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In viaggio con Maria

8 Dicembre - Solennità dell'Immacolata Concezione

06/12/2023
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In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. (Lc. 1,39)

Cosa accadde in quel lungo viaggio mentre Maria portava il Suo Gesù, appena concepito, alle umane generazioni e a sua cugina Elisabetta?

Maria appena udì le parole dell'Angelo: Concepirai un Figlio, anche tua cugina Elisabetta ha concepito ed è il sesto mese per lei- rispose: Eccomi si compirà in Me quello che hai detto. (Lc 31,32)

La Piena di Grazia avvolta dallo Spirito del Padre, in fretta si mise in viaggio, con un Figlio Dio-Uomo, mentre cominciava a sentire i primi battiti del Suo cuoricino che emanavano Amore, Salvezza e Luce di Volere Divino.

Fu la prima Processione Eucaristica (Benedetto XVI) e nello stesso tempo iniziò la Missione Redentrice della salvezza in vista del Regno “come in Cielo così in terra”.

Fu un viaggio contemplativo, un viaggio di offerta, di ringraziamento, di amore. Soltanto dal Suo Cuore Immacolato potevano scaturire tali sentimenti divini. In virtù dei Suoi passi, dei Suoi sguardi Maria raccoglieva, dal primo all'ultimo pensiero di creatura, tutte le intelligenze create, i battiti di ogni cuore, di ogni parola, opera e passo che sono stati fatti e si faranno dalle generazioni di ogni tempo.

Dava voce al Creatore per decantare e glorificare la SS. Trinità per aver impresso la potenza e l'amore divino, dal più piccolo filo d'erba fino alla moltitudine del Cielo stellato.

Maria sorvolava le pietre, i monti, spinta dal gaudio che la inondò quando udì dall'Angelo: Piena di grazia, il Signore è con Te. (Lc 1,28) Parole che le recano gioia e consolazione quando ancora oggi si prega l’Ave Maria.  Per lei era un’esigenza d’amore portare Gesù ad ogni singola creatura tanto da poter dire: Sono la portatrice di Gesù.

Portare Gesù alle anime ha avuto inizio con il primo viaggio compiuto da Maria quando lasciò Nazareth senza pensare ad altro; soltanto Lei poteva manifestare la Gloria del Padre insieme al Suo Gesù che portava in grembo.

La gratitudine di Maria verso il Suo Figlio Dio ci riconduce all’Atto unico di Dio attraverso cui Lei è stata creata e redenta in anticipo, per i meriti del futuro Redentore, poiché Ella prima di concepire il Figlio Dio è stata da Lui concepita senza macchia originale. L’Immacolata Concezione è stata concepita dal Suo Salvatore, Redentore con l'Atto Santificante dello Spirito Santo e con lo sbocco dell’Amore delle Tre Divine Persone.

Nel cantico del Magnificat Maria decanta: “Il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore”. Lc 1,47

Il primo viaggio compiuto da Maria invita anche noi a seguirla, ad imitarla sulle strade tortuose della vita. Seguire Maria, camminare mano per mano con Lei, induce Gesù a compiere miracoli di conversione e di santificazione come avvenne con l’incontro con Elisabetta. Gesù tocca con le armi della Sua Santità le anime fin dal seno materno

Elisabetta: “Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. Beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto”. (Lc 1,44-45)

È la prima volta che Maria viene proclamata beata, beatitudine che viene estesa a tutti coloro che credono in Dio. E Maria esulta nel Suo Creatore e Figlio: “L’anima mia magnifica il Signore”. (Lc 1,46)

Figlia mia, la mia Mamma fu concepita senza macchia originale per poter impetrare il sospirato Redentore. Ora dovendo Io ricevere il Suo sangue per essere concepito nel Suo Seno, era giusto che tanto l’anima, quanto il corpo fosse tersissimo e Lei fosse arricchita di tutte le grazie, privilegi e prerogative possibili ed inimmaginabili  che Dio può dare e la creatura ricevere. (Vol.19)

La Sovrana Regina potette generare il Verbo Eterno senza opera altrui, perché non dando vita al Suo volere umano diede solo vita al Volere Divino e con ciò acquistò la pienezza del germe della fecondità Divina.

“Gesù, Amor mio,

voglio seguire passo a passo i passi della mia Mamma Celeste,

e come cammina, voglio animare i fili dell’erba,

gli atomi della terra, e farti sentire sotto le sue piante il mio «ti amo»,

voglio animare tutta la luce del sole e, come ti splende sul viso,

voglio che ti porti il mio «ti amo»;

tutte le ondate del vento, le sue carezze, tutte ti dicano «ti amo».

Sono io che nel tuo «FIAT» ti porto il calore del sole per riscaldarti,

le ondate di vento per carezzarti, il suo sibilo per parlarti e dirti:

caro piccino, fai conoscere a tutti il tuo Volere Divino,

fallo uscire dalla tua piccola Umanità,

affinché prenda il suo dominio e formi il suo regno in mezzo alle creature”.

(Dal Diario)

Suor Assunta
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