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La prima lettera di San Giovanni: La vita eterna si è rivelata in Cristo (terza parte)

“Nella pienezza della gioia di cui l’anima è portatrice, il mio Volere non disgiunge mai le sue sempre nuove gioie, anche dal respiro fatto nella sua Volontà”

08/04/2021
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E queste cose noi scriviamo, affinché la nostra gioia sia perfetta [piena].

(1 Gv 1,4)

«Queste cose noi scriviamo»: se la finalità dell’annuncio cristiano è la comunione nella sua duplice dimensione (ecclesiale e trinitaria), il risultato di tale comunione è la gioia, segno di una vita piena e realizzata. Le cose di cui Giovanni parla in questa sua dichiarazione di intenti sono i vari insegnamenti contenuti nella lettera e soprattutto quelli molto forti e dirompenti presenti nei primi 7 versetti, che essendo una sintesi di tutto lo scritto, sono da considerare come un meraviglioso Prologo di tutta la lettera.

«Affinché la nostra gioia sia perfetta [piena]»: in base alla sua personale esperienza, l'Autore può annunciare che il frutto della comunione è la gioia di tutti (la nostra: sia dei testimoni che degli ascoltatori) e non una felicità qualunque, ma la gioia piena, quella perfetta e totalmente appagante.

S. Agostino, a questo riguardo, commenta: «Proprio nella vita in comunione, proprio nella carità e nell'unità, Giovanni afferma che c'è la pienezza della gioia» (Meditazioni, 48). Riecheggiano qui le parole di Cristo pronunciate durante l'Ultima Cena: «Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena (Gv 15,11 e cfr. anche Gv 15,11; 16,24; 17,13; 2 Gv 12).

Vita, comunione e gioia: ecco tre parole stupende che sono sinonimo di amore e di salvezza: vivere,

comunicare e gioire sono davvero il paradiso sulla terra e nel cielo. Chi fa veramente l'esperienza di Dio-Amore gusta la più grande felicità derivante da una sicurezza che non si basa sulle forze umane, ma sull'infinita e dolcissima grazia divina. Siamo anche noi partecipi di questa gioia vera per poi esserne gli apostoli?

Il 15 aprile 1938 Gesù dice a Luisa quanto è bello vivere nella Divina Volontà! Appena l’anima entra in Essa, così respira col Suo respiro, palpita col Suo, si muove nel Suo moto, si mette in comunione con tutti e fa ciò che fanno gli Angeli, i Santi e tutte le cose create e fa fare a tutti quello che essa fa. Le meraviglie che ci sono nel Divin Volere sono sorprendenti, le scene sono così commoventi, che mettono tutti sull’attenti per godere scene così rare che restano rapiti e chissà che farebbero per essere spettatori, e godere scene così deliziose di chi vive nel Divin Volere.

Appena l’anima entra in Esso, respira, palpita e si muove nel moto divino, ma non perde il suo respiro, palpito e moto, né si disgiunge da quello di Dio; e siccome la Divina Volontà si trova dappertutto e circola più che respiro, palpito e moto di tutti, avviene che gli Angeli e i Santi, la stessa Divinità, la Creazione tutta, sentono insieme con la Divina Volontà, il respiro, il palpito della creatura in loro e la sentono muovere nel loro moto, fin nel centro delle loro anime che è zeppo di felicità, di gioie indicibili e nuove, di cui l’anima viatrice, non godendo, ma soffrendo e conquistando col suo libero arbitrio, è portatrice in ciascun beato e solo col respirare, palpitare e muoversi. Nella piena della gioia di cui l’anima è portatrice, il Divin Volere non disgiunge mai le sue sempre nuove gioie, anche dal respiro fatto nella sua Volontà e siccome c’è il libero arbitrio che forma l’atto conquistante della creatura, vi mette il nuovo suo gusto conquistante e come i beati restano felicitati, la stessa Divinità e la Creazione tutta, nella loro enfasi d’amore e nella piena della gioia dicono: “Chi è che respira, palpita e si muove in Noi? Chi è che dalla terra ci porta l’atto conquistante delle pure gioie, del nuovo amore, ciò che non abbiamo in Cielo, che tanto ci felicita e accresce il nostro amore verso chi tanto ci ama?” E tutti in coro dicono: “Ahi! è un’anima che vive nella Divina Volontà sulla terra. Che prodigi, che meraviglie, che scene incantevoli! Un respiro che respira in tutti, perfino nel suo Creatore, che si muove in tutti, fin nel Cielo, nelle stelle, nel Sole, nell’aria, nel vento, nel mare, prende tutto in pugno nel suo proprio moto e dà a Dio amore, adorazione, tutto ciò che ciascuno dovrebbe e che non dà e non ha dato e dà a tutti il suo Dio, il suo amore, la sua Volontà; si fa portatrice di tutto a Dio e di Dio a tutti.” E anche se tutte le creature non riuscirebbero a prendere Dio, Lui resterebbe ugualmente amato e glorificato, perché un atto, un moto nella Divina Volontà, è tanta la sua pienezza che le creature e tutto restano come tante goccioline d’acqua di fronte ad un immenso mare, come tante piccole fiammelle innanzi alla gran luce del Sole.

Questo moto, respiro e palpito della creatura nella Divina Volontà, sovrabbonda su tutto, abbraccia l’eternità, si formano Soli e mari estesissimi che tutto possono dare a Dio e se le altre cose non perdono la vita, restano così piccole, che è come se non ci fossero.

 

“Oh! Volontà mia, quanto sei ammirabile, potente e amabile,

la creatura in te tutto ci può dare e tutto possiamo darle,

essa copre tutto e tutti con la tua luce,

fa sorgere l’amore e ci dà amore per tutti,

possiamo dire che è la vera riparatrice,

perché quando le creature ci offendono, troviamo che nel suo amore

ci può nascondere per amarci, nella sua luce per difenderci e a via di luce mettere in fuga

quelli che ci vogliono offendere”

don Marco
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Ultimi commenti 1 di 1
- 08/04/2021
♥️