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L'Amore perfetto di Dio

L’amore simboleggiato dal sole, astro eterno che illumina le creature.

03/05/2021
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Nel  brano del 12 agosto 1912 Gesù parlando con Luisa paragona il suo amore per noi creature al sole dicendole: “Figlia mia, il mio Amore simboleggia il sole. Il sole sorge maestoso, ma mentre [il sole] sorge, Lui è sempre fisso e non sorge mai. Con la Sua luce invade tutta la terra; col Suo calore feconda tutte le piante; non c’è occhio che di Lui non goda... Si potrebbe dire che quasi non c’è bene sulla terra che non venga dal Suo benefico influsso. Quante cose non avrebbero vita senza di Lui?”.

Queste parole ci ricordano quelle del vangelo di Giovanni in cui si dice:“ io sono la luce del mondo chi mi segue non cammina nelle tenebre ma avrà la luce della vita “ (Gv 8,12).

Poi Gesù prosegue evidenziando a Luisa che il suo amore è inosservato come il sole: “Eppure [il mio Amore] fa tutto ciò senza strepito, senza dire neppure una parola, senza nulla pretendere; non dà fastidio a nessuno, anzi non occupa spazio della stessa terra che invade con la sua luce. L’uomo può fare quello che vuole; anzi, mentre godono del bene del sole, non gli usano nessuna attenzione ed inosservato lo tengono in mezzo a loro. Tale è il mio Amore, simboleggiato dal sole. Come sole maestoso sorge in mezzo a tutti; non c’è mente che non sia irradiata con la mia luce, non c’è cuore che non senta il mio calore, non c’è anima che non sia abbracciata dal mio Amore. Più che sole me ne sto in mezzo a tutti. Ahi, quanto pochi mi fanno attenzione! Sto quasi inosservato in mezzo a loro; non sono corrisposto e continuo a dare luce, calore, amore”.

Queste parole ci riportano ancora al vangelo di Giovanni: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.” (Gv 1,9)

Gesù mette in evidenza come sono le caratteristiche del suo amore e come devono corrispondergli le anime: “Se qualche anima mi fa attenzione, Io vado in follia, ma senza strepito, perché il mio Amore, essendo sodo, fisso, verace, non è soggetto a debolezze. Tale vorrei il tuo amore verso di Me, e se ciò fosse, verresti ad essere anche sole per Me e per tutti, perché il vero amore ha tutte le qualità del sole”. 

Inoltre indica ancora a Luisa com’è l’amore terreno di noi creature, incostante e debole: “Invece l’amore non sodo, non fisso, non verace, è simbolo del fuoco di quaggiù, soggetto a varietà. La sua luce non è capace d’illuminare tutti; è una luce molto fosca, mista a fumo. Il suo calore è ristretto e, se non si alimenta con la legna, si smorza e diventa cenere, e se la legna è verde fa strepito e fumo. Tali sono le anime che non sono tutte per Me e mie vere amanti... Se fanno un po’ di bene, sono più gli strepiti che fanno e più il fumo che esce dalle loro azioni che luce”.

Papa Francesco nell’udienza del 20 febbraio 2019 constata anche lui che il nostro amore è incostante e debole rispetto a quello di Gesù: “Quante volte noi uomini abbiamo amato in questa maniera così debole e intermittente. Tutti ne abbiamo l’esperienza: abbiamo amato ma poi quell’amore è caduto o è diventato debole. Desiderosi di voler bene, ci siamo poi scontrati con i nostri limiti, con la povertà delle nostre forze: incapaci di mantenere una promessa che nei giorni di grazia ci sembrava facile da realizzare”.

Il Pontefice in seguito ribadisce com’è invece l’amore di Dio nei nostri confronti, un amore immenso e costante: “Però, esiste un altro amore, quello del Padre “che è nei cieli”. Nessuno deve dubitare di essere destinatario di questo amore. Ci ama. “Mi ama”, possiamo dire. Se anche nostro padre e nostra madre non ci avessero amato, c’è un Dio nei cieli che ci ama come nessuno su questa terra ha mai fatto e potrà mai fare. L’amore di Dio è costante. Dice il profeta Isaia: “Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai” e ancora “sulle palme delle mie mani ti ho disegnato” (Is 49,15-16).

Io sono nelle mani di Dio, così, e non posso toglierlo. L’amore di Dio è come l’amore di una madre, che mai si può dimenticare. E se una madre si dimentica? “Io non mi dimenticherò”, dice il Signore. Questo è l’amore perfetto di Dio, così siamo amati da Lui. Se anche tutti i nostri amori terreni si sgretolassero e non ci restasse in mano altro che polvere, c’è sempre per tutti noi, ardente, l’amore unico e fedele di Dio”.

Angela Iurillo

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