Al centro del racconto c’è la persona di Gesù, che si rivela come il Messia. Il segno del vino mette in piena luce la dignità messianica del Cristo e la sovrabbondanza dei beni messianici. Gesù domina la scena e diventa protagonista nel contesto delle nozze. Gli sposi non compaiono quasi mai: la sposa non è mai menzionata e lo sposo è citato una sola volta ed è implicitamente identificato con Gesù stesso, che avrebbe “tenuto da parte il vino buono finora” (v.10).
La madre occupa un posto di rilievo nella prima parte della scena (vv. 1-5), quando interviene con una supplica, per rilevare la situazione precaria in cui si era venuta a trovare la festa nuziale. Essa viene descritta come “la madre di Gesù” e quindi è posta in relazione diretta con il protagonista. Nella seconda parte del racconto la madre scende nell’ombra facendo agire il figlio.
È interessante notare come, nel Vangelo di Giovanni, non compare il nome di Maria, ma viene sempre menzionata o come “donna” o come “madre”. Eppure Giovanni, lo apprendiamo dallo stesso Vangelo, ha preso con sé Maria dopo la morte di Gesù e viveva a casa sua. Allora perché Maria non viene mai chiamata per nome?
Probabilmente Giovanni nel suo Vangelo ha voluto sottolineare il compito di Maria nella Storia della salvezza, identificandola come la nuova “donna” (Eva) e la “madre” di tutti i credenti.
L’importanza del ruolo della madre nella condivisione del primo segno, mediante il suo intervento premuroso, permette di capire il posto di Maria nel processo della rivelazione del Figlio e la sua partecipazione diretta e condivisa all’ora stabilita dal Padre. È la madre a rilevare la mancanza del vino, preoccupandosi degli sposi e della festa.
Nel libro de “La Regina del Cielo nel Regno della Divina Volontà”, Maria dà a Luisa un’altra lezione sulla Divina Volontà, proprio presentando il suo ruolo di Madre e Regina nella festa di nozze a Cana.
Il cuore della Vergine Maria era gonfio d’amore e sentiva il bisogno di dire a Luisa la causa, il perché insieme col Figlio suo Gesù ha voluto assistere alla festa di nozze a Cana. In quella festa di matrimonio c’erano profondi misteri che hanno manifestato il suo grande amore di Madre e l’amore di suo Figlio ha dato veri segni di paternità e di regalità per le creature.
Gesù era ritornato dal deserto e si preparava alla vita pubblica, ma prima ha voluto assistere a questo sposalizio ed è andato non per festeggiare, ma per operare cose grandi a favore delle generazioni umane. Gesù prendeva il posto di Padre e di Re nelle famiglie e la Madonna prendeva il posto di Madre e di Regina. Con la loro presenza hanno rinnovato la santità, la bellezza, l’ordine dello sposalizio formato da Dio nell’Eden, cioè di Adamo ed Eva, sposati dall’Ente Supremo per popolare la terra e per moltiplicare e crescere le future generazioni. Il matrimonio è la sostanza dove sorge la vita delle generazioni; si può chiamare il tronco dal quale viene popolata la terra. Quindi, col peccato, col sottrarsi dalla Divina Volontà, Adamo ed Eva hanno fatto perdere la santità, la bellezza, l’ordine della famiglia; e Maria, nostra Madre, la nuova Eva innocente, insieme con suo Figlio sono andati per riordinare ciò che Dio aveva fatto nell’Eden, e si è costituita Regina delle famiglie, chiedendo la grazia che il ‘Fiat Divino’ regnasse in esse, per far sì che le famiglie le appartenessero, così da tenere il posto di regina in mezzo a loro.
L’amore di Gesù e Maria ardeva e volevano far conoscere questo amore e dare a tutti la più sublime delle lezioni. Nel più bello del pranzo è venuto a mancare il vino ed il suo Cuore di Madre si è sentito consumare di amore, che ha voluto prestare aiuto … E sapendo che Gesù tutto poteva lo ha supplicato, e certa che l’avrebbe ascoltata, gli dice: “Figlio mio, gli sposi non hanno più vino”. E Lui le risponde: “Non è giunta l’ora mia, di far miracoli”. E, sapendo certo che non le avrebbe negato ciò che gli chiedeva, dice a quelli che servivano la tavola: “Fate ciò che vi dice mio Figlio e avrete ciò che volete, anzi avrete il di più e sovrabbondante.”
In queste poche parole la Madonna dava una lezione, la più utile, necessaria e più alta alle creature. Parlava col cuore di Madre e diceva: “Figli miei, volete essere santi? Fate la Volontà di mio Figlio; non vi spostate da ciò che Lui vi dice e avrete la sua somiglianza, la sua santità in vostro potere. Volete che tutti i mali vi cessino? Fate ciò che vi dice mio Figlio. Volete qualunque grazia, anche difficile? Fate ciò che vi dice e vuole. Volete anche le cose necessarie della vita naturale? Fate ciò che dice mio Figlio, perché nelle sue parole, in ciò che vi dice e vuole tiene racchiusa tale potenza che, come parla, la sua parola racchiude ciò che chiedete e fa sorgere nelle anime vostre le grazie che volete”…
Quante volte ci vediamo pieni di passioni, deboli, afflitti, sventurati, miserabili; eppure preghiamo e preghiamo, ma proprio perché non facciamo ciò che dice Gesù otteniamo nulla, il Cielo sembra chiuso per noi. È un dolore per Maria, perché vede che, mentre preghiamo ci allontaniamo dalla Fonte dove risiedono tutti i beni, qual è la Volontà di Dio.
I servi hanno fatto ciò che ha detto loro Gesù, cioè: “Riempite i vasi d’acqua e portateli a tavola”. Gesù ha benedetto quell’acqua e si è trasformata in vino squisito. Mille volte beato chi fa ciò che Lui dice e vuole!
Con questo miracolo Gesù ha dato a Maria l’onore più grande, la costituiva Regina dei miracoli; perciò ha voluto la sua unione e la sua preghiera nel fare il primo miracolo. Lui l’amava troppo, tanto che ha voluto darle il primo posto di Regina anche nei miracoli, e coi fatti diceva, non con le parole: “Se volete grazie, miracoli, venite alla mia Madre; Io non le negherò mai nulla di ciò che Lei vuole”.
Ma Maria, spiega sempre a Luisa, guardava i secoli futuri, vedeva il regno della Divina Volontà sulla terra, guardava le famiglie e chiedeva loro che simboleggiassero l’amore della Trinità Sacrosanta, per fare che il suo regno fosse in pieno vigore, e, coi suoi diritti di Madre e Regina, prendeva a cuore il regime di Esso e, possedendone la Fonte, metteva a disposizione delle creature tutte le grazie, gli aiuti, la santità che ci vuole per vivere in un regno così santo.
Non cerchiamo altro, se vogliamo tutto in nostro potere, diventiamo discepoli e figli della Divina Volontà. E allora Maria prenderà l’impegno di formare lo sposalizio tra noi ed il ‘Fiat’ e, facendoci da vera Madre, vincolerà lo sposalizio col darci per dote la stessa vita di suo Figlio e per dono la sua Maternità e tutte le sue virtù.
Celeste Madre,
quanto ti devo ringraziare del grande amore che mi porti,
e come, in tutto ciò che fai, hai sempre un pensiero per me,
mi prepari e mi dai tali grazie,che insieme con me
Cieli e terra restano commossi e rapiti,e tutti ti diciamo:
“Grazie, grazie!”
deh, Madre santa, scolpisci nel mio cuore le tue sante parole:
“Fa ciò che ti dice mio Figlio”,
affinché generi in me la vita della Divina Volontà,
che tanto sospiro e voglio;
e Tu suggellami la mia volontà,
affinché sia sempre sottoposta alla Divina.
(Preghiera di Luisa)