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XII Domenica del Tempo Ordinario

17/06/2021
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Carissimi fratelli e sorelle, Fiat!

Una notte di tempesta e di paura sul lago, e Gesù dorme. Anche il nostro mondo è in piena tempesta, geme di dolore con le vene aperte, e Dio sembra dormire.

Nessuna esistenza sfugge all'assurdo e alla sofferenza, e Dio non parla, rimane muto.

È nella notte che nascono le grandi domande: Non ti importa niente di noi? Perché dormi? Destati e vieni in aiuto! I Salmi traboccano di questo grido, riempie la bocca di Giobbe, lo ripetono profeti e apostoli. Poche cose sono bibliche come questo grido a contestare il silenzio di Dio, poche esperienze sono umane come questa paura di morire o di vivere nell'abbandono.

Perché avete così tanta paura? Dio non è altrove e non dorme. È già qui, sta nelle braccia degli uomini, forti sui remi; sta nella presa sicura del timoniere; è nelle mani che svuotano l'acqua che allaga la barca; negli occhi che scrutano la riva, nell'ansia che anticipa la luce dell'aurora.

Dio è presente, ma a modo suo; vuole salvarmi, ma lo fa chiedendomi di mettere in campo tutte le mie capacità, tutta la forza del cuore e dell'intelligenza. Non interviene al posto mio, ma insieme a me; non mi esenta dalla traversata, ma mi accompagna nell'oscurità. Non mi custodisce dalla paura, ma nella paura. Così come non ha salvato Gesù dalla croce, ma nella croce.

L'intera nostra esistenza può essere descritta come una traversata pericolosa, un passare all'altra riva, quella della vita adulta, responsabile, buona. Una traversata è iniziare un matrimonio; una traversata è il futuro che si apre davanti al bambino; una traversata burrascosa è tentare di ricomporre lacerazioni, ritrovare persone, vincere paure, accogliere poveri e stranieri. C'è tanta paura lungo la traversata, paura anche legittima. Ma le barche non sono state costruite per restare ormeggiate al sicuro nei porti.

Vorrei che il Signore gridasse subito all'uragano: Taci; e alle onde: Calmatevi; e alla mia angoscia ripetesse: è finita. Vorrei essere esentato dalla lotta, invece Dio risponde chiamandomi alla perseveranza, moltiplicandomi le energie; la sua risposta è tanta forza quanta ne serve per il primo colpo di remo. E ad ogni colpo lui la rinnoverà.

Non ti importa che moriamo? La risposta, senza parole, è raccontata dai gesti: Mi importa di te, mi importa la tua vita, tu sei importante.

Mi importano i passeri del cielo e tu vali più di molti passeri, mi importano i gigli del campo e tu sei più bello di loro.

Tu mi importi al punto che ti ho contato i capelli in capo e tutta la paura che porti nel cuore. E sono qui. A farmi argine e confine alla tua paura. Sono qui nel riflesso più profondo delle tue lacrime, come mano forte sulla tua, inizio d'approdo sicuro.

 

Il 16 aprile 1931 Gesù dice a Luisa che il coraggio di fare il bene è delle anime risolute, esse sono imperturbabili sotto qualunque tempesta e mentre sentono lo scroscio dei tuoni e dei lampi fino a tremarne e restano sotto l’acqua dirotta che piove loro sopra, si servono dell’acqua per lavarsi ed uscire più belle e senza badare alla tempesta, sono più che mai risolute e coraggiose tanto da non spostarsi dal bene incominciato. Lo scoraggiamento è delle anime insicure, che non giungono mai a compiere un bene. Il coraggio spiana la via, il coraggio mette in fuga qualunque tempesta, il coraggio è il pane dei forti, il coraggio è il battagliero che sa vincere qualunque battaglia. Perciò non dobbiamo temere; e poi, per cosa? Il Signore ci ha dato gli Angeli a nostra custodia, con il compito di guardarci e guidarci per le vie interminabili del Suo Eterno Volere per fare che possiamo contraccambiare con i nostri atti, col nostro amore, ciò che ha fatto la Divina Volontà pronunciando il “Fiat” nella Creazione. Questi Angeli raccolgono i nostri atti e ne formano corona e, prostrati, li offrono alla Divinità, in contraccambio di ciò che ha fatto la Divina Volontà, affinché sia conosciuta e vi formi il suo regno sulla terra. Ma ciò non è tutto, a Capo di questi Angeli c’è Gesù che ci guida e vigila in tutto e che forma in noi gli stessi atti e quell’amore che ci vuole perché potessimo avere amore sufficiente per poter contraccambiare tante opere grandi del Volere Supremo. Non ci dobbiamo fermare, abbiamo molto da fare, abbiamo da seguire Gesù che non si ferma mai, abbiamo da seguire gli Angeli perché vogliono compiere il loro compito affidato, abbiamo da compiere la nostra missione di figli della Divina Volontà!

don Marco
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