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Solennità della SS. Trinità

28/05/2021
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Carissimi fratelli e sorelle, Fiat!

Oggi, domenica dopo Pentecoste, celebriamo la festa della Santissima Trinità. Una festa per contemplare e lodare il mistero del Dio di Gesù Cristo, che è Uno nella comunione di tre Persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Per celebrare con stupore sempre nuovo Dio-Amore, che ci offre gratuitamente la sua vita e ci chiede di diffonderla nel mondo.

Le Letture bibliche di oggi ci fanno capire come Dio non voglia tanto rivelarci che Lui esiste, quanto piuttosto che è il “Dio con noi”, vicino a noi, che ci ama, che cammina con noi, è interessato alla nostra storia personale e si prende cura di ognuno, a partire dai più piccoli e bisognosi. Egli «è Dio lassù nei cieli» ma anche «quaggiù sulla terra» (Dt 4,39). Pertanto, noi non crediamo in una entità lontana, no! In un’entità indifferente, no! Ma, al contrario, nell’Amore che ha creato l’universo e ha generato un popolo, si è fatto carne, è morto e risorto per noi, e come Spirito Santo tutto trasforma e porta a pienezza.

San Paolo (Rm 8,14-17), che in prima persona ha sperimentato questa trasformazione operata da Dio-Amore, ci comunica il suo desiderio di essere chiamato Padre, anzi “Papà” - Dio è “Papà nostro” -, con la totale confidenza di un bimbo che si abbandona nelle braccia di chi gli ha dato la vita. Lo Spirito Santo – ricorda ancora l’Apostolo – agendo in noi fa sì che Gesù Cristo non si riduca a un personaggio del passato, no, ma che lo sentiamo vicino, nostro contemporaneo, e sperimentiamo la gioia di essere figli amati da Dio. Infine, nel Vangelo, il Signore risorto promette di restare con noi per sempre. E proprio grazie a questa sua presenza e alla forza del suo Spirito possiamo realizzare con serenità la missione che Egli ci affida. Qual è la missione? Annunciare e testimoniare a tutti il suo Vangelo e così dilatare la comunione con Lui e la gioia che ne deriva. Dio, camminando con noi, ci riempie di gioia e la gioia è un po’ il primo linguaggio del cristiano.

Dunque, la festa della Santissima Trinità ci fa contemplare il mistero di Dio che incessantemente crea, redime e santifica, sempre con amore e per amore, e ad ogni creatura che lo accoglie dona di riflettere un raggio della sua bellezza, bontà e verità. Egli da sempre ha scelto di camminare con l’umanità e forma un popolo che sia benedizione per tutte le nazioni e per ogni persona, nessuna esclusa. Il cristiano non è una persona isolata, appartiene ad un popolo: questo popolo che forma Dio. Non si può essere cristiano senza tale appartenenza e comunione. Noi siamo popolo: il popolo di Dio.

Il 1° marzo 1936 Gesù dice a Luisa che ogniqualvolta l’anima vuol fare la Divina Volontà, il Padre Celeste prima guarda dentro di sé, chiama come in consiglio la Trinità Sacrosanta, per riempire quell’atto di Volontà Divina di tutti i beni possibili ed immaginabili, poi lo sprigiona da sé e fa investire la creatura dalla sua Volontà operante, comunicante, trasformante e, come nell’Incarnazione le tre Divine Persone sono rimaste in Cielo e scese nel seno dell’Immacolata Vergine, così la Divina Volontà, con la sua potenza, trasporta con sé nel suo atto operativo la Trinità Divina nella creatura, mentre la lascia nel Cielo e forma nella volontà umana il suo atto divino. Ora chi può dirti le meraviglie che vengono rinchiuse in questo atto della Divina Volontà? L’amore di Dio sorge e si diffonde tanto da non trovar posto dove mettersi e quando ha riempito tutto, si ritira nella Sua sorgente, la Sua santità si sente onorata con l’atto divino dalla Sua stessa Volontà operante nella creatura e si diffonde con grazia sorprendente, per comunicare la sua santità a tutte le creature, sono prodigi inenarrabili che Essa compie, quando la creatura la chiama ad operare in essa. Dobbiamo, quindi, far scomparire tutto nella Divina Volontà e la SS. Trinità ci darà tutto in nostro potere e noi potremo dare tutto, anche Dio stesso!

don Marco
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