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Il cuore di Gesù: concentrato d’amore

14/06/2026
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Dire cuore significa dire “amore” e il cuore di Gesù è una sorgente inesauribile di amore eterno, immenso, incalcolabile, è una sorgente inesauribile di delizie, più si attinge e più è copiosa, è una sorgente feconda di benedizioni e di gioie da cui scorrono ininterrotti i canali della misericordia, della carità e dell’amore.I Vangeli ci fanno scoprire le molteplici manifestazioni e sfumature dell’amore del Sacro Cuore di Gesù: cuore che ha pietà, che compatisce, che esulta di gioia, che ammira, che perdona, che è ferito, che ama appassionatamente sia il Padre che gli uomini, suoi fratelli, “avendo amato i suoi …. li amò sino alla fine” (Gv 13,1). Una delle tante giaculatorie pronunciate dai cattolici in onore del Sacro Cuore di Gesù è appunto: “O Gesù d’amore acceso, non ti avessi mai offeso”. Ogni atto della vita terrena di Gesù è stato dettato dall’amore infinito verso le creature: il sacrificio eucaristico è un’attestazione di alta carità, l’amore escogita l’immolazione della Croce, l’amore nascose Gesù sotto le specie sacramentali, l’amore volle la consumazione dell’ostia nella Comunione. Gesù nelle ventiquattro Ore della Passione dice: “Ah figlio mio, è l’amore che tutto prevale su di Me ed in Me: l’amore mi è chiodo, l’amore mi è flagello, l’amore mi è corona di spine, l’amore mi è tutto; l’amore è la mia passione perenne, mentre quella degli uomini è del tempo. Ah figlio mio, entra nel mio Cuore, vieni a perderti nel mio amore e solo nel mio amore comprenderai quanto ho sofferto e quanto ti ho amato ed imparerai ad amarmi e a soffrire solo per amore”. Nel Vangelo di Matteo  Gesù chiama a sé quelli che sono stanchi e oppressi e si presenta ad essi come “mite ed umile di cuore” ( Mt 11,28-29)

Il Cuore di Gesù è sorgente di gloria e di grazie, infatti Gesù rivela a Luisa che per quante virtù praticò il suo Cuore, tante sorgenti si formarono in esso e come si formavano così facevano scaturire innumerevoli rivoli che, zampillando fino al Cielo, glorificavano degnamente il Padre a nome di tutti e poi dal Cielo ricadevano a bene di tutte le creature. E anche le creature, come praticano le virtù, così formano nei loro cuori le piccole sorgenti da cui scaturiscono i loro piccoli rivoli, che s’incrociano con quelli di Gesù e, zampillando insieme, glorificano il Padre Celeste e scendono a bene di tutti, formando una tale armonia fra Cielo e Terra che gli stessi angeli restano sorpresi. Gesù ama tutte le creature, ma predilige quelle che sono miti come Lui, che sanno amare con dolcezza. Sempre in un brano dei Diari di Luisa Gesù afferma che Gli è intollerabile la durezza del cuore umano, molto più di fronte al suo che è tutto tenerezza amorosa e bontà. La prerogativa più bella del suo Cuore è la tenerezza, tutte le fibre, tutti gli affetti, i desideri, l’amore, i palpiti del suo Cuore, hanno per principio la tenerezza, di modo che le sue fibre sono tenere, i suoi affetti e desideri sono tenerissimi, il suo amore e palpito sono tanto teneri che giungono a liquefargli il Cuore per tenerezza e questo amore tenero lo fa giungere ad amare tanto le creature, che si contenta di soffrire Lui, anziché vedere soffrire  loro. Poi Gesù ribadisce che un amore quando non è tenero è come un cibo senza condimento, come una bellezza invecchiata che non sa attirare nessuno a farsi amare, come un fiore senza profumo, come un frutto arido senza umore e dolcezza. Un cuore duro, senza tenerezza è inaccettabile e non avrebbe virtù di farsi amare da nessuno. Perciò il suo Cuore soffre tanto nel vedere la durezza delle creature, che giungono a cambiare le sue grazie in flagelli.

Il vero amore non è soggetto a scontenti, anzi dagli stessi scontenti prende occasione per cambiarli nei più bei contenti per virtù dell’amore, molto più che essendo Lui “il contento dei contenti”, non può tollerare alcuno scontento ed è costretto a dare alla creatura quella cosa che la rende contenta per averla tutta uniforme a Lui, altrimenti ci sarebbero delle fibre, dei palpiti, dei pensieri scordanti, dissimili che farebbero perdere la bellezza della loro armonia. Poi il vero amore, per amore opera e per amore non opera, per amore chiede e per amore cede. Sicché il vero amore finisce tutto nell’amore, per amore muore e per amore risorge.

Che gran sollievo è per noi pensare che siamo oggetto dell’amore di Dio, un amore che è da sempre e per sempre, Dio ha stampato la sua impronta nella nostra vita, perché non ci vuole perdere, ci ha creati per Lui e solo in Lui realizziamo il nostro bene. Di fronte ad un amore così intenso, imperituro, non si può né tradire, né smettere di amare. Chiediamo a Gesù di farci sentire sempre più innamorati di Lui, con il solo dispiacere di non aver fatto prima l’esperienza del suo amore: “Tardi ti ho amato, Signore!” (S. Agostino).

Gesù, amore senza confine, dammi il tuo amore! Amor mio e mio tutto, il tuo amore m’inondi dappertutto e mi bruci tutto ciò che non è tuo, fa’ che il mio amore scorra sempre verso di Te, per bruciare tutto ciò che possa contristare il tuo Cuore.

Tonia Abbattista
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