova Chiesa nascente, ha formato il nuovo Sacerdozio, i quali non si discostano né dalle Sacre Scritture, né dal Vangelo, tutti sono attenti ad esse, per istruire i popoli, e se qualcuno non volesse attingere a questa fonte salutare, si può dire che non appartiene a Dio, perché esse sono la base della Chiesa e sono la stessa vita con la quale vengono formati i popoli.

Ora ciò che Gesù ha manifestato sulla Volontà Divina e che Luisa sta scrivendo, che si può chiamare il Vangelo del regno della Volontà Divina, nulla si oppone né alle Sacre Scritture né al Vangelo che Gesù ha annunciato stando sulla terra, anzi si può chiamare il sostegno dell’uno e dell’altro. E perciò chiama i Sacerdoti che vengano, che leggano il Vangelo tutto di Cielo del regno del “Fiat Divino”, per dire come ha detto agli Apostoli: “predicatelo per tutto il mondo”; perché Gesù si serve delle sue opere del Sacerdozio e come ha avuto il Sacerdozio prima della sua venuta per preparare il popolo, il Sacerdozio della Chiesa per confermare la sua venuta e tutto ciò che Gesù ha fatto e detto, così avrà il Sacerdozio del regno della Divina Volontà. Ecco a che serviranno le tante cose che Gesù ha manifestato a Luisa, le tante verità sorprendenti, le promesse dei tanti beni che deve dare ai figli del “Fiat Voluntas tua”, saranno il Vangelo, la base, la sorgente inesauribile cui tutti attingeranno la vita celeste, la felicità terrestre ed il ripristino della loro Creazione. Si sentiranno felici coloro che con ansia berranno a larghi sorsi in queste sorgenti delle sue conoscenze, perché esse contengono la virtù di portare la vita del Cielo e di allontanare qualunque infelicità.

don Marco
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Ultimi commenti 1 di 1
- 24/01/2020
I enjoyed this commentary and learned many new things. Thank you.