Mons. Leonardo D’Ascenzo
ARCIVESCOVO di TRANI - BARLETTA - BISCEGLIE TITOLARE di NAZARETH
161° anniversario della nascita e del Battesimo della Serva di Dio Luisa Piccarreta
Omelia1
Parrocchia S. Maria Greca Corato - 23 aprile 2026
Con questa celebrazione, facciamo memoria del 161° anniversario della nascita di Luisa Piccarreta. E lo facciamo in questa celebrazione della Messa vivendo un momento così bello, importante: un momento di preghiera, come è l'Eucaristia. È un momento di preghiera in cui vogliamo esprimere, come è stato ben indicato nella comunicazione-invito a partecipare a questo momento di preghiera, sentimenti di gratitudine a Dio per averci donato la vita di Luisa.
E allora vogliamo accogliere quello che è l'insegnamento della Parola di Dio, di questa liturgia che questa Messa ci propone.
Sono due le letture che abbiamo ascoltato. La prima lettura ci mette in diretta relazione, in diretto collegamento, con quello che è il cuore della vita, degli scritti di Luisa Piccarreta, e cioè il vivere nella Divina Volontà, nel Divin Volere.
La prima lettura ci racconta l'esperienza di Filippo, al quale un angelo rivelò quella che era la Volontà di Dio, espressa con queste precise parole: «Alzati e va verso il mezzogiorno sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza: essa, la strada, è deserta». E questa è la prima comunicazione che Filippo riceve dall'angelo. Dopodiché Filippo si alzò e si mise in cammino. Non so quale sarebbe stata, in quella circostanza, la nostra reazione. Va sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza: essa è deserta. Che si va a fare su una strada deserta? Perché mettersi in cammino? Qui c'è un elemento molto importante.
Il seguire la Volontà di Dio ha come punto di partenza una relazione di fiducia. C'è un affidarsi a Dio, un affidarsi e un fidarsi in modo totale, perché Dio non può che volere il mio bene, non può che volere la pienezza di vita per me e per chi il Signore mi darà la possibilità di incontrare. È a partire da questo presupposto di fiducia che poi, di conseguenza, scaturisce il cercare di comprendere, accogliere e poi mettere in pratica la Volontà di Dio, anche quando dovesse essere per me incomprensibile o difficile da capire. In ogni caso, la Volontà di Dio supera sempre la mia capacità di comprensione. La Volontà di Dio è la Volontà dell'Onnipotente, la Volontà di Colui che è infinito. Io sono una creatura e comprendo quello che riesco a comprendere, ma sono sicuro che posso fidarmi di Dio. E allora mi affido e mi metto in cammino per andare, non so per quale motivo, in una strada che è deserta.
Si mise in cammino quand'ecco un etiope, un eunuco, funzionario di Candace, regina di Etiopia, amministratore di tutti i suoi tesori, che era venuto per il culto a Gerusalemme. Disse allora lo Spirito a Filippo (c'è una seconda comunicazione che rende un pochino più chiara la prima, anche se ancora non è tutto pienamente comprensibile): «Va avanti, accostati a quel carro». Per fare che cosa? Filippo continua a fidarsi e quindi accoglie, vive questa Volontà di Dio. E poi, ecco, tutto il resto della storia. Ma non è adesso il momento, non abbiamo il tempo per approfondire ogni passaggio. Quello che mi premeva mettere in risalto è proprio il cuore degli scritti e della vita di Luisa Piccarreta: sono il cuore di quello che è la rivelazione di Dio nella Scrittura, che è rivolta a tutti noi. Quindi questo è il cuore della vita di ognuno di noi, della vita di ogni discepolo di Gesù. Ma che non può che partire da questa fiducia e affidamento a Dio, che sappiamo essere nostro Padre, il Quale vuole il nostro bene; per cui viviamo la sua volontà, il suo Divin Volere, quando lo comprendiamo, quando non riusciamo a comprenderlo, quando è anche totalmente oscuro per noi, perché è sempre per il nostro bene.
Il Vangelo di oggi è un invito di Gesù ad entrare in quella che è la relazione trinitaria, nella relazione che Lui vive con il Padre. È l'invito di Gesù a vivere la dimensione mistica, la dimensione mistica che è esperienza per ogni persona, per ogni fedele. L'esperienza mistica non è soltanto qualcosa per alcuni, ma la dimensione mistica è una dimensione che appartiene alla vita spirituale.
\La dimensione mistica è una dimensione della vita spirituale, della vita del discepolo di Gesù, di ogni discepolo di Gesù. Non è un'esperienza straordinaria soltanto riservata ad alcuni: è per tutti. La dimensione mistica è la dimensione della vita spirituale in quanto unione a Dio. Un Dio che, ci ricorda Gesù, è già all'opera, prima ancora che noi ci mettiamo alla sua ricerca, alla sua conoscenza: è già all'opera. Un Dio che ci attrae a Sé, un Dio che vuole comunicare Se stesso, che vuole donarci la verità della vita. E chi si lascia attrarre da Dio, per chi si lascia istruire dalla sua Divina Volontà, questa persona incontra Gesù. Incontra Gesù che si fa dono nel Pane e nel Vino consacrati, perché Pane e Vino consacrati sono la presenza reale di Gesù: il suo corpo, il suo sangue, la sua anima, la sua divinità.
E possiamo partecipare alla vita eterna.
Questo è quello che ci insegna il Vangelo di questa sera. Ma attenzione: la vita eterna non è qualcosa che ci interesserà un giorno, come diciamo, speriamo il più tardi possibile, quindi quando arriverà il momento del passaggio da questa vita all'altra vita attraverso la morte. Ma la vita eterna è la partecipazione alla vita dell'Eterno che, incontrando Gesù, partecipando ai Sacramenti, ricevendo l'Eucaristia, è già possibile fin da ora. Fin da questa vita noi possiamo partecipare alla vita dell'Eterno, possiamo incontrare e vivere la vita eterna. Questa è la dimensione mistica che appartiene a tutti, è offerta a tutti: è la partecipazione alla vita dell'Eterno.
Ora continuiamo questa celebrazione della Messa prendendo spunto dalla vita di Luisa, prendendo spunto dai suoi scritti e, nella nostra preghiera questa sera, chiediamo al Signore che ci aiuti, come Filippo, ad affidarci e fidarci di Lui e seguire la sua Volontà, vivere il Divin Volere, perché non c'è poi altra strada.
Non dobbiamo considerare tutto questo come qualcosa di straordinario: questa è la normalità della vita di ogni discepolo di Gesù, vivere il Divin Volere, fidarci e affidarci a quello che il Signore, passo dopo passo, ha in cuore per ciascuno di noi nel cammino della nostra vita terrena. E chiediamogli anche la capacità di vivere la dimensione mistica della nostra vita, che è una partecipazione alla vita dell'Eterno. E come possiamo partecipare alla vita dell'Eterno? L'Eucaristia, accogliendo Gesù realmente presente nel Pane e nel Vino consacrati.
Ecco, che tutto questo possa essere sempre di più la normalità, la quotidianità per ciascuno di noi; altrimenti perderemmo qualcosa di straordinariamente bello e sciuperemo la nostra vita.
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1Trascrizione dal parlato
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