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“Padre Nostro” Essere figli del Padre che è nei Cieli

Adorazione Eucaristica

26/01/2022
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Il Padre Nostro è la preghiera chiave consegnata alla Serva di Dio Luisa Piccarreta, come inizio della missione a lei affidata: “Fiat Voluntas Tua, come in Cielo così in terra” (Mt 6,10).

Lettore: Figlia mia, per disporre le anime a vivere nel mio Volere, a metterle a parte dei beni che Esso contiene e fare ritornare l’uomo sulla via della sua origine, come da Me fu creato, volli pregare Io per primo, facendo risuonare la mia voce da un punto all’altro della terra, fin nell’alto del Cielo, dicendo: «Padre nostro che sei nei Cieli». Non dissi Padre mio, ma lo chiamai Padre di tutta l’umana famiglia, per impegnarlo in ciò che dovevo soggiungere: che tutti santifichino il tuo nome, affinché venga il regno tuo sulla terra e la tua Volontà si faccia, come in Cielo così in terra. Era questo lo scopo della Creazione ed Io chiedevo al Padre che fosse compiuto. (Vol. 15 - 14/04/1923)

Tutti: Vieni, Divina Volontà ad adorare in me, e poiché la tua Volontà moltiplica gli atti all’infinito, così intendo darti soddisfazione come se tutte le creature di tutte le generazioni fossero prostrate qui davanti a Te in profonda adorazione, in atto di fondere la loro volontà umana con la tua Divina Volontà.

Lettore: Come Io pregai, il Padre cedette alle mie suppliche e così formai il germe di un tanto bene, e per fare che questo germe fosse conosciuto, insegnai agli Apostoli la mia preghiera, e questi la trasmisero a tutta la Chiesa, affinché il popolo del futuro Redentore trovasse la salvezza in esso e si disponesse a ricevere il promesso Messia. Così, con questo germe formato da Me, la Chiesa prega e ripete tante volte la stessa mia preghiera, si dispone a ricevere la grazia, che riconoscano ed amino il mio Celeste Padre come Padre loro, in modo da meritare di essere amati da figli, e ricevano il gran bene, che la mia Volontà si faccia come in Cielo così in terra. (Vol. 15 - 14/04/1923)

Tutti: Mio dolce Gesù, entro nel Tuo Volere e mi prostro ai piedi della Maestà Suprema, e a nome di tutta l'umana famiglia passata, presente e futura vengo ad adorarti, a prestare tutti gli omaggi che, come a nostro Creatore, tutti dobbiamo. Vengo a riconoscerti, a nome di tutti Creatore di tutte le cose, e per tutti e per ciascuna cosa creata vengo ad amarti, a lodarti, a benedirti, a ringraziarti… Voglio supplire per tutti, amarti per tutti...Voglio sorvolare in ciascun pensiero di creatura, in ogni sguardo, in ogni parola, opera e passo; e poi vengo a deporli ai piedi del tuo Trono, e come se tutti fossero fatti per Te; e se qualcuno me lo nega, io mi sostituirò per loro. Non vi è atto che io non voglia supplire…ma Tu, o mio Gesù, dolce mia Vita, suggella con la tua benedizione la mia riparazione e fa che in ogni atto che io compia si ripeta, si moltiplichi e stia in continuo atto di volare dalla terra al Cielo, per portare al tuo Trono, a nome di tutti, amore, gloria e riparazione divina.

Canto

Lettore: “PADRE”

E’ la Parola che apre la vita terrena del Verbo fatto Uomo: “Ecco, Io vengo Padre, per fare la Tua Volontà”. Ugualmente la parola “Padre” chiude la Sua vita sulla croce: “Padre, nelle Tue mani raccomando il Mio Spirito”.

“Nella Mia vita Io non facevo altro che darmi in balia della Volontà del Padre, Io ero il portatore del Padre; il punto Mio principale era la Sua Volontà, perché non badavo a Me stesso; la Mia vita naturale finì quando in tutto compii la Volontà del Padre”. (Vol.12–14/08/1917)

Pronunciando la parola “Padre” l’uomo procede verso la comunione della Famiglia Trinitaria per vivere: “Come in Cielo così in terra”.

Il vivere nella mia Volontà è vivere da figlio; il fare la mia Volontà è vivere da servo. Nel primo caso ciò che è del Padre è del figlio, e  molte volte fanno più sacrifici i servi che i figli: a quelli spetta esporsi a servizi più faticosi, più umili, al freddo, al caldo, a viaggiare a piedi… Difatti, quanto non hanno fatto i miei Santi per eseguire gli ordini della mia Volontà? Invece, il figlio sta con suo padre, tiene cura di lui, lo rallegra coi suoi baci e con le sue carezze, comanda ai servi come se comandasse suo padre, se esce non va a piedi ma viaggia in carrozza… E se il figlio possiede tutto ciò che è del Padre, ai servi non si dà altro che la mercede del lavoro che hanno fatto, e restano liberi di servire o non servire il loro Padrone; e se non servono non hanno più diritto a ricevere alcun altro compenso. Invece, tra padre e figlio nessuno può togliere questi diritti che il figlio possiede sui beni del padre, e nessuna legge, né celeste, né terrestre, può togliere questi diritti, né svincolare la figliolanza tra padre e figlio. (Vol. 17 - 18/09/1923)

Tutti: Dolce vita mia, non voglio essere sola nello stare con Te, ma voglio tutto e tutti insieme con me; e non solo voglio la corona di tutti i tuoi figli, ma voglio insieme la corona di tutte le cose create da Te, affinché insieme con me, nell’interminabilità della tua Santissima Volontà dove io trovo tutto, prostrati ai tuoi piedi, tutti insieme Ti adoriamo, Ti ringraziamo, Ti benediciamo.

Lettore: Il creato è la storia d’Amore di Dio per l’uomo il quale fu costituito re dall’inizio della creazione. Il peccato mise termine alla relazione amorosa tra il Padre e il figlio Adamo, ma Gesù ha ripristinato questa comunicazione filiale e ci ha indicato il cammino per riacquistare la regalità perduta.

Figlia buona, tu devi sapere che la mia Divina Volontà possiede e contiene dentro di Sé tutto, tutte le gioie, tutte le bellezze; da Essa tutto esce e, senza sperdere nulla, tutto contiene in Sé. Si può dire che porta tutti e tutto nel suo grembo immenso di luce. Sicché tutti vivono in Essa, con questa differenza: che chi con tutta la sua volontà vuole vivere in Essa vive da figlia e come figlia viene costituita ereditiera delle gioie, delle bellezze, dei beni della Madre sua, in modo che questa Madre Divina è tutta intenta ad abbellire, arricchire e far gioire la figlia sua. Invece chi vuol vivere di volontà umana non vive da figlia, ma da estranea, e tutte le gioie si convertono per la creatura in amarezza, le ricchezze in povertà, le bellezze in bruttezze, perché vivendo da estranea vive come appartata dai beni che la mia Divina Volontà possiede. (Vol. 30- 20/03/1932)

Tutti: Con gioia, o Gesù, sono questa sera davanti a Te, per ringraziarTi dei doni che mi hai fatto, e per chiederti perdono delle mancanze che ho commesso. Ti offro tutti i battiti del cuore, come altrettanti atti di amore, di riparazione e li unisco ai Tuoi Meriti Infiniti. Ti supplico di agire in me, senza tener conto delle mie resistenze. Non voglio avere altra volontà, Signore. Con la Tua Grazia, Gesù, voglio cominciare una vita nuova, nella quale ogni istante sia un atto d’amore.

CANTO

Lettore: Io non ebbi altro interesse né insegnai altra preghiera, se non il Pater Noster, e la Chiesa, fedele esecutrice e depositaria dei miei insegnamenti l’ha sempre in bocca ed in ogni circostanza, e tutti, dotti ed ignoranti, piccoli e grandi, sacerdoti e secolari, re e sudditi, tutti mi pregano che la mia Volontà si faccia come in Cielo così in terra. (Vol. 15 - 02/05/1923)

Gesù non insegna formule per “ingraziarsi” il Signore, anzi, invita a pregarlo facendo cadere le barriere della soggezione e della paura. Non dice di rivolgersi a Dio chiamandolo “Onnipotente”, “Altissimo”, “Tu, che sei tanto distante da noi, io sono un misero”: no, non dice così, ma semplicemente «Padre», con tutta semplicità, come i bambini si rivolgono al papà. E questa parola “Padre”, esprime la confidenza e la fiducia filiale. (Papa Francesco - Catechesi sul “Padre Nostro”, 12 dicembre 2018)

Tutti: O mio Gesù…Ti farò da vigile sentinella; starò tanto attenta a guardare se qualche cosa ti affligge e ti addolora, non solo per non lasciarti mai solo, ma per prendere parte a tutte le tue pene. O Cuore del mio cuore! O Amore del mio amore!... Ti lascio i miei respiri, i miei affetti, i miei pensieri, i miei desideri, i miei movimenti, che inanellando tra loro continui atti d’amore unito al tuo, ti formeranno corona e ti ameranno per tutti. Non ne sei contento, o Gesù?

Lettore:…Nel principio della creazione dell’uomo non c’era distanza tra Me e lui, tutto era familiarità, non appena mi chiamava Io ero da lui, lo amavo da figlio e come figlio Io mi sentivo tanto tirato verso di lui, che non potevo fare a meno di andare a trattenermi spesso, spesso con lui. Io con te sto rinnovando il principio della Creazione; perciò sii attenta a ricevere un tanto bene. (Gesù a Luisa -Vol. 21 – 22/05/1927)

 Tutti: Mio Gesù, son qui vicina al tabernacolo d’amore, da quella porticina adorata che io ho il grande onore di guardare, sento le tue fibre divine, il tuo Cuore palpitante che in ogni palpito sprigiona fiamme, raggi di luce interminabile ed in quelle fiamme sento i tuoi gemiti, i tuoi sospiri, le tue suppliche incessanti ed i tuoi singhiozzi ripetuti perché vuoi far conoscere la tua Volontà, per dare la sua vita a tutti ed io mi sento consumare insieme con te e ripetere ciò che fai Tu

CANTO

Lettore: “Non sapevate che Io devo occuparmi delle cose del Padre Mio?” (Lc. 2,49)

Quale dovrebbe essere l’occupazione dei figli di Dio Padre, se non occuparsi che la Santità del Padre sia riconosciuta e posseduta dai propri figli?

Il Padre è Santo ed è la fonte dalla quale scaturisce ogni tipo di santità.

“Sia santificato il Tuo nome” in me ed in tutti, cioè che possiamo riacquistare quella santità respinta nell’Eden Celeste, e Tu Padre possa essere glorificato mediante la tua stessa Santità.

Come è possibile vivere la perfezione di Dio se non è Lui stesso a viverla in noi? Lui scende in noi per nutrirci con la Sua Santità e noi dobbiamo salire verso il Cielo mediante la Sua stessa perfezione.

Tutti: O Gesù, Ti voglio pregare con la tua voce, e come la tua voce penetrava i Cieli e si ripercuoteva nelle voci di tutti, così la mia facendo onore alla tua stessa voce penetri fin nei Cieli e non ci sia voce che non racchiuda nella mia per darti la gloria e l’amore della tua stessa parola.

Mio Gesù, il mio cuore palpita ma non son contenta se non mi fai palpitare col tuo, e col tuo palpito amerò come ami tu. Ti darò l’amore di tutte le creature ed uno sarà il nostro grido: Amore, che soddisferà l’amore del Padre, ed anime, che con voce supplichevole chiederà a tutti che si convertano. Sicché, o mio Gesù, fa onore a Te stesso e in tutto ciò che faccio metti l’impronta del tuo stesso potere, del tuo amore e della tua gloria.

Lettore: Tutti voi, padri e nonni, quando il figlio o il nipotino chiede qualcosa, ha fame, e chiede e chiede, poi piange, grida, ha fame: «Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce?» (v. 11). E tutti voi avete l’esperienza quando il figlio chiede, voi date da mangiare quello che chiede, per il bene di lui.

Con queste parole Gesù fa capire che Dio risponde sempre, che nessuna preghiera resterà inascoltata, perché? Perché Lui è Padre, e non dimentica i suoi figli che soffrono.

Tante nostre preghiere sembra che non ottengano alcun risultato. Quante volte abbiamo chiesto e non ottenuto – ne abbiamo l’esperienza tutti – quante volte abbiamo bussato e trovato una porta chiusa? Gesù ci raccomanda, in quei momenti, di insistere e di non darci per vinti. La preghiera trasforma sempre la realtà, sempre. Se non cambiano le cose attorno a noi, almeno cambiamo noi, cambia il nostro cuore. Gesù ha promesso il dono dello Spirito Santo ad ogni uomo e a ogni donna che prega.

Possiamo essere certi che Dio risponderà. L’unica incertezza è dovuta ai tempi, ma non dubitiamo che Lui risponderà. Magari ci toccherà insistere per tutta la vita, ma Lui risponderà. Ce lo ha promesso: Lui non è come un padre che dà una serpe al posto di un pesce. Non c’è nulla di più certo: il desiderio di felicità che tutti portiamo nel cuore un giorno si compirà. (Papa Francesco - Catechesi Sul “Padre Nostro”- 9 Gennaio 2019)

Tutti:  Gesù, sai che vuole questa piccola bambina? Che quel Divino Volere del Padre tuo, che tanto amasti e facesti in tutta la tua vita sulla terra, si faccia conoscere a tutte le creature, affinché tutte lo amino e adempiano alla tua Volontà, come in Cielo così in terra. La piccola bambina vorrebbe vincerti in amore, affinché doni la tua Volontà a tutte le creature... Deh, rendi felice questa povera piccina che non vuole altro che ciò che vuoi Tu: che la tua Volontà sia conosciuta e regni sulla terra tutta.

CANTO

Lettore: E’ proprio questo il FIAT Voluntas Tua come in Cielo così in terra, che l’uomo ritorni nella Mia Divina Volontà, ed allora Essa si quieterà quando vedrà di nuovo il suo figlio felice, vivere in casa sua, coll’opulenza dei suoi beni. E così poter dire: il mio figlio è ritornato, è vestito delle sue vesti regali, porta la corona di re, fa vita insieme con Me, e gli ho restituito i diritti che gli diedi nel crearlo. Quindi il disordine nella Creazione è finito, perché l’uomo è ritornato nella Mia Divina Volontà”. (Vol.25–22/03/1929)

Tutti:  O Voler Santo, fatti strada, fa’ Tu la via per farti conoscere…, manifesta a tutti chi sei Tu ed il grande bene che vuoi fare a tutti, affinché attratti, rapiti da un tanto bene, possano farsi tutti preda della tua Volontà; e così liberamente potrai regnare come in Cielo così in terra”.

Ai tanti prodigi del tuo Volere, opera anche questo: che come Ti conoscono non ti facciano passare avanti, no; ma Ti aprono le porte, per riceverTi e farTi regnare… Questo ti chiede la Piccola Neonata della Tua Volontà; se da me hai voluto il sacrificio, e con tanta insistenza, di mettere fuori i segreti che mi hai comunicato del tuo Volere, io ne voglio un altro da Te: che come si conosca, faccia questo prodigio… che regni nei cuori che Lo conoscono. Questo solo Ti chiedo, o mio Gesù, non Ti chiedo altro, null’altro voglio che il ricambio del mio sacrificio, che il tuo Volere sia conosciuto e vi regni col suo pieno dominio.

Lettore: Figlia mia, la mancanza di fiducia mette sempre ostacolo all’unione tra Creatore e creatura, le tarpa il volo verso chi tanto l’ama…e le fa sentire al vivo le sue passioni. Molto più che la mancanza di fiducia è stato l’atto debole nel corso dei secoli e a volte anche le anime buone sono state arretrate nel cammino delle virtù a causa della mancanza di fiducia, ed Io, per togliere questo sopore che produce lo spettro della mancanza di fiducia, ho voluto mostrarmi con te tutto amore, più che Padre e figlia, per richiamare non solo te, ma tutti gli altri a vivere da figli, come cullati nelle mie braccia, ed Io ho gustato e anche tu come è bello avere la creatura tutt’amore e tutta fiducia con Me: Io posso dare ciò che voglio ed essa non ha nessun timore di ricevere ciò che vuole.(Vol.28 – 02/06/1930)

 

Con la Mamma Celeste adoriamo Gesù

 

Tutti:  Sovrana Signora, vengo a nascondere il mio piccolo amore nel mare grande del tuo amore, la mia adorazione verso Dio nell’immenso oceano della tua; i miei ringraziamenti li nascondo nel mare dei tuoi; le mie suppliche, i miei sospiri, le mie lacrime e pene, le nascondo nel mare delle tue, affinché il mio ed il tuo mare d’amore siano uno solo, la mia adorazione e la tua siano una sola, i miei ringraziamenti prendano la larghezza dei tuoi stessi confini, le mie suppliche, lacrime e pene diventino un solo mare col tuo.

Fa’ Sovrana Regina anch’io abbia i miei mari d’amore, d’adorazione.., e affinché come la tua sovrana altezza impetrò con questo il sospirato Redentore, così anch’io mi presenti con tutti questi mari innanzi alla Maestà Divina per pregarla, per scongiurarla, per chiederle il regno del ‘Fiat Supremo’. Mamma Regina mia, debbo servirmi della stessa tua via, degli stessi tuoi mari d’amore e di grazie per vincerla e farle cedere il suo regno sulla terra, come la vincesti tu per far scendere il Verbo Eterno.

 

La Redazione
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